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4 documentari (e un film) su Diego Maradona Un frammento della locandina del film di Emir Kusturica
MARADONA 26 novembre 2020

4 documentari (e un film) su Diego Maradona

di Giovanni Teolis

La figura del campione argentino ha sempre affascinato anche il mondo del cinema

C’è un personaggio più cinematografico di Diego Armando Maradona? Talento, vittorie, riscatto, cadute, scandali e poi l’amore incondizionato dei tifosi in giro per il mondo: tutto sembra essere messo al posto giusto dal miglior sceneggiatore sul mercato.

In tanti al cinema hanno provato a “immortalare” una figura gigantesca come la sua. Ecco quindi quattro documentari da recuperare e un film da non perdere (non appena uscità).


Maradona di Kusturica
Emir Kusturica, 2008
In questo film Emir Kusturica celebra l’incredibile storia di Diego Armando Maradona: eroe sportivo, dio vivente del calcio, artista brillante, campione del popolo, idolo in disgrazia e fonte di ispirazione per milioni di persone in tutto il mondo. Da Buenos Aires a Napoli – fino a Cuba – il regista con il suo tratto decisamente personale segue le vicende del campione argentino: dalle sue umili origini alla sua fama mondiale, dalla sua spettacolare ascesa alla tragica caduta. Il film è stato presentato fuori concorso al 61º Festival di Cannes nel 2008. Compaiono anche Fidel Castro e Manu Chao.


Diego Maradona
Asif Kapadia, 2019


Il documentario del regista premio Oscar (per il documentario su Amy Winehouse)  racconta la storia di un ragazzino povero e senza istruzione cresciuto in una baraccopoli che, grazie alla sua sorprendente eccellenza con un pallone ai piedi, diventa una stella assoluta. Il calcio gli regala ricchezze incalcolabili, fama mondiale e lo status degno di una divinità. Maradona però non ha gli strumenti per gestire una celebrità simile. Ogni trionfo della sua vita sembra avere un esito disastroso – anche se di solito finisce per uscirne vincitore perché, come fa notare Kapadia: “È così sveglio e scaltro. Non importa quante volte fallisce, si rialza sempre e va avanti. Com’è possibile che una persona con le sue origini passi tutto quello che ha passato lui senza risentirne?”. 


Maradonapoli
Alessio Maria Federici, 2017


Il 30 giugno 1984 sembra un giorno come tanti. Non a Napoli, dove si sta celebrando l’avvento di Maradona. Il campione argentino resterà nella città partenopea 7 anni in cui fa di tutto, vincendo due scudetti, una Coppa Italia e una Coppa UEFA e una Supercoppa italiana con il Napoli. E in quei 7 anni vive la città, le sue contraddizioni, le sue meraviglie, le sue difficoltà, le sue speranze. Ma soprattutto vive i sogni di tutti i napoletani e li alimenta, parlando di riscatto e vittoria. Diventerà un’icona, un mito… un santo. Maradonapoli racconta cosa è rimasto a Napoli di Maradona cercando in ogni angolo della città una sua immagine, un oggetto che lo ricordi, ascoltando dalle persone che cosa vuol dire aver avuto Maradona nella propria città.


Armando Maradona
Javier Vazquez, 2005

Documentario di un regista argentino girato a Cuba, Napoli, Barcellona, Buenos Aires e Rio de Janeiro, con lo scopo di raccontare l'uomo e il campione attraverso lo sconfinato amore di milioni di tifosi sparsi in tutto il mondo.


È stata la mano di Dio
Paolo Sorrentino


Film ancora inedito del celebrato regista napoletano. Il titolo scelto per il suo nuovo film è ovviamente un chiaro omaggio all’idolo Diego Armando Maradona, che volle così definire il suo gol di mano contro l'Inghilterra ai Mondiali di calcio del 1986. Non è la prima volta che Sorrentino inserisce il campione argentino in un suo film (vedi Youth), anche perché non ha mai fatto mistero di essergli legato oltre l’aspetto del tifo calcistico.


In un’intervista a Variety nel 2015 lo stesso Sorrentino rivelò:  “Maradona mi ha involontariamente salvato la vita. Ho perso i miei genitori a 16 anni in un incidente con un impianto di riscaldamento in una casa di montagna dove andavo sempre con loro. Quel fine settimana non ci sono andato perché volevo andare a vedere Maradona e la S.S.C. Napoli giocare una partita a Empoli, e questo mi ha salvato". Il regisa tra l'altro ha anche citato Maradona nel suo discorso di ringraziamento quando ha ricevuto l’Oscar per La Grande Bellezza.

 

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