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Keemosabe - Credit: Tuttorock
MUSICA 3 luglio 2020

"The Lights Go Down" è il nuovo singolo dei Keemosabe, l’intervista

di Giovanna Ghiglione

Ascolta subito il nuovo brano della band modern rock su TIMMUSIC!

Noti per aver partecipato alla tredicesima edizione di X Factor, la band - direttamente dai boschi del Lago Maggiore - ha presentato un nuovo singolo intitolato “The Lights Go Down”.

Ecco l’intervista a cura di Maurizio Donini di Tuttorock

Ciao ragazzi, volete cominciare a raccontarci come è nata la vostra band e da che ascolti provenite?

“Buongiorno a voi! Certo. La nostra storia è cominciata in modo abbastanza casuale: Alberto (frontman) e Sebastiano (batterista) erano appena ritornati in Italia dopo due anni a New York, in cui avevano avuto l’occasione di studiare con alcuni dei più grandi musicisti Jazz al mondo e soprattutto si erano esibiti con artisti dei generi più disparati, dall’Hip Hop, al Funk, alla Samba e Afro-Cuban."

 

"Desiderosi di ritornare alle radici e fondare una band, complice la scadenza del loro visto lavorativo, si sono ristabiliti sul Lago Maggiore, loro terra natia, trasformando una vecchia casetta nel bosco in un home studio. Questo luogo è diventato presto il punto di ritrovo di tanti musicisti locali, e durante una jam notturna si sono trovati nella stessa stanza con Andrea (tastierista) e Pino (bassista). È scattato subito qualcosa e nel giro di pochi giorni erano nati i KEEMOSABE. Siamo tutti molto affezionati a quella casa nel bosco, che ancora oggi è il nostro quartier generale, dove componiamo e svolgiamo la maggior parte delle nostre attività.”

> > > Ascolta “The Lights Go Down” su TIMMUSIC < < <

Keemosabe cosa significa? Come avete scelto questo nome?

“Significa “fratelli da madre diversa” in lingua Comanche (tribù Nativa americana). Un po’ come la formazione della band, è stata una scelta molto naturale e non particolarmente calcolata. Sicuramente è legata al fatto che abbiamo speso tutti i nostri primi mesi insieme immersi nella natura di questi boschi del novarese, e il nome è senza dubbio un omaggio ad una cultura, quella degli indiani d’America, che rispettava e venerava il mondo naturale a loro circostante. Pur essendo noi molto lontani da quel tipo di cultura e tradizioni, ne abbiamo enorme rispetto e crediamo che tanti di quegli stessi principi porterebbero enormi benefici se applicati dal moderno uomo occidentale. “

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

A volte progetti e aspirazioni portano a seguire percorsi diversi. Con estremo rammarico ma in buoni rapporti, @mr.pinas non farà più parte del progetto KEEMOSABE. Abbiamo deciso di proseguire come trio, continuando a mettere la vita in un progetto che per noi rappresenta davvero tutto. Ci teniamo a ringraziare Pino per tutto quello che ha dato e fatto per questa band, non saremmo le stesse persone e gli stessi musicisti senza ciò che la sua presenza ha significato per noi. Noi quattro, insieme, abbiamo scritto Look Closer, il disco che uscirà quest’autunno, di cui siamo molto orgogliosi e che non vediamo l’ora di farvi sentire. Ci rivedremo molto presto, con la speranza che ognuno, a fronte delle scelte di vita prese, possa raggiungere la propria felicità.

Un post condiviso da KEEMOSABE (@keemosabe.band) in data:

Avete iniziato subito alla grande, parliamo di Londra e degli Abbey Studios, come è nata questa occasione e che esperienza è stata?

“Siamo persone alla costante ricerca di stimoli e cambiamento e la scelta di trasferirci a Londra è avvenuta poche settimane dopo la creazione del progetto. Londra è stata casa nostra per più di un anno, permettendo di esibirci ovunque in giro per la città, toccando con mano la cultura e la preparazione musicale di un Paese che è molto legato alla musica live. La ciliegina sulla torta è arrivata quando abbiamo completato una campagna di crowdfunding e i nostri fan ci hanno regalato il sogno di registrare il nostro primo EP negli studi più leggendari di sempre. È stato qualcosa di unico e che ci mette ancora i brividi. In più, la notte prima del nostro ritorno in Italia, con l’appartamento già svuotato e le valigie fatte, siamo stati invitati a esibirci live nello Studio 1 degli Abbey Road Studios, un’emozione indescrivibile!”

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Da lì è venuto fuori anche il video di Out of the city, vincitore al Roma Videoclip Awards; molto bello anche il video di The lights go down, anche se segue un percorso completamente diverso, comunque le bellissime donne non mancano  nei vostri video.

“Grazie mille! Mancando una donna all’interno del gruppo, ci piace l’idea di utilizzare figure femminili come muse ispiratrici della nostra musica. Non a caso anche la cover del nostro nuovo singolo è una “musa” disegnata in 3D da Francesco Curci e Walter Pirone, ma questa è una storia che vi sveleremo meglio con l’uscita dell’album.”

Attribuite molta importanza al visual e come vi ci approcciate?

“A nostro avviso, un appassionato di musica nel 2020 non è solo un ascoltatore: vuole vivere un’esperienza a 360 gradi, che includa più aspetti sensoriali possibili. Proprio per questo noi diamo parecchia importanza ai visual, perché sono un ottimo tramite per raccontare di più riguardo ad un brano o un messaggio che si vuole trasmettere. Come dicevi tu, il videoclip di The Lights Go Down si discosta molto dal nostro ultimo di Out of the City pt.1, proprio perché ogni canzone racconta una storia a sé ed è giusto dedicarle contenuti visivi che si sposino bene con ciò che è il background del brano stesso."

 

"Ovviamente, a causa di budget ristretti di noi artisti emergenti, è spesso difficile far coincidere l’idea concettuale con il risultato finale, ma abbiamo la fortuna di poter lavorare con registi straordinari come Rodolfo Gusmeroli e Lamyna Directors, che anche con pochissimo a disposizione riescono sempre a massimizzare l’esito finale del prodotto.”

All’interno della band avete ruoli definiti e diversi nella creazione e realizzazione di un progetto?

Continua a leggere l’intervista su Tuttorock...

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