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Aggiunta del latte artificiale, si o no? Bambino e latte - Credit: iStock
BAMBINI 2 luglio 2020

Aggiunta del latte artificiale, si o no?

di Barbara Vaglio

I dubbi delle mamme sull’allattamento al seno e quando il latte artificiale in aggiunta va dato

Il dubbio non risparmia nessuna: l’aggiunta del latte artificiale e quando darlo.
Le mamme sono spesso vittime dell’insicurezza circa la sufficienza del latte materno, il nutrimento e la sazietà del loro bambino.

In quali casi è davvero necessario ricorrere al latte artificiale?

Informazioni importanti

Tra le cose che una donna deve sapere per non cedere alle incertezze e non scoprirsi insicura circa l’alimentazione del neonato, è che il seno della mamma non è mai vuoto. Il bambino, infatti, troverà sempre il latte anche se, agli occhi di una mamma, il seno potrebbe apparire poco turgido e, a prima vista, svuotato.
Va precisato che il seno è più grosso e in tensione nelle prime settimane, dopo si raggiunge la cosiddetta fase della calibrazione, quando la produzione del latte si adegua alle richieste del bimbo e la mammella diventa naturalmente più morbida. Si tratta di un’evoluzione altamente positiva: il bambino non incontra più difficoltà ad attaccarsi al seno.
 

Quando una mamma ha il dubbio che il suo latte sia poco, deve aumentare le volte in cui attaccherà il bambino al seno: più il bambino succhia più stimola la produzione del latte, che nel giro di 48 ore si adatterà perfettamente alle sue richieste; se succhia di meno, anche la quantità poco a poco diminuirà. Per questo motivo è estremamente importante non dare mai aggiunte di alcun liquido (neanche acqua o camomilla): se il bambino è già sazio, come potrà stimolare la produzione del latte materno? Va fatta attenzione anche al ciuccio, che può interferire sin dalle prime settimane con l’apprendimento delle corrette regole di suzione e, quindi, far assumere meno latte al piccolo.

Un’altra credenza non vera riguarda lo stress e la convinzione che questo possa comportare una diminuzione del latte. Lo stress può, però, influenzare il riflesso di emissione: il latte c’è ma non arriva nei dotti galattofori e, allora, il bambino deve fare più fatica per succhiare. Per rimediare e far sì che l’allattamento si compia nel migliore dei modi, si consiglia di riposare di più e di non perdere fiducia in se stesse e nella propria capacità di nutrire il piccolo. Inoltre, è bene seguire una dieta completa ed equilibrata e bere regolarmente durante la giornata.


I risvegli notturni sono normali: il latte materno, grazie alla sua composizione particolarmente digeribile, viene assimilato in fretta dall’organismo del bebè; è naturale quindi che il piccolo si svegli anche 2-3 volte nel corso della notte per essere allattato. I risvegli quindi non sono affatto indice di scarsa quantità di latte.

Il seno e la sua plusvalenza 

L’attaccamento del bambino al seno non sempre è legata alla fame e il fatto che il neonato ricerchi il seno della madre molto spesso non deve far pensare che il latte sia poco.

 

I motivi possono essere diversi: alla poppata precedente il bambino può aver succhiato di meno ed essersi addormentato subito; la sensazione di caldo e di sete portano il bambino a ricercare più spesso il seno; il bambino vuole sentirsi rassicurato. Il latte materno non è solo fonte di nutrimento, il piccolo trova nel seno tutto quel che può consolarlo e confortarlo.

Aggiunta, quando è necessaria

Ci sono situazioni in cui integrare l’allattamento al seno è necessario, anche solo per poco tempo.

Vediamo i casi in cui può ritenersi utile o necessario:

Se il calo ponderale fisiologico dei primi giorni supera il 10%, il neonatologo potrebbe decidere di somministrare piccole aggiunte di latte in formula. Si tratta, però, di una supplementazione temporanea, che non compromette la prosecuzione dell’allattamento esclusivo al seno

 

Se, con l’arrivo della montata, il bambino non si è ancora attaccato bene (attacco scorretto, ingorgo mammario) si potrebbe decidere di dare qualche piccola “aggiunta di latte materno”.  La mamma si spremerà il latte manualmente o con il tiralatte.

 

Se, nonostante questi accorgimenti, al controllo pediatrico la crescita non risulta adeguata, il medico potrebbe consigliare di dare alcune aggiunte di latte in formula.

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