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Eurovision Song Contest 2022, i 5 momenti più belli

Alessandro Cattelan, Laura Pausini e Mika- Credit: Marco Piovanotto / Ipa / Fotogramma

BOOM DI ASCOLTI15 maggio 2022

Eurovision Song Contest 2022, i 5 momenti più belli

di Silvia Marchetti

Un festival finalmente "svecchiato" e di qualità (grazie anche all'Italia)

Si chiude il sipario sull'Eurovision Song Contest 2022. L'evento musicale dell'anno, seguito in tutto il mondo, ha premiato Stefania degli ucraini Kalush Orchestra, davanti al Regno Unito e alla Spagna. Sesta l'Italia, con l'emozionante Brividi di Mahmood e Blanco. La finale di sabato 14 maggio ha incollato davanti alla tv ben 6,6 milioni di italiani (42% di share), soprattutto giovani, che hanno anche invaso i social a suon di commenti, like e meme. Ecco 5 momenti che non dimenticheremo di questa edizione, organizzata e condotta in maniera impeccabile dal nostro Paese. 

 

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1) Mika-Pausini-Cattelan

Il trio di conduttori, formato da Alessandro Cattelan, Laura Pausini e Mika, ha superato ogni più rosea aspettativa. Così diversi tra loro, eppure perfettamente in sintonia e a proprio agio sul palco, dal primo all'ultimo minuto. Hanno caricato il pubblico del PalaOlimpico di Torino, si sono divertiti e hanno fatto divertire tutti, mai troppo ingessati nonostante il ritmo infernale che una manifestazione del genere chiede di sostenere. La ricetta del loro successo si è basata su quattro ingredienti fondamentali: simpatia, professionalità, classe e spontaneità. Con una spolverata di modernità, per rendere il piatto più fresco e gustoso. Il "porca vacca" di Laura, in diretta mondiale, è stata la ciliegina sulla torta. 

 

2) The sound of...Italy

Un evento bello da ascoltare, ma anche da vedere. L'Art Theme dell'Eurovision 2022 è nato infatti dall'affermazione "The Sound Of Beauty" (o anche "La bellezza del suono"), basato sui pattern e sulla struttura simmetrica dei Cymatics. Durante le tre serate del festival, il mondo ha potuto conoscere meglio l'Italia e le sue meraviglie, "viaggiare" su un drone attraverso vallate, spiagge, scogliere, borghi, isolotti della Penisola, per poi "planare" sull'incantevole Giardino all'italiana situato al centro del PalaOlimpico, uno degli elementi della scenografia più belli. Davvero un lavoro magistrale davanti e dietro le telecamere, un gioco di squadra che ha dato vita a un modello che andrebbe replicato nelle prossime edizioni. 

 

3) Diodato

Durante la prima semifinale dell'Eurovision, Diodato ha potuto finalmente cantare la sua Fai rumore davanti a un palazzetto gremito di persone, regalando una performance fatta di bel canto, poesia, danza e teatro che difficilmente dimenticheremo. L'artista ha intonato le prime frasi del suo brano seduto al piano, in penombra, solo e pensieroso, per poi unirsi a un gruppo di ballerini che, sullo slancio energico del ritornello, lo hanno preso e alzato in aria, in un gesto che sa di liberazione e felicità. Dalla solitudine del lockdown e della pandemia, alla gioia e al calore ritrovati grazie a un abbraccio collettivo. Commovente. 

 

4) I Maneskin

Se Damiano si ripresentasse in gara all'Eurovision, vincerebbe anche cantando l'elenco telefonico o la lista della spesa. Sul palco torinese, zoppicante e dolorante (ha rimediato una brutta storta durante la registrazione di un videoclip) il frontman della rock band romana se l'è cavata benissimo, sostenuto da Vic, Thomas ed Ethan. Il gruppo ha incendiato il pubblico con due brani, il nuovo singolo Supermodel, e il pezzo nato per la colonna sonora del film "Elvis". La battuta finale, con tanto di consiglio ai concorrenti in gara ("divertitevi, ma non avvicinatevi troppo al tavolo") è la frecciatina (alla Francia) che chiude, con intelligenza e ironia, un'esibizione perfetta. Più forte del dolore fisico e, soprattutto, dell'invidia e delle malelingue.

 

5) La vittoria dell'Ucraina

Le 25 canzoni finaliste erano quasi tutte di altissimo livello, alcune avrebbero forse meritato qualche voto in più (come, ad esempio, il brano sull'autismo di Sheldon Ridley, in gara per l'Australia, e la splendida voce di Nadir Rustamli dell'Azerbaijan). Alla fine, a vincere è stata l'Ucraina con Stefania, candidato a diventare un inno di pace e di libertà nel mondo. La forza del televoto, la volontà di 200 milioni di spettatori, ha ribaltato la classifica parziale delle giurie nazionali e premiato il gruppo di Oleh Psjuk. Un gesto forte, simbolico, di unione e di speranza. E Zelensky ora promette: "La prossima edizione sarà a Mariupol".