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Addio a Raffaella Carrà, la regina della tv italiana

Raffaella Carrà nel 1984- Credit: Imago Stock&People / IPA / Fotogramma

LA SCOMPARSA DI UN'ICONA06 luglio 2021

Addio a Raffaella Carrà, la regina della tv italiana

di Silvia Marchetti

Si è spenta all'età di 78 anni dopo una breve malattia

La scomparsa di Raffaella Carrà ha lasciato gli italiani, e non solo, senza parole. Nessuno si sarebbe aspettato una notizia così terribile, arrivata come un fulmine a ciel sereno. Il 5 luglio l'icona della musica e della tv italiana si è spenta a 78 anni. Ricordiamo la Raffa nazionale attraverso i suoi successi e la sua lunga e splendida carriera.

 

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Il messaggio di Sergio Japino

"Raffaella ci ha lasciati. E' andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre". Con queste parole Sergio Japino ha dato il triste annuncio unendosi al dolore dei nipoti Federica e Matteo, di Barbara, Paola e Claudia Boncompagni, degli amici di una vita e dei collaboratori più stretti.

 

La morte di Raffaella Carrà

Raffaella Carrà si è spenta alle ore 16.20 di lunedì 5 luglio, dopo una breve malattia. Era una donna minuta eppure dotata di una forza inarrestabile, che l'ha imposta ai vertici dello star system mondiale. Una volontà ferrea che fino all'ultimo non l'ha mai abbandonata, facendo si che nulla trapelasse della sua profonda sofferenza.

 

Gli inizi con Mastroianni e Sinatra

Raffaella Maria Roberta Pelloni era nata a Bologna il 18 giugno 1943 ed è stata una delle più amate showgirl, cantanti, ballerine, attrici e conduttrici italiane, famossisima anche in Spagna e in Sud America.

 

Definita la "regina della televisione italiana", Raffaella Carrà è stata protagonista in tv dalla fine degli anni Sessanta fino agli ultimi mesi della sua vita. In carriera aveva venduto oltre 60 milioni di dischi, conquistando 22 dischi tra platino e oro, e aveva condotto decine di varietà e di show che hanno fatto la storia del piccolo schermo.

 

Si era diplomata presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, e aveva debuttato sul set nel film La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini. In seguito erano arrivati I Compagni di Mario Monicelli, al fianco di Marcello Mastroianni, e Il colonnello Von Ryan, insieme a Frank Sinatra. Dopo il film Professione bigamo (1969), diretta da Franz Antel, Raffaella aveva deciso di abbandonare il cinema per dedicarsi al varietà, alla musica e ad altri progetti.

 

Canzonissima e il Tuca Tuca

Il successo televisivo, con quel suo stile che l’ha resa la famosa “Raffa nazionale”, era esploso nel 1970 con lo spettacolo Io Agata e tu, con Nino Taranto e Nino Ferrer. Poi il boom con Canzonissima e il celebre ombelico scoperto, sfoggiato durante la sigla Ma che musica maestro!, e il suo cavallo di battaglia, il Tuca tuca, ballato con Enzo Paolo Turchi ma anche con Corrado e Alberto Sordi, a ritmo di passi tipici che solo una showgirl come lei poteva creare, fino alla divertente Chissà se va.

 

L'amicizia con Mina

Nel 1974, ecco la collaborazione con quella che è stata una delle sue più grandi amiche, Mina Mazzini: insieme le due straordinarie artiste avevano presentato il mitico programma Milleluci. Sempre nel 1974, l’album Felicità tà tà, contenente uno dei suoi maggiori successi, il brano disco-music Rumore.

 

Tra gli altri varietà di Raffaella Carrà ricordiamo anche: Ma che sera (1978); Tanti auguri, un inno all’amore libero e spensierato; Fantastico 3 (1982) con Corrado Mantoni e Gigi Sabani (la sigla era Ballo ballo); e Pronto, Raffaella? (1984 e 1985), programma che le aveva permesso di incontrare, per la prima volta, il regista, Gianni Boncompagni, una delle figure più importanti della sua vita e della sua carriera.

 

Da Buonasera Raffaella a Carramba

Nel 1985, in Buonasera Raffaella, la Carrà intervistava e duettava con ospiti illustri come Henry Kissinger, Joe Cocker, Riccardo Cocciante, Patty Pravo, Stevie Wonder, Ginger Rogers e Sammy Davis Jr. L’anno successivo era a Domenica In, per passare, nel 1987, a Mediaset, al timone di Raffaella Carrà Show e de Il principe azzurro. Il ritorno in Rai è datato 1989, con Fantastico 12 insieme a Johnny Dorelli. Dal 1992 al 1995 aveva lavorato in Spagna sul primo canale TVE (in onda con Hola Raffaella).

 

Sanremo e The Voice

Nel 1995 era tornata in Italia per condurre Carràmba che sorpresa, che ha fatto registrare il record di ascolti per ben quattro edizioni del programma. Grazie a questa rinnovata popolarità, la conduttrice era stata chiamata all'Ariston, per condurre il Festival di Sanremo del 2001. Nel 2013 e nel 2016 è stata coach a The Voice of Italy, con una pausa per condurre Forte Forte Forte.

 

Nel 2019, su Rai 3, avevamo ritrovato con grande piacere la conduttrice bolognese alla guida del talk show A raccontare comincia tu, con le divertenti chiacchierate senza filtri con Maria De Filippi, Sophia Loren e altri miti dello spettacolo. Due edizioni di successo, fino allo stop a causa della pandemia di Covid-19.

 

Bob Sinclar e l'Oscar

Nell’estate 2011 è uscito il remix di uno storico brano di Raffaella Carrà, A far l’amore comincia tu, diventato Far l’amore, realizzato da Bob Sinclar, colonna sonora del film premio Oscar La Grande bellezza di Paolo Sorrentino.

 

Poi, per Raffaella, ancora festival, premi internazionali, riconoscimenti di prestigio, tra i quali quello arrivato nell'autunno 2020 dal quotidiano britannico The Guardian, che ha incoronato la Carrà "sex symbol europeo", definendola "l'icona culturale che ha insegnato all'Europa le gioie del sesso".

 

Anche la Spagna è in lutto

Non solo l'Italia, ma anche la Spagna piange la morte di Raffaella Carrà. La triste notizia è apparsa rapidamente sulla prima pagina dei principali siti spagnoli, con El Pais che celebra "la regina della tv italiana". "L'Italia perde una delle sue icone", scrive ancora il quotidiano, mentre El Mundo ricorda i tantissimi programmi dell'artista emiliana sulla tv spagnola, come La Hora de.... e En casa con Raffaella su Tele 5. Raffaella era stata anche premiata nel 1985 con la medaglia al Merito civile spagnola e nel 1993 aveva scritto un libro di cucina in spagnolo "Las recetas de Raffaella".