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Lavorazione artigianale di pellame di pregio- Credit: iStock

MODA21 febbraio 2022

Bottega Veneta: storia e stile del brand di moda

di Melissa Viri

Capi e borse di altissima fattura, scopriamo di più su Bottega Veneta, uno dei brand simbolo del made in Italy

Bottega Veneta è una delle maison di moda più importanti del Made in Italy e la sua storia non è proprio così recente. Precursore del genere del lusso sussurrato, si distingue per capi e borse di altissima fattura, senza un logo di riconoscimento, però solo in apparenza. Oggi vogliamo raccontare questa storia e della sua evoluzione nel mondo del lusso.

Come nasce una leggenda

Bottega Veneta nasce da un’idea di Renzo Zingaro e Michele Taddei, nel 1967. L’attività dei due prosegue fino alla fine degli anni Settanta fino a quando Michele non lascerà il tutto in favore della ex moglie Laura che, successivamente, ne diverrà proprietaria assieme a Vittorio Moltedo, a seguito di seconde nozze.

 

Inizialmente Bottega Veneta produce borse in pelle realizzate secondo canoni ben precisi, stando attenti a ogni dettaglio. Segno di riconoscimento sarà la tecnica dell’intrecciato che resta ancora un tratto distintivo del brand. Il risultato era ed è un prodotto dal design minimal, elegante e, soprattutto, discreto.

 

Sin da subito il mercato internazionale ha mostrato la giusta attenzione verso l’offerta Made in Italy di Bottega Veneta, quindi nasce il primo store in America, a Madison Avenue, dove la clientela non era certo fatta di gente comune. Qui a comprare esemplari di borse è stata Mary Tayler Moore e Jackie Onassis, vera icona di stile. Ad apprezzare le linee sobrie e mai eccessive, è stato anche Andy Warhol che ha contribuito a diffondere la cosiddetta eco mediatica sull’azienda.

 

L’azienda tende ad espandersi conquistando anche tutta l’Europa e il mondo orientale, infatti in Asia non mancano store mono brand. Nel 1975 Bottega Veneta inizia a diversificare la produzione aggiungendo una linea di scarpe e solo nel 1998 una collezione d’abbigliamento pret a porter.

L'evoluzione del brand

Bottega Veneta, ormai marchio di successo, attira l’attenzione del gruppo Gucci che, nel 2001, la assorbe e a sua volta diventa parte della holding francese Kering. Durante questo periodo la maison cambia dal punto di vista artistico. Viene affidata la direzione artistica a Tomas Maier, precedentemente designer presso Hermes.

 

Maier, in questo periodo, cercherà di rinnovarne l’immagine rafforzando tutti i connotati che, negli anni, hanno reso Bottega Veneta una vera e propria icona di stile. Aumenteranno anche i campi in cui il marchio si farà strada, quindi gioielli, occhiali, articoli da regalo e pezzi di arredamento di design. L’obiettivo è incentivare un marchio trasversale nel lifestyle elegante.

 

Negli anni a succedersi sono state diverse figure che hanno preso le redini artistiche, tra cui Daniel Lee che è riuscito a svecchiare il marchio e a renderlo sempre più attuale. All’alba del 2021 Lee lascerà Bottega Veneta in una situazione fegregia. Ad oggi si contano 225 negozi gestiti direttamente, entrate in vertiginoso aumento da tutto il mondo che durante la pandemia non sono diminuite, nonostante tutto.