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Loden uomo: il cappotto verde anni 70

Loden uomo: il cappotto verde anni 70- Credit: iStock

MODA07 luglio 2020

Loden uomo: il cappotto verde anni 70

di Melissa Viri

Che cos’è il loden e la sua storia

Nell’immaginario collettivo, il loden viene inteso il cappotto verde anni ’70 (periodo in cui divenne celebre). In realtà, il loden è un tessuto di lana, ampiamente diffuso nelle zone dell’Alto Adige e del Tirolo a partire dal periodo medioevale. La lana grezza viene lavorata a lungo e in maniera artigianale, affinché assicuri massima resistenza, totale impermeabilità e soprattutto calore, al fine di affrontare le rigide temperature invernali nella maniera migliore possibile. In qualità di tessuto, il loden viene impiegato nella produzione di pantaloni, gonne, mantelli e cappotti. Ma è soprattutto in riferimento a questi ultimi capi che risulta celebre.

Caratteristiche principali del loden, in quanto cappotto, sono la colorazione verde, la lunghezza che arriva sino al ginocchio, la perfetta abbottonatura, fondamentale per un’azione protettiva contro i venti forti, la piega a V rovesciata che va dalla schiena all’orlo e il colletto dalla linea dritta.

Quanto costa il loden?

Dare una risposta secca ad un quesito come quello in oggetto, è davvero cosa complessa. Pertanto, la risposta è "dipende". Il brand gioca di sicuro un ruolo cruciale. I modelli entry level di questo cappotto verde partono da 150 euro. Per ciò che concerne la fascia media, i prezzi vanno attorno ai 300 euro. Infine, in riferimento ai top di gamma, il prezzo può superare anche i 1.000 euro.

La storia del loden

Potremmo definirla come un prodotto dal tessuto grezzo, divenuto con il passare del tempo nobile. Il motivo è molto semplice. Tra i primi ad indossarlo, vi erano i contadini delle Dolomiti e del Tirolo. A partire dall’XI secolo, la filatura e la tessitura avvenivano direttamente nei masi (le proprietà fondiarie locali. A rendere unico il prodotto era l’impiego della lana grezza di pecore tirolesi, contraddistinte dal colore grigiastro del manto.

Fu solo nel 1894 che, però, il loden diventò un prodotto celebre e appunto nobile. Loden Moessmer, rinomata fabbrica tessile con sede a Brunico, ne confezionò uno, versione deluxe (diremmo così oggi) e di colore bianco, per l’imperatore Francesco Giuseppe che sposò la principessa Sissi. Il colpo di classe era dato dall’aggiunta di lana merinos.

Il colore originario grigiastro, pertanto, fu affiancato da altre versioni: oltre alla bianca, anche la nera, la rossa e infine quella verde foresta. Quest’ultima andava per la maggiore nelle battute di caccia eleganti: ad indossare il loden verde erano prevalentemente i capifamiglia.

 

Poi, più recentemente, la consacrazione del loden verde si ebbe solo negli anni ’70, dato che veniva presentato come il cappotto degli intellettuali. Semplice e sobrio, incarnava l’impegno politico a fronte dei cambiamento sociali. Il massimo della classe sartoriale, per assicurare resistenza e funzionalità nella stagione invernale. Insomma, un capo divenuto intramontabile.