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Calcoli renali: cause, sintomi e cura Dolori causati dai calcoli renali - Credit: iStock
SALUTE 21 novembre 2020

Calcoli renali: cause, sintomi e cura

di Barbara Vaglio

Dolorose fitte a livello della schiena e dei fianchi. Come riconoscere i calcoli renali, cosa sono e come prevenirli

I calcoli renali possono generare violenti dolori, le coliche, e innescare possibili complicazioni.

Cosa sono e come si formano

I calcoli renali possono essere descritti come degli ammassi composti da cristalli.

Ma spieghiamo meglio il fenomeno che è all’origine della loro formazione.

 

In condizioni normali l’urina presenta nel suo interno alcune sostanze chimiche che evitano la formazione dei cristalli, in alcuni soggetti, però, tali inibitori non funzionano bene e ciò può comportare la formazione e lo sviluppo dei calcoli.

 

I cristalli si separano dall’urina all’interno delle vie urinarie, possono rimanere piccoli, percorrere le vie urinarie ed essere espulsi dall’organismo insieme all’urina senza arrecare alcun problema.

 

Qual è il contenuto di un comune calcolo renale? Il tipo più comune contiene calcio, combinato con ossalato o fosfato; poi ve ne sono altri tipi, meno comuni, come il calcolo di struvite causato da un’infezione delle vie urinarie, i calcoli da acido urico e quelli di cistina che sono ancora più rari.

 

I cristalli di piccole dimensioni che non determinano vere e proprie coliche sono classificati come renella. Si tratta di una sabbiolina che si forma a livello dei reni e che migra verso la vescica per poi essere espulsa attraverso l’urina. La renella può causare fastidi durante la minzione e dolore a livello lombare.

 

Per agevolare l’espulsione e prevenire la formazione di calcoli e renella, si consiglia di aumentare l’idratazione e adottare una dieta alimentare che sia sana e ben equilibrata.

Cause

Non ci sono spiegazioni certe circa la formazione del cristallo, è stato però verificato che alcuni alimenti possono favorirne la formazione nei soggetti già predisposti.

 

Tra le cause che maggiormente influiscono sulla formazione dei calcoli possiamo citare, quindi,  la familiarità, le infezioni delle vie urinarie, le malattie renali come il rene policistico e alcuni disordini metabolici come l’iperparatiroidismo, la cistinuria e l’iperossaluria.

 

L’elevato livello di calcio nell’urina (ipercalciuria), per esempio, può provocare la formazione di cristalli di ossalato di calcio o fosfato di calcio nei reni oppure in altre zone dell’apparato escretore.
La disidratazione, il sovrappeso e alcune diete, ricche in proteine, sodio e zucchero costituiscono altri fattori di rischio.

Sintomi

Il primo segnale riconducibile ai calcoli renali è un dolore molto intenso che inizia all’improvviso, quando il calcolo si muove nelle vie urinarie e ostruisce il flusso dell’urina.

 

Il paziente avverte un dolore molto acuto alla schiena e sui fianchi, nella zona del rene, oppure nel basso ventre.
Quando il calcolo si muove per essere espulso può comparire del sangue nell’urina; quando il calcolo discende attraverso l’uretere e si avvicina alla vescica, il paziente può avvertire la necessità di urinare con maggior frequenza oppure avere una sensazione di bruciore durante la minzione.

Cura

Nella maggior parte dei casi non è necessario ricorrere all’intervento chirurgico, in quanto i calcoli vengono espulsi naturalmente se si beve molta acqua (due o tre litri al giorno).

 

L’idratazione costituisce, infatti, la migliore strategia di prevenzione: chi è più soggetto alla formazione di calcoli dovrebbe bere abbastanza liquidi da produrre almeno due litri di urina nelle 24 ore.

 

Anche l’assunzione di adeguate quantità di calcio rientra tra le tecniche di prevenzione del problema insieme al contenimento di sodio (una dieta ricca di sale può innescare la formazione di calcoli renali e far aumentare la quantità di calcio nelle urine) e di proteine animali che  aumentano le concentrazioni di acido urico e riducono le quantità di citrato.

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