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“Rumore Bianco” è il nuovo progetto di Sativa Rose, l’intervista Sativa Rose - Credit: Tuttorock
MUSICA 21 giugno 2021

“Rumore Bianco” è il nuovo progetto di Sativa Rose, l’intervista

di Giovanna Ghiglione

Ascolta subito il nuovo disco dell’artista romano e leggi qui l’intervista!

Si intitola “Rumore Bianco” ed è il nuovo progetto dal sound elettronico e poetico di Sativa Rose.

Il progetto Sativa Rose nasce a Roma verso la fine del 2012 con Alessio Mazzeo.

 

Ecco l’intervista a cura di Alessandra Paparelli di Tuttorock.

> > > Ascolta “Rumore Bianco” su TIMMUSIC!

Come nasce il progetto Sativa Rose e quando?

Nasce per esigenza, in un periodo di cambiamento, in cui a Roma ci si iniziò a rendere conto che la musica italiana non parlava più di noi e che era arrivato il momento di dare una svolta. Si percepiva voglia di cambiamento nell’aria. Contessa ci riuscì prima degli altri, ma l’immaginario e le motivazioni di fondo erano le stesse. Quando sentii per la prima volta “I Pariolini di Diciott’anni”, pensai che era un brano che avrei potuto scrivere io. Andavamo nello stesso liceo Contessa e io. Quando lui era all’ultimo anno io frequentavo il ginnasio ma i luoghi e le situazioni erano quelli. Quella canzone fu un manifesto, una chiamata alle armi.

Il nome “Sativa Rose” nasce come forma di protesta, provocazione o cosa?

Provocazione. Nei confronti dell’ascoltatore, in realtà. L’ascoltatore borghese, che nella musica cercava sole cuore e amore. Il cambio di rotta, di cui parlavo, si doveva avvertire già dal nome. Qualcosa che facesse capire all’ascoltatore che non avremmo fatto buon viso a cattivo gioco, che avremmo attinto dalle zone d’ombra, dalle nostre esperienze. Kutso, i Mostri, I Cani, Sativa Rose… tra il 2009 ed il 2012, a Roma, successe un po’ quello che avvenne in Inghilterra con la Thatcher, quando il post punk più underground divenne indie e, piu tardi, l’indie brit-pop. Tant’è che anche noi ci siamo lasciati alle spalle la fase indie in favore dell’it-pop; e stiamo per abbandonare anche questa fase.

> > > Ascolta tutti i brani di Sativa Rose su TIMMUSIC!

La scena, ed anche Sativa Rose, nacque a seguito della forte destabilizzazione causata dal crollo Lehman Brothers e dalla bolla dei mutui sub-prime, che durò almeno fino a tutto il 2012. In quegli anni il mondo per cui eravamo stati preparati e che stavamo iniziando a conoscere si sgretolò sotto i nostri piedi. Fu quel senso di incertezza verso il futuro, quell’ansia generazionale e quel senso di frustrazione ad ispirare ed a motivare la scena indipendente romana. Che fece da apripista alle altre… Pensa che questo fu il soggetto della mia tesi di laurea.

Nel primo ciclo, vi presentate a AREA SANREMO, nel 2013: cosa resta di quella esperienza?

Dei bellissimi ricordi e qualche piccola soddisfazione, ma poco altro. Al tempo non avevamo nessuno a seguirci… eravamo naif. In quel contesto capii quanto avere un team alle spalle faccia la differenza, se si ambisce alla scena che conta. Eravamo il manzoniano vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro, fu un miracolo riuscire ad accedere alle semifinali… e ringrazierò sempre Omar Pedrini per il suo supporto.

Nel 2017, diventate un trio ma già dal 2019 proponi progetti artistici sia da singolo che accompagnato dalla band, per poi assumere definitivamente il progetto singolo, da solo. Ti va di ricordarlo?

Trovo noiose le cronologie, comunque, dopo l’esperienza nella città dei fiori, fino al 2017 il progetto si prese una pausa di riflessione. Anche perché, pur suonando tutte le settimane, al tempo la scena non esisteva, così come non esisteva il concetto di viral o di hype, e con i live non si alzava tanto. Nel 2017 da quattro passammo a tre, a scapito delle chitarre… Poi, dopo il primo tour nell’estate del 2018, successero una serie di eventi a catena, che rischiarono di fermare definitivamente il progetto. Dopo un 2019 di riequilibratura, condito da molte sessioni di studio, con una pandemia ormai in atto, la scelta di far diventare Sativa Rose un progetto solista divenne organica. Era una cosa che mi veniva consigliata da anni, essendo l’unico autore e compositore, ma l’idea di band mi aveva sempre ispirato ed ho cercato di farla durare il più possibile.

Parliamo di “Rumore bianco”: come nasce, qual è il filo conduttore o meglio ancora, l’idea comune?

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