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Confronti tra bambini, perché evitarli Bambini - Credit: iStock
BAMBINI 29 giugno 2020

Confronti tra bambini, perché evitarli

di Barbara Vaglio

“Lui è più bravo e ordinato di te”, frasi come queste minano la sicurezza di un bambino e demotivano invece che spronare

I confronti tra bambini non danno buoni risultati.

Qualche volta i genitori ricorrono al confronto per cercare di spronare e far prendere il buon esempio da chi si comporta meglio (un altro figlio o un amichetto) ma sottoporre il bambino a continue sollecitazioni di questo tipo non dà i risultati sperati e, oltre questo, incrina la solidità stessa del bambino, la sua autostima e sicurezza.

I rischi nel fare i confronti tra bambini

Il confronto con un coetaneo o con un fratello più ordinato, più bravo a scuola, più talentuoso e capace non fa altro che suggerire un modello al quale uniformarsi, come uno specchio nel quale riflettersi per essere accettato e apprezzato.
I bambini, come i più grandi, hanno le loro sfaccettature caratteriali, le loro inclinazioni e modi d’essere e ciascuno deve essere accettato per quello che è. Certamente spronare il proprio figlio a migliorare è solo positivo ma non fatelo ricorrendo al confronto con il compagno di scuola bravissimo oppure con l’amichetto più bravo a pallone.
 

Il confronto sottintende un messaggio che viene recepito così: la persona con cui sono confrontato è più bravo di me, mamma e papà vogliono che io gli somigli e mi ispiri a lui, forse perché io non faccio o non sono abbastanza. Immaginate che tipo di ripercussioni possa avere questo messaggio sull’autostima e sulla costruzione della propria identità, i bambini hanno bisogno di essere incoraggiati e di sentirsi apprezzati.

Qual è il rovescio della medaglia, oltre all’insicurezza? La possibilità che il bambino nutra un sentimento come l’invidia verso chi è migliore di lui. Potrebbe pian piano costruirsi la convinzione che gli altri abbiano di più e che a lui manchi sempre qualcosa. Non solo, crescendo, potrebbe dimostrarsi timoroso e chiuso in se stesso. La peggiore delle ipotesi è che questo confronto esasperato lo porti a diventare egoista e arrogante.

Come fare confronti positivi

Il modo migliore per spronare un bambino a migliorarsi è lasciarlo libero di esplorare per permettergli di costruire una sua identità senza che aspiri a essere per forza il primo della classe o il più bravo in campo. Il confronto non è sempre un’ipotesi da scartare, potete ricorrervi per mettere sul piatto della bilancia i progressi positivi fatti dallo stesso bambino.

Dai compiti di scuola all’ordine nella cameretta, riconoscetegli un miglioramento quando c’è stato, confrontate il punto d’arrivo e l’evoluzione fatta. In questo modo prenderà coscienza delle sue risorse e delle strategie che lo aiutano a migliorare.

Quando il confronto proviene dai bambini

Alle volte il confronto viene fatto dal bambino in prima persona: l’amichetto di scuola è più bravo e riesce meglio nelle cose. Se vi sembra che stia esagerando riportate l’attenzione sulle sue piccole e grandi conquiste, se, invece, esiste un’evidenza oggettiva non mentitegli ma ditegli la verità. Riconoscete che il compagno o l’amichetto è più bravo in una data cosa ma mettete in evidenza altre qualità di vostro figlio spiegando che ognuno può avere una spiccata propensione verso qualcosa. Il segreto è trovare l’ambito in cui si è bravi e coltivarlo, in parallelo bisogna cercare di migliorare e colmare eventuali carenze che sono umane e che è normale che ci siano. Insegnate ai vostri bimbi che cimentarsi in una nuova cosa è sì una prova ma è anche un’esperienza, accompagnate i vostri piccoli nella scoperta di loro stessi lasciandoli liberi di fare e tentare.

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