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Quanti tipi di diabete esistono e qual è il più pericoloso Diabete - Credit: iStock
SALUTE 1 dicembre 2020

Quanti tipi di diabete esistono e qual è il più pericoloso

di Barbara Vaglio

Più facce della stessa medaglia, una malattia che ha molte sfaccettature: il diabete

Il diabete, una malattia complessa di cui esistono vari sottotipi, gradi di rischio e trattamenti mirati.

Tre forme di diabete più una

La medicina classica distingue tre forme di diabete: diabete di tipo 1; diabete di tipo 2 e diabete gestazionale.

 

Ecco più nel dettaglio le caratteristiche di questi tre tipi di diabete a cui si aggiunge una quarta tipologia, più rara, il diabete insipido.

Diabete di tipo 1

Il diabete insulino-dipendente o diabete giovanile si sviluppa prevalentemente a partire dall’infanzia o dall’adolescenza e riguarda il 10% dei casi di diabete.

 

Detto anche diabete di tipo 1, questa forma di diabete è classificato tra le malattie autoimmuni, ciò vuol dire che è legato a una reazione del sistema immunitario contro l’organismo stesso.

 

Nello specifico, la produzione di insulina da parte del pancreas è soppressa o fortemente ridotta in quanto il sistema immunitario non riconosce le cellule beta (deputate  alla produzione di insulina) come appartenenti all’organismo e le distrugge.

 

Tale diabete è irreversibile, ciò vuol dire che il paziente a cui è stato diagnosticato dovrà necessariamente assumere ogni giorno e per tutta la vita dosi di insulina.
Tra i sintomi più frequenti ci sono le urine abbondanti e frequenti, sete e fame eccessiva, dimagrimento improvviso e immotivato.

Diabete di tipo 2

Il diabete mellito di tipo 2 interessa il 90% dei casi ed è la forma di diabete più comune.

Si sviluppa prevalentemente a partire dai 40 anni di età e colpisce principalmente i soggetti obesi o sovrappeso.

 

Nel caso del diabete di tipo 2 non viene prodotta una quantità sufficiente di insulina (deficit di secrezione di insulina) oppure l’insulina prodotta non agisce in maniera soddisfacente (insulino resistenza). Il risultato? L’incremento dei livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia).

 

Le cause della malattia sono, di solito, legate a fattori ereditari e ambientali.

 

Alcuni dei sintomi tipici del diabete di tipo 2 sono: sensazione di stanchezza, frequente bisogno di urinare anche nelle ore notturne, sete inusuale, perdita di peso, visione offuscata e lenta guarigione delle ferite.

Diabete gestazionale

Il diabete gestazionale corrisponde a un aumento dei livelli di glucosio che si manifesta o viene rilevato per la prima volta in gravidanza.

 

Tale condizione si verifica nell’8% delle donne incinte. Il diabete gestazionale tende a scomparire dopo la gravidanza ma è importante precisare che le donne che ne hanno sofferto in gravidanza  presentano un rischio più alto di sviluppare il diabete di tipo 2 in età avanzata.

 

Tale condizione transitoria deve essere diagnosticata per tempo in quanto può comportare conseguenze, anche gravi, alla madre e al bambino.

 

La cura prevede una dieta mirata per evitare episodi di ipoglicemia o iperglicemia, l’attività fisica non può prescindere.

 

La terapia con insulina si rende necessaria solo quando, il regime alimentare mirato non è da solo sufficiente a regolare i valori di glicemia.

Diabete insipido

Il diabete insipido è una malattia rara caratterizzata da una diuresi eccessiva e una sete insaziabile legate a un’alterazione della produzione, della secrezione o dei meccanismi di funzionamento dell’ormone vasopressina (l’ormone antidiuretico) da parte dell’ipotalamo e dell’ipofisi posteriore, o dalla sua mancata attività a livello renale.

Cinque tipi di diabete

La classificazione in diabete di tipo 1 e tipo 2 è stata considerata troppo semplicistica. I ricercatori dell’Università di Lund, Svezia, hanno elaborato una nuova suddivisione in categorie.

 

In particolare, sono stati individuati quattro sottogruppi per la categoria di diabete classificato come “tipo 2”, che costituisce la maggioranza dei casi di diabete:

  • il diabete da insulino-deficienza grave, con esordio giovanile, colpisce persone non obese e si caratterizza per la mancata produzione di insulina senza che questa sia riconducibile a una malattia autoimmune; 
  • il diabete insulino-resistente, legato all’obesità e con forti rischi di complicazioni al fegato e ai reni. Queste prime due categorie sono considerate gravi;
  • le altre due categorie sono meno gravi e classificabili come il diabete associato all’obesità e il diabete che compare soprattutto negli anziani.

Si tratta di due forme sulle quali si può intervenire con comportamenti correttivi che riguardano l’alimentazione e lo stile di vita, e con la metformina, classico antidiabetico che funziona anche per il diabete insulino-resistente, ma non per quello "grave" legato all'obesità.

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