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Playlist canzoni rock Festival Sanremo La playlist di TIMMUSIC dei brani rock sanremesi più famosi - Credit: TIM
SANREMO 2 marzo 2021

Le canzoni rock che hanno fatto la storia del Festival di Sanremo

di Silvia Marchetti

La playlist con Vasco, Decibel, Anna Oxa, Afterhours, Bluvertigo, Subsonica e...

Sono solo canzonette? Niente di più falso.

In 70 anni di storia, il Festival di Sanremo ha regalato al suo pubblico internazionale centinaia di brani non solo legati alla grande tradizione cantautorale e pop italiana, ma anche canzoni che appartengono ai cosiddetti generi "alternativi". E mentre ci apprestiamo a vivere l'edizione più indie della kermesse, ripeschiamo dal passato le hit degli artisti rock che vi hanno partecipato, da Vasco Rossi ai Marlene Kuntz. Ecco la speciale playlist di TIMMUSIC.

 

>>>ASCOLTA SANREMO ROCK SU TIMMUSIC!

 

Dal palco dell'Ariston agli stadi con numeri da record. Il successo di Vasco è cominciato a Sanremo 1982 e 1983, con due canzoni (e due performance) che all'epoca destarono stupore e fecero parecchio discutere. Le sue Vado al massimo e Vita spericolata portarono una ventata di adrenalina rock mai vista prima, ben lontane dal bel canto e dalla tradizionale eleganza del Festival. Si capì subito di che parta era fatto il Kom, senza peli sulla lingua e senza regole. L'album Bollicine che arrivò subito dopo consacrò il Blasco e il suo popolo, vendendo un milione di copie.

 

Qualche anno prima, esattamente nel 1980, ci fu in realtà un'altra piccola, grande rivoluzione sul palco di Sanremo. I Decibel di Enrico Ruggeri suonarono un pezzo post punk spruzzato di new wave, Contessa, così bizzarri agli occhi della platea del teatro Ariston, tra occhialoni bianchi e giacche fluo boschiate. Il buon Rouge diverrà poi uno dei massimi cantautori italiani, tra i più raffinati e versatili. 

 

Anna Oxa è una delle artiste femminili che più ha lasciato il segno al Festival di Sanremo. Nel 1978, poco più che una ragazzina, la cantante lasciò tutti senza fiato con Un'emozione da poco, scritta per lei da Ivano Fossati, e che si classificò al secondo posto. Capelli corti e neri, camicia e pantaloni da uomo, cravatta con nodo alla gola: il look provocatorio della Oxa abbinato al testo e al sound aggressivo del brano, incendiarono quella edizione e illuminarono la strada alla straordinaria carriera dell'artista di origine albanese. 

 

Furono forse questi tre big della musica italiana a cambiare il Festival e a spalancare le porte a nuovi generi e artisti, talvolta anche "fuori dalle righe" e coraggiosamente sperimentali. Il rock e le sue mille sfumature, con venature punk, reggae, elettro-dance, fino a quello più demenziale, hanno poi trovato sempre posto in gara.

 

Negli anni Novanta e soprattutto inizio Duemila, i vari direttori artistici che si susseguirono premiarono artisti di nicchia e ancora poco conosciuti al grande pubblico, dai Perturbazione (rivelazione dell’edizione 2014 nella sezione Campioni con L'Unica, osannati dalla critica) ai Marta sui Tubi (con Vorrei e Dispari nel 2013, che misero in luce la qualità della band di Giovanni Gulino, già nota negli ambienti alternativi grazie alla peculiarità del suono e a scatenate performance nei concerti). 

 

Il 1992 fu l'anno degli Statuto (alfieri del migliore ska all’italiana, con il brano ironico Abbiamo vinto il Festival di Sanremo) e degli Aeroplanitaliani, entrambi nella sezione Novità: la band di Alessio Bertallot, in particolare, fece un gesto alquanto ribelle: durante l'esibizione sulle note di Zitti, zitti (Il silenzio è d’oro) tutti i membri del gruppo rimasero zitti per ben 25 secondi prima di iniziare a cantare e a suonare. 

 

Un paio di anno dopo, una giovane cantautrice catanese, Carmen Consoli, con un timbro di voce molto particolare e l'inseparabile chitarra, illuminò la rassegna ligure con Confusa e Felice, uno dei brani più identificativi dell'artista. E come non ricordare la splendida esibizione dei Quintorigo, sempre geniali con il loro rock progressive impreziosito di note jazz (Bentivoglio Angelina, Sanremo 2001) e quella dei Bluvertigo di Morgan, in gara tra i Big 20 anni fa con il loro brano forse più bello e famoso, L'Assenzio.

 

 

La playlist di TIMMUSIC, una delle tante dedicate al Festival della Canzone italiana di Sanremo, ci propone anche l'ascolto di due gruppi simbolo del rock alternativo made in Italy: Afterhours e Marlene Kuntz. La band di Manuel Agnelli partecipò in gara nel 2009, l'edizione condotta da Paolo Bonolis, con Il Paese è reale, meritando ampiamente il Premio della Critica Mia Martini; la formazione di Cristiano Godano, invece, portò all'Ariston l'emozionante Canzone per un figlio, successo del 2012. 

 

Negli ultimi anni a Sanremo si sono visti anche Tiromancino, Subsonica e Piero Pelù: le loro canzoni sono diventate hit da altissima classifica, in particolare Tutti i miei sbagli (di Samuel e soci) e Gigante, presentata dall'ex Litfiba nel 2020 e dedicata al nipote. 

 

 

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