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Belonefobia: cos'è e come si cura Paura degli aghi - Credit: iStock
SALUTE 21 maggio 2020

Belonefobia: cos'è e come si cura

di Barbara Vaglio

I belonefobici sono coloro che hanno paura degli oggetti acuminati come gli aghi

Una paura invalidante che può sfociare in manifestazioni acute, qualche consiglio per tenerla a bada.
 

Paura di aghi, spilli, siringhe e di qualunque oggetto tagliente o acuminato, è una fobia che ha un nome specifico: belonefobia o anche aichmofobia.
La paura patologica scatenata dagli oggetti appuntiti e taglienti aumenta se il soggetto è esposto alla possibilità di procurarsi ferite o perdite di sangue.

 

Quali sono le manifestazioni di un belonefobico? Certamente disagio, ansia fino a esternazioni più importanti quali panico, svenimenti, capogiri, nausea e brividi.

Belonefobia, le cause

Il belonefobico può essere terrorizzato anche da un banale esame del sangue.
Le cause di questa fobia non sono sempre facilmente identificabili.

L’origine della belonefobia potrebbe essere legata a esperienze traumatiche come l’aver assistito a gesti di rifiuto esasperati in occasione di una puntura o per la somministrazione di un vaccino.

 

Secondo gli studiosi potrebbe sussistere una predisposizione genetica: la paura per gli aghi ricorre con episodi simili in componenti della stessa famiglia. La belonefobia potrebbe, quindi, avere una base biologica ereditaria.

 

Un’altra tesi sostenuta intravede una correlazione tra la paura degli aghi e la sindrome vasovagale (transitoria perdita di coscienza che può verificarsi in seguito a diversi stimoli emozionali).

 

Per quanto si possa credere che sia una fobia poco comune, le stime dicono tutto il contrario: circa il 10% della popolazione a livello mondiale soffre di belonefobia.

Consigli per superarla

Abbiamo pensato che potesse essere utile suggerire qualche consiglio per contenere la fobia degli aghi in occasione di un semplice prelievo del sangue oppure per aiutare quanti, a causa di questa paura invalidante, non siano in grado di donare il sangue pur volendolo fare.

Ecco una lista di buone pratiche da adottare in occasione di situazioni difficili

Esternate il vostro disagio e comunicatelo a medici e infermieri, avranno particolare garbo e attenzione nei vostri confronti aiutandovi a vivere il momento in modo meno traumatico. Per esempio, chiedete di potervi prendere qualche minuto per prepararvi, vi aiuterà a sentirvi meglio e più a vostro agio.

 

Evitate di guardare se siete impressionabili, distogliete lo sguardo.

 

Concentratevi sul respiro e focalizzate l’attenzione su pensieri confortanti, in questo modo il vostro corpo si rilasserà e avvertirete meno il dolore o il fastidio. Quando si è spaventati, il corpo tende a irrigidirsi, il che può rendere il processo più doloroso.

 

Fatevi accompagnare da un amico, magari da qualcuno che ha già donato o che devo farlo insieme a voi.

 

Ricordate che il “dolore” della puntura dura una frazione di secondo e che spesso, gli aghi impiegati per la donazioni sono molto specifici. Il prelievo della donazione, infatti, risulta molto più semplice rispetto a quello di un classico esame del sangue.

 

Se vi fa sentire meglio, leggete, distraetevi o ascoltate della musica in cuffia.

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