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Willie Peyote, di cosa parla la sua canzone in gara al Festival

Willie Peyote- Credit: Andrea Nose Barchi

SANREMO28 gennaio 2021

Willie Peyote, di cosa parla la sua canzone in gara al Festival

di Silvia Marchetti

È ;uno dei più amati della scena indie, debutta a Sanremo con "Mai dire mai (la locura)"

Tra i nomi eccellenti della musica italiana a Sanremo 2021 figura anche quello di Willie Peyote, uno degli artisti più seguiti e apprezzati della scena indie contemporanea. Il cantante torinese è al suo debutto al Festival, dove porterà Mai dire mai (la locura). Ecco di cosa parla il brano.

 

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Debutto al Festival

"Alla Sanremese pare avessero bisogno di uno stopper vecchio stampo, un Glik meno tecnico ma molto più rompicoglioni e il direttore Amadeus ha scelto me". Con questo divertente messaggio postato sui social, Willie Peyote ha voluto commentare il suo debutto sul palco dell'Ariston. La voce di Iodegradabile è uno dei 26 Campioni in gara a Sanremo 2021: canterà Mai dire mai (la locura), un brano che parla della nostra società.

 

Il testo di Mai dire mai (la locura)

“La canzone che porterò a Sanremo parla dell’approccio alla cultura nel nostro paese. La musica, la politica, come viviamo la cultura dopo un periodo come quello che abbiamo trascorso nel 2020 - ha spiegato Willie Peyote a Raiplay - Si intitola Mai Dire Mai (la locura) e non posso dire molto sulle sonorità del brano perchè altrimenti svelo tutto il trucco. Posso dire che il sound è diverso da quello che si aspettano da me ed è differente da quello che si è abituati a sentire a Sanremo".

 

"Il mio stato d’animo riguardo la mia partecipazione a Sanremo 2021? Al momento attraverso un bipolarismo tra pentimento profondo e grande gioia. Non so scegliere - ha aggiunto l'artista indie - Ora mi manca tutto quello che davo per scontato e in particolare i concerti. Non tanto i miei, ma mi manca andare a un concerto di qualcun altro e ascoltare la musica dal vivo".

 

Chi è Willie Peyote

Willie Peyote, pseudonimo di Guglielmo Bruno, nasce a Torino nel 1985 da padre torinese di Barriera e madre biellese. Il suo nome d’arte unisce Wile E. Coyote con il peyote, pianta allucinogena proveniente dall’ America settentrionale. Willie è un riferimento al suo vero nome, Guglielmo. È considerato una delle figure più interessanti e innovative della scena Indie italiana contemporanea.

 

Nel 2011 ha pubblicato il suo primo album solista, Il manuale del giovane nichilista, che già dal titolo suggerisce la sua visione del mondo e il suo modo di comunicarlo ai suoi ascoltatori, condensato in un provocatorio mix di cinismo, autoironia e denuncia sociale. Due anni dopo, nel 2013, è uscito Non è il mio genere, il genere umano, che sembra riconfermare il suo pseudo-pessimismo antropologico Nel 2015 è arrivato Educazione Sabauda, disco che lancia definitivamente Willie. L’album è costellato di citazioni più o meno dirette, rivolte ai grandi nomi del rap, del rock e della canzone d’autore (Cypress Hill, The Clash, Francesco Guccini), tanto che si chiude con un testo intenso e poetico, (E allora ciao), in cui viene citato Luigi Tenco.

 

Nel 2017 viene lanciato Sindrome di Tôret, prodotto da 451. Il disco, coniugazione ideale dei suoi due istinti musicali, quello rock e quello hip-hop, è stato accolto molto positivamente e ha ottenuto la certificazione oro. Nel 2018 ha collaborato con i Subsonica (nel brano L’incubo), mentre nel 2019 ha dato alle stampe il suo ultimo progetto, Iodegradabile, anticipato dal singolo La Tua Futura Ex Moglie.

 

Le ultime hit firmate Willie Peyote sono Algoritmo, con la partecipazione della star internazionale Shaggy, e La depressione è un periodo dell’anno, singolo che racconta con amarezza e lucidità il periodo di difficoltà dovuto al Covid-19.