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Farina di manitoba, come usarla e perché

Farina di manitoba, come usarla e perché- Credit: iStock

SALUTE30 gennaio 2020

Farina di manitoba, come usarla e perché

di Barbara Vaglio

Perfetta per la lavorazione di prodotti a lunga lievitazione, pro e contro della farina manitoba.

Particolarmente apprezzata per impasti a lunga fermentazione, la farina di manitoba è una farina di grano tenero o semi-duro derivata dalla macinatura del grano manitoba.

Questo tipo di grano nasce dall’ibridazione tra un grano duro e una pianta selvatica capace di fornire tutte le difese necessarie per sopravvivere al freddo dei paesi nordici.

Componenti e impieghi della farina manitoba

La farina di manitoba può assorbire fino al 100% del suo peso in acqua e può essere lavorata molto a lungo. Non a caso viene impiegata per rinforzare alcuni impasti di farine più deboli, soprattutto per la lavorazione di prodotti a lunga lievitazione come panettoni, baguette, pizze e focacce.

Il contenuto proteico della farina manitoba è dato dalla presenza di gliadina e glutenina che si tramutano in glutine grazie all’azione meccanica dell’impasto e dell’acqua.

Proviamo a sintetizzare di seguito la composizione della farina manitoba:

  • carboidrati 70% sul totale del peso

  • proteine 15%

  • fibre 3%

  • grassi 1,5%

  • calorie 344 kcal

Controindicazioni da conoscere

L’alto valore proteico della farina manitoba fa sì che questo prodotto sia altamente nutriente e indicato per la preparazione di alimenti vegetariani o vegani, come il seitan.

Allo stesso tempo, l’alto valore proteico rappresenta un punto debole: la farina manitoba, infatti, non può essere consumata da chi è affetto da celiachia o intolleranza al glutine.

Non solo, bisogna tenere presente che la farina di manitoba ha un indice glicemico e insulinico elevato e favorisce il deposito di grasso sul corpo.