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“Cafarnao - Caos e miracoli”, su TIMVISION un film da festival Zain Al Rafeea in una scena di "Cafarnao"
TV 13 aprile 2021

“Cafarnao - Caos e miracoli”, su TIMVISION un film da festival

di Giovanni Teolis

Presentato a Cannes, uno dei film rivelazione del 2019

Nel catalogo TIMVISION è disponibile Cafarnao - Caos e miracoli, uno dei film rivelazione del 2019 firmato dalla regista e attrice libanese Nadine Labaki. La pellicola è stata uno dei film più apprezzati al Festival di Cannes nel 2018, dove ha infatti vinto il Premio della Giuria. L’anno successivo ha fatto parte anche della cinquina agli Oscar nella categoria “Miglior film straniero”.

Labaki, con un cast di interpreti non professionisti, con questo film ha dimostrato di essere una narratrice misurata capace di attirare l'attenzione sulla situazione dei bambini nelle baraccopoli di Beirut.


>>> GUARDA “CAFARNAO” SU TIMVISION


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Zain ha dodici anni, ha una famiglia numerosa e dal suo sguardo trapela il dramma vissuto da un intero Paese. Siamo a Beirut, nei quartieri più disagiati della capitale del Libano. Zaid non ha però perso la speranza ed è pronto a ribellarsi al sistema, portando in tribunale i suoi stessi genitori, colpevoli a suo dire di non essere stati in grado di crescerlo in modo adeguato per giunta in un mondo che ritiene altamente ingiusto.


Zain vive con i genitori Souad e Selim e un numero imprecisato di fratelli e sorelle in un appartamento caratterizzato da uno squallore caotico. Tutti i ragazzi sono messi a lavorare vendendo roba per strada o, nel caso di Zain, al minimarket del loro losco padrone di casa Assad, che ha messo gli occhi sull’undicenne Sahar.


Come ha detto la regista Labaki in più di un’occasione presentando la pellicola in giro per il mondo: “La battaglia di questo bambino maltrattato, i cui genitori non sono stati all'altezza del loro ruolo, risuona in un certo senso come il grido di tutti gli individui trascurati dai nostri sistemi, una denuncia universale attraverso il candore dei suoi occhi”. Sempre la regista ha poi detto allargando il proprio sguardo: “Il punto di partenza è stato il bisogno di puntare dei riflettori quasi abbaglianti sui retroscena di Beirut e di tante altre grandi città, di penetrare nel quotidiano di quelle persone la cui miseria è quasi una sorta di fatalità della quale non possono sbarazzarsi.

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