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“And in silence found my voice” è il nuovo album di Davide Sammarchi, l’intervista

Davide Sammarchi- Credit: Tuttorock

MUSICA21 gennaio 2022

“And in silence found my voice” è il nuovo album di Davide Sammarchi, l’intervista

di Giovanna Ghiglione

Ascolta subito l’ultimo disco del pianista su TIMMUSIC e leggi qui l’intervista!

Si intitola “And in silence found my voice” l’ultimo disco del pianista Davide Sammarchi. Ecco l’intervista a cura di Maurizio Donini di Tuttorock per conoscere meglio il suo percorso artistico.

> > > Ascolta “And in silence found my voice” su TIMMUSIC!

Buongiorno Davide. Ho apprezzato tantissimo il nuovo disco, tanta bellezza. Vorrei chiederti, prima di tutto, quali sono stati i primi ascolti che hanno formato il tuo background musicale?

Intanto ti ringrazio di cuore per i complimenti. Per quanto riguarda i primissimi ascolti, in famiglia siamo 4 fratelli e io usavo l’mp3 di mio fratello più grande, lì trovavo musica che andava dagli Oasis, ai Nirvana fino ai Clash. Quindi un immaginario che spaziava molto dal brit rock, al grunge fino al punk. Poi ho iniziato ad andare a lezione di pianoforte e la mia insegnante mi ha prestato un disco di Ludovico Einaudi e uno di Ryuichi Sakamoto, rispettivamente erano ‘Le onde’ e ‘1996’. Ho amato quei dischi immensamente e da lì ho iniziato ad avere un background musicale più personale.

Leggo nella biografia che, oltre il pianoforte, hai studiato tastiere rock, la scelta di abbandonare il rock per composizioni neo-classiche a cosa è dovuto? È definitiva o è possibile immaginare una ‘sorpresa’ rockeggiante nel futuro?

In realtà già prima di entrare in Conservatorio mi dedicavo alla composizione di musica contemporanea, dopo studi di pianoforte classico, studiare tastiere pop-rock mi ha permesso di arricchire la mia ‘tavolozza’ di colori nuovi, imparando per esempio a utilizzare i vari software musicali e le DAW oltre che acquisire una consapevolezza maggiore sui sintetizzatori. Sono un grande fan delle contaminazioni, non escludo anche lavori più rockeggianti in futuro.

Ricostruisci panorami sonori ispirandoti a viaggi e natura, il rapporto uomo-ambiente è molto importante per te? Trai forte ispirazione guardandoti attorno nella natura?

Decisamente. In generale traggo ispirazione da luoghi lontani dal caos delle città, dall’inquinamento acustico che ormai diamo per scontato. È una forma di guarigione per me ricercare questi posti e mi permette anche di concentrarmi di più, lontano da mille stimoli e distrazioni. Inoltre stare in mezzo alla natura ti permette di sentirti parte di qualcosa di grandissimo, di ‘sublime’, ed è una sensazione che muove fortemente la mia creatività.

I richiami a Arnalds, Frahm, Tiersen, Sakamoto, vengono d’istinto, essere accostato a queste icone che effetto ti provoca? Hai avuto occasione di conoscerli di persona?

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