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Diego Moreno, chi è l’autore di “Bella Chao”, la hit de La Casa di Carta Diego Moreno - Credit: Tuttorock
MUSICA 20 maggio 2020

Diego Moreno, chi è l’autore di “Bella Chao”, la hit de La Casa di Carta

di Giovanna Ghiglione

Compositore, cantante e chitarrista argentino, ha portato a Napoli un linguaggio musicale intenso e coinvolgente

Chi è Diego Moreno?

Diego Moreno è un compositore, cantante e chitarrista napoletano d’adozione ma argentino di origine, che dal Sud America ha portato in Italia un linguaggio musicale originale e coinvolgente.

 

Inizialmente leader del gruppo musicale Tawa, nel 2000 ha intrapreso una carriera da solista pubblicando il suo primo EP “Diego Moreno - La vida es un Carnaval”, il cui brano omonimo è stato premiato a Miami come “Migliore versione alternativa”. 

 

Successivamente, ha lavorato come direttore artistico del progetto “Che Vive! - Venceremos!," nel quale inserisce un suo inedito “A pesar de Todo” ed una sua originalissima versione in lingua spagnola della celeberrima “Bella Ciao” (Bella Chao), brano che ad oggi ha raggiunto oltre 40 milioni di visualizzazioni su YouTube.

 

Parallelamente alla carriera da solista, Diego Moreno ha collaborato per diversi anni con Fred Bongusto curando gli arrangiamenti di più di 30 dei suoi brani, e ha partecipato alla realizzazione del progetto “Poeta Massimo” (Warner Music), poesie di Massimo Troisi musicate da Enzo Decaro.

 

Ecco l’intervista a cura di Maurizio Donini di Tuttorock.

Ciao Diego, vuoi cominciare a raccontare ai lettori come ti sei avvicinato alla musica, i tuoi primi ascolti? Fra l’altro tu sei argentino quindi hai anche un background diverso forse

“Direi che per la media dei musicisti ho cominciato tardi, a casa mia si ascoltava sempre la musica, ma la mia prima chitarra l’ho avuta a 17 anni.

Come dicevi io sono argentino, di Mar del Plata, sull’Atlantico. I miei primi ascolti sono stati rock nacional, in particolare un gruppo argentino che ti invito ad ascoltare anche se sono rimasti solo in due della formazione originale, Vox Dei."

> > > Ascolta Diego Moreno su TIMMUSIC!

"Fra le altre cose hanno fatto un concept album, La Biblia, ispirato alla Bibbia, ma in una maniera rock molto bella. Luis Bacalov ha poi voluto riprendere questa idea quando ha arrangiato Contaminazione del Rovescio della Medaglia. Altro gruppo molto importante per noi argentini sono i Soda Stereo del compianto Gustavo Cerati, che purtroppo è venuto a mancare troppo presto, ma è riuscito a influenzare tutti i più grandi artisti e compositori che sono venuti dopo di lui.”

Tu ti senti quindi di estrazione rock?

“Assolutamente sì, avendo iniziato a suonare la chitarra da autodidatta, appena ho messo assieme i primi tre accordi in maniera rock. Ma proprio perché non sapevo suonare altre canzoni, ho dovuto cominciare da subito a creare canzoni mie e con il senno di poi mi trovo a festeggiare ora 30 anni di musica. Poi fra i miei preferiti possiamo sicuramente mettere gruppi come i Beatles e i Deep Purple; i Queen di cui ho a casa ancora un disco, arrivato non so come, A day at the races."

 

 

"Ma fondamentalmente dobbiamo citare il tango, a iniziare dal fatto che mio padre è presidente della Società Ammiratori di Carlos Gardel; il nostro mito assoluto, quando vogliamo dire di una persona che è il numero uno, diciamo che è il nostro Carlos Gardel. Diego Maradona è il nostro Carlos Gardel del calcio per esempio. Ma il rock è sempre stato un filo narrante, a Mar del Plata sono venuti sia i Queen che i The Police, nel 1980, con una platea di pochi paganti [incredibile].”

Poi dall’Argentina sei venuto qui in Italia, a Napoli...

“Sono ormai 28 anni, per la precisione il primo posto è stata la Sicilia, sono arrivato a Roma con l’aereo e ho preso subito un treno per l’isola. Arrivai ad Acireale, o meglio mi fermai nella piccola frazione di Scillichenti, posto splendido e ricordo il pane condito buonissimo che facevano.”

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Leggendo la tua biografia vedo che sei un artista a 360°, non solo musicista, ma anche scrittore

“Come ti dicevo che mio padre è un fanatico di Carlos Gardel, quando arrivai qui nel 2005, sentii per radio un direttore di telegiornale parlare di tango, ma con varie inesattezze. Lì pensai che io avrei potuto scrivere un libro su Gardel, e in quel momento incontrai Antonio Onorato, grandissimo chitarrista jazz napoletano. Lui mi invitò ad entrare in una collana letteraria “Note inedite”, dove c’erano opere sue, di Joe Amoruso, Franco Cerri e tanti altri. Io scrissi un libro su Gardel che entrò nella collana ed ebbe un successo straordinario, vendendo oltre 1.500 copie, e io nemmeno sono uno scrittore."

 

"Ma facendo così ho colmato le lacune biografiche di un grande autore come Gardel che firmò anche con la Paramount Pictures lavorando in 10 films negli anni ’30. Conobbi in seguito Paolo Fresu che trovò molto interessante questo libro e lo portò ai suoi editori; da questo fatto è nata una seconda edizione e in seguito anche una lingua spagnola che portammo in fiere di libri all’estero, dalla Spagna al Messico, a Guadalajara.”

Per non essere uno scrittore ti sei dato comunque da fare, perché oltre il libro su Gardel hai anche partecipato a quello sulle poesie di Troisi...

“Lì sono stato tirato dentro da Enzo Decaro che mi ha onorato della sua amicizia e mi ha portato dentro questa edizione. Ho curato tutta la produzione; si tratta di un progetto musicale edito con la Warner. Mi spiace non avere potuto conoscere di persona Massimo, ma ho tutti suoi manoscritti e mi sento come se lo avessi conosciuto, d’altronde come mi hanno insegnato Vinicius e Fred Bongusto, “La vita è l’arte dell’incontro”.”

Hai portato il discorso su un grande della musica italiana come Fred Bongusto, con cui hai lavorato tantissimo.

Continua a leggere l’intervista su Tuttorock...

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