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Juliette Gréco Juliette Gréco in concerto a Francoforte nel 2015 - Credit: Boris Roessler / IPA / Fotogramma
MUSICA 24 settembre 2020

Chi era Juliette Gréco, attrice e icona della canzone francese morta a 93 anni

di Silvia Marchetti

70 anni di musica, ispirò artisti come Miles Davis e Sartre, e recitò in "Belfagor"

La grande artista francese Juliette Gréco è morta il 23 settembre all'età di 93 anni.

La ricordiamo ripercorrendo le tappe fondamentali della sua lunga e ricca carriera tra musica, cinema, caffé bohemienne, amori e battaglie. 

 

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La musa dell'esistenzialismo

Juliette Gréco era nata a Montpellier il 7 febbraio del 1927. L'infanzia fu durissima per lei, costretta a stare lontana dalla famiglia a causa della guerra e della deportazione. Il successo arrivò molto presto, grazie alla sua splendida voce e alla sua personalità, caratteristiche che la fecero diventare subito un'icona della canzone francese. La Gréco si fece strada anche come attrice, in Francia, poi a Hollywood, fino allo sceneggiato televisivo Belfagor ovvero Il fantasma del Louvre.

 

L'annuncio della sua scomparsa è stato dato dalla famiglia: "Juliette Gréco si è spenta mercoledì 23 settembre 2020 circondata dai suoi familiari nella sua casa tanta amata di Ramatuelle. La sua fu una vita fuori dal comune". Quello della Gréco è stato infatti un lungo percorso fatto di passione, arte, battaglie e amore. Una carriera cominciata negli anni '40, nei caffé bohemienne di Parigi, diventando ben presto la musa ispiratrice di artisti come Miles Davis, Jean Paul Sartre, Jacques Prévert, Serge Gainsbourg, Boris Vian e Raymond Queneau.

 

Gli inizi a Parigi

Sognava di fare l'attrice, fin da bambina, ma Sartre la gettò tra le braccia della musica, chiedendole di interpretare un canto scritto per una sua commedia. Il compositore Joseph Kosma musicò l'opera e così nacque il primo vero successo di Juliette: la canzone Rue des Blancs-Manteaux. Seguirono oltre 70 anni di brani e di successi: a 22 anni si esibiva ogni sera in un ristorante-cabaret alla moda, Le boeuf sur le toit nel quartiere degli artisti e dei poeti. Ben presto tutti la notarono e le ragazze la imitavano, bellissima con il suo look ricercato e raffinato e i suoi occhi infuocati di grinta e passione. Rimase folgorato dal suo talento e dal suo fascino anche il jazzista Miles Davis (i due ebbero un breve flirt). 

 

Le canzoni di Juliette Gréco

Nel 1954 arrivò la consacrazione, con il primo concerto alla Jolie môme, il celebre Music-Hall parigino da cui passano tutti i grandi artisti. Poi le nozze con l’attore Philippe Lemaire, padre dell’unica figlia di Juliette, Laurence-Marie, nata nel 1954 e morta nel 2016 per un tumore (lo stesso anno in cui la Grèco ebbe un inctus).

 

Le canzoni più famose del repertorio di Juliette Gréco sono: Si tu t'imagines (1950), poesia di Raymond Queneau, musica di Joseph Kosma; Les feuilles mortes (1951), parole di Jacques Prévert e musica di Kosma; Sous le ciel de Paris (1951), parole di Jean Dréjac, musica d'Hubert Giraud; Je hais les dimanches (1951), parole di Charles Aznavour e musica di Florence Véran; Il n'y a plus d'après (1960), parole e musica di Guy Béart; Jolie Môme (1961), parole e musica di Léo Ferré; La Javanaise (1963), parole e musica di Serge Gainsbourg.
 

Il cinema e Belfagor

La love story con il fondatore della 20th Century Fox, il magnate Darryl Zanuck, 25 anni più vecchio di lei, le permise di approdare a Hollywood. Qui Juliette Gréco esplose anche come attrice, girando diversi film come Le radici del cielo di John Huston e Il dramma nello specchio di Richard Fleischer. Nel 1958 fu protagonista di Bonjour Tristesse, tratto dal romanzo di Francois Sagan per la regia di Otto Preminger.

 

Ma il vero successo mondiale lo ottenne con uno sceneggiato televisivo: nel 1965 recitò nella serie Belfagor ovvero Il fantasma del Louvre, vestendo i panni della sensuale e misteriosa Luciana Borel. Nel 2001, la Gréco tornò sul set per un cameo nel film di Jean-Paul Salomé.

 

Emancipata e ironica

Dopo il divorzio da Lemaire, Juliette convolò a nozze con Michel Piccoli, ma anche questo matrimonio non andò bene. Il terzo marito, con il quale è rimasta fino alla fine e per più di 30 anni, è Gérard Jouannest, noto compositore e pianista. 

 

"Ero molto più avanti dei miei tempi, ero anche oggetto di scandalo assoluto, non cerco mai questo genere di cose, sono così, non posso farci niente", amava definirsi Juliette Grèco, artista immortale, femminista e donna moderna ed emancipata, sempre pronta a battersi per i suoi ideali e a incantare con la sua voce, la sua sensualità condita di ironia. "Sono un clown nella vita e poi mi piace ridere. La più grande qualità della seduzione è il senso dell'ironia, quindi l'intelligenza, la derisione". 

 

Juliette Grèco è sopravvissuta al tempo e alle mode, ed è sicuro che il suo nome resterà per sempre iscritto nel firmamento delle più grandi artiste di sempre.

 

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