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“Un secondo sospeso” è l'ultimo singolo di Eleonora Betti, l’intervista Eleonora Betti - Credit: Tuttorock
MUSICA 14 gennaio 2022

“Un secondo sospeso” è l'ultimo singolo di Eleonora Betti, l’intervista

di Giovanna Ghiglione

Ascolta ora su TIMMUSIC il brano della cantante toscana e leggi qui l’intervista per saperne di più!

Si intitola “Un secondo sospeso” ed è l’ultimo singolo di Eleonora Betti - cantante, pianista, autrice, cantautrice toscana - scritto durante il primo lockdown del 2020.

Ecco l’intervista alla giovane artista per conoscere meglio il suo percorso artistico e la storia dietro la canzone. L’intervista è a cura di Alessandra Paparelli per Tuttorock.

> > > Ascolta “Un secondo sospeso” su TIMMUSIC!

Parliamo dal tuo nuovo singolo “Un secondo sospeso”, come nasce e qual è stata l’idea creativa, l’esigenza narrativa tua personale? Abbiamo letto che lo hai maturato durante il primo lockdown. 

Il brano è scaturito da una riflessione profonda sul mio quotidiano prima del lockdown. La normalizzazione del non avere quasi mai tempo per assaporare la vita, dell’essere sempre di corsa, dell’esistenza consumata e spesso deperita dalla frenesia e da un sistema sociale ed economico disumanizzante era entrata in netto contrasto con uno stato opposto, di immobilità e lentezza. Per quanto queste fossero dovute a una situazione eccezionale improvvisa e collettiva, mi sono chiesta se sarei riuscita a tornare a ritmi quotidiani così stressanti nel futuro; se era qualcosa che avrei voluto o se invece mi spaventava. Un secondo sospeso è nato come espressione di un desiderio e di una necessità, che spesso ho condiviso con altre persone.

La musica è una delle categorie di lavoro che ha sofferto più di tutti, durante l’emergenza sanitaria. I luoghi di cultura e i live ripartono, piano piano: la musica è stata resiliente, resistente o entrambe?

Le persone che fanno parte del mondo del lavoro della musica, delle arti, dello spettacolo, sono state attente, solidali, responsabili, rispettose, serie e pazienti. Resistenza e resilienza sono venute di conseguenza, appoggiandosi a tutto questo, oltre alla competenza e alla professionalità di chi ha continuato, anche disperatamente, a credere nel proprio mestiere e nella volontà e possibilità che potesse in seguito riprendere. Lo sforzo è stato enorme e sono tante le persone che hanno affrontato grandi difficoltà, emotive ed economiche; molti hanno dovuto trovare soluzioni alternative per il proprio sostenimento; non tutti sono riusciti a ripartire.

Godere della nostra vita, assaporare ogni attimo è un atto di “resistenza”? Lo è per te?

Lo diventa nel momento in cui si pone come una conquista nei confronti di un sistema che ci spinge verso una vita opposta. Lo fa così bene, convincendoci della qualità della cosa mentre propone una modalità al contempo costrittiva, che riprendersi anche solo alcuni momenti in cui assaporare ogni attimo diventa un piccolo ma fondamentale atto di resistenza.

La scrittura del brano e la sua produzione artistica hanno richiesto tempo per la lavorazione?

Il tempo di produzione è stato lungo, in fasi distanziate, che hanno dato la possibilità di lasciar maturare le idee e le sensazioni. La scrittura invece è stata concentrata in pochi giorni. Il nucleo del brano è scivolato subito sotto la penna e nelle parti musicali.

Progetti futuri?

“Un secondo sospeso” ha avviato un nuovo capitolo del mio progetto, dopo il primo album. Sto lavorando alla produzione di altri brani che vadano insieme a costituire un corpo. Intanto, al corpo che sarà, ho messo l’anima.

Progetti live? In estate ti abbiamo vista esibirti dal vivo, l’abbraccio con il pubblico è fondamentale per un artista:

Sono stata felicissima di riprendere a suonare dal vivo, davanti a un pubblico. Un’emozione forte che mancava da tanto tempo e che sto vivendo con grande trasporto. Verranno sicuramente altri concerti, dopo la prima presentazione live del singolo. Vi invito a seguire le mie pagine social per tutti gli aggiornamenti. La priorità di questo momento resta per me la produzione, ma l’energia, i contatti e le riflessioni che portano le esibizioni sono utili e spesso anche indispensabili per proseguire bene.

Parliamo anche del videoclip, con la regia di Clizia Corti:

Il videoclip rappresenta l’idea di una dimensione altra, sospesa. Il bianco ha lo scopo di amplificare questo effetto e di portare anche l’idea di una luminosità interiore, nel nostro secondo sospeso. Gli elementi di energia sono altrettanto simbolici: è un’energia presa e data; un contatto ritrovato.

Cos’è oggi “Il divieto di sbagliare” per citare il tuo disco d’esordio? La società liquida e frenetica attuale non ci permette di sbagliare o di essere fragili?

Continua a leggere l’intervista su Tuttorock > > >

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