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Come gestire la fase del perché senza perdere la calma Come gestire la fase del "perché" - Credit: iStock
MAMME 8 aprile 2021

Come gestire la fase del "perché" senza perdere la calma

di Luciana Zompì

Inspirate, espirate!

Ciao genitori di splendidi bambini che attraversano la meravigliosa e impegnativa fase del “perché questo succede? E perché questo lo fa? E perchè fa così?”, in prima battuta vi diciamo che vi siamo solidali, il periodo è bello intenso, ma ha anche risvolti inattesi e divertenti.

 

In seconda battuta siamo qui per darvi una pacca sulla schiena e qualche dritta su come gestire proprio la fase del “perché “ senza perdere la calma.

 

Siamo umani, potrà succedere, ma ricordatevi che sono prima di tutto bambini e che queste loro domande a mitragliatrice hanno un senso.

Quando inizia?

La fase dei perché comincia attorno ai 2- 3 anni, assestandosi nel momento in cui il linguaggio si sviluppa ulteriormente e i bambini cominciando ad avere consapevolezza del mondo, che li stupisce e li meraviglia, confondendoli il più delle volte quando non trovano risposte adeguate.

 

Nasce da qui la loro reale esigenza di comprendere maggiormente tutto quello con cui si trovano a interagire nel quotidiano, con una conseguente richiesta di maggiore attenzione da parte degli adulti che devono trovarsi pronti e preparati nel fornire le migliori risposte possibili a tutti questi interrogativi.

 

Come fare dunque a mantenere la calma quando le domande si fanno serrate e sono un continuo corollario che vi potrebbe mettere anche in difficoltà? Ve lo spieghiamo in questo post, o meglio...ci proviamo. 

Perché?

Prima regola da tenere a mente per non perdere la calma: sono bambini, è normale che chiedano in continuazione e, badate bene, spesso le loro domande sono finalizzate esclusivamente ad ottenere maggiore attenzione da parte dei genitori.

Non dimenticatelo mai.

 

Detto questo, ricordate anche che rispondere con concetti complicati, pensando che i piccoli possano capire una spiegazione razionale e articolata come se si rispondesse ad adulti, non ha senso.
Bene a dire tutto quello che riuscite a spiegare, in modo semplice e chiaro, ma accettate il fatto che spesso i piccoli rimarranno insoddisfatti dalle nostre spiegazioni, nonostante l'impegno. Ci sarà sempre un successivo perché, è meglio che lo sappiate e che vi prepariate a dovere, senza che i nervi saltino per questo.

 

Provate a focalizzarvi sulle motivazioni che spingono il bambino a chiedersi quel determinato interrogativo, solo così potrete affrontare la situazione con la giusta e dovuta calma, senza perdere inutilmente la pazienza e senza uscire da questa fase - che è assolutamente fisiologica - troppo provati.

 

Perché? Perché sono bimbi, perché è il loro modo per conoscere e crescere e perché, soprattutto, a vostra volta siete stati bambini anche voi e siete diventati quel che siete anche grazie alle risposte di chi vi ha cresciuto e dato le giuste attenzioni. 

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