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Cos'è la fast fashion

MODA16 maggio 2020

Cos'è la fast fashion

di Melissa Viri

Si tratta di un fenomeno che, negli ultimi anni, ha davvero spopolato in tutto il mondo

La chiamano fast fashion ma si legge moda veloce.

A chi non piace indossare un capo d'abbigliamento sempre nuovo? Sicuramente sono molti a volerne uno adatto per ogni occasione. Ecco lo scopo della fast fashion, quello di rendere tale desiderio una realtà.

 

C'è da dire, però, che non è tutto oro quello che luccica. Se da un lato la fast fashion garantisce capi sempre nuovi in negozio, dall'altro bisogna chiedersi che prezzo ha tutta questa velocità. Scopriamo insieme, quindi, tutti i lati più controversi della fast fashion.

Fast fashion: cos’è

Si parla di fast fashion già dal 1989. A dare un nome al fenomeno è stato il New York Times che, in occasione dell'apertura di Zara, ha compreso il cambiamento epocale che stava per avvenire. A questo punto la rivoluzione della moda può iniziare.

 

Ma dove sta la novità? Zara aveva studiato, già nel 1989, un sistema in grado di garantire capi sempre nuovi in quasi due settimane. Una bella innovazione per chi ama adeguarsi alle tendenze ma non possiede molto denaro da destinare a capi di abbigliamento. L'aspetto positivo è proprio questo, infatti, si va verso una democratizzazione della moda.

 

I capi di Zara rispecchiano la moda dei grandi stilisti e, indossarne uno, fa sentire una donna come una modella in passerella. Ma c’è un trucco nella fast fashion? Sicuramente. I capi vengono prodotti in paesi dove la manodopera costa poco e, molto spesso, si ricade nello sfruttamento degli operai e del loro lavoro.

L’evoluzione della fast fashion

Questo business, nel corso degli anni, è stato alimentato anche da altre aziende e, quindi, alla fast fashion si sono uniti anche H&M, Primark, Top shop, Forever21 e Bershka. Questi sono solo alcuni dei più importanti marchi poiché la fast fashion viene alimentata anche da nomi minori.

 

Se l’aspetto positivo è quello di dare alle fashion victim abiti sempre nuovi e alla moda, da indossare, il prezzo da pagare, in termini di produzione, sembra davvero alto. Questi capi, prodotti in India, Cambogia o Bangladesh, sono cuciti in laboratori dove la sicurezza sul lavoro viene lasciata al caso, dove il rischio di malattie è altissimo. Inoltre, fattore non meno importante, è l’inquinament. Questo, infatti, grazie alla fast fashion, cresce a dismisura.

 

I colossi della fast fashion, però, negli anni, si sono riconvertiti ad una produzione sempre più consapevole, studiando linee che siano ecosostenibili ed etiche. Un esempio è la linea di abiti fatti in fibra derivante da plastica riciclata di Zara o H&M.