TimGate
header.weather.state

Oggi 05 agosto 2022 - Aggiornato alle 22:00

 /    /    /  Certificazione di parità di genere per le aziende: cosa prevede la legge
Certificazione di parità di genere per le aziende: cosa prevede la legge

Un gruppo di donne a lavoro- Credit: Pexels

GENDER GAP23 giugno 2022

Certificazione di parità di genere per le aziende: cosa prevede la legge

di Daniela Melis

È stata promulgata a novembre scorso una nuova legge che intende levigare la disparità di genere. Scopriamo di che si tratta.

Si tratta di una norma che inserisce la possibilità per le aziende di ricevere una certificazione di parità di genere, che consentirà loro di avere sgravi fiscali e altri vantaggi di questo tipo.

 

Un premio, quindi, di varia misura per tutte quelle realtà imprenditoriali che dimostreranno di essere virtuose per quanto riguarda le azioni messe in atto per diminuire la disparità di genere e, quindi, per mettere le donne nelle stesse condizioni lavorative degli uomini, sotto vari punti di vista: salario, avanzamento di carriera, genitorialità.

 

>>> Scopri le iniziative promosse e sostenute da TIM a favore dell'inclusività

 

Il contesto

La legge in questione è la 162/2021, pubblicata in Gazzetta Ufficiale nel novembre 2021, quando è stata promulgata, ed entrata in vigore il 3 dicembre scorso. La nuova norma va a modificare il Codice delle pari opportunità tra uomo e donna (Dlgs 198/2006) per dare un’ulteriore scossa alla discriminazione di genere.

 

In Italia, infatti, a parità di mansioni, le donne sono pagate meno degli uomini. E anche se la percentuale delle laureate è più alta rispetto a quella dei laureati, le donne soffrono di più il dramma della disoccupazione. Per non parlare della discriminazione o dei blocchi alla carriera legati alla maternità.

 

La legge

La legge 162/2021 introduce, come nuova misura per combattere il gender gap in Italia, la certificazione di parità di genere per le aziende. Questa funge da incentivo per tutte quelle aziende, sia pubbliche che private, che dimostreranno di aver fatto dei passi avanti per combattere il gender gap.

 

In particolare, le aziende che otterranno la certificazione avranno uno sconto sui contributi da versare: verrà loro riconosciuto l’esonero dei versamenti dei contributi previdenziali dei lavoratori fino all’1 per cento e fino a un massimo di 50 mila euro ciascuna.

La certificazione della parità di genere, entrata in vigore nel gennaio del 2022, sarà anche elemento premiale in tutti gli appalti pubblici, come deciso dal Consiglio dei Ministri.

 

Chi coinvolge la misura e come funziona

Cosa devono fare le aziende per ottenere la certificazione? Quali sono le aziende coinvolte nel nuovo procedimento di contrasto al gender gap? Queste le domande che ci si pone subito per capire meglio come funziona la misura adottata con la legge 162/2021.

Si parte da un report. Questo dovrà essere redatto ogni due anni dalle aziende, sia pubbliche che private, che hanno più di 50, e non più 100 come era stato finora, dipendenti. Come riporta il Sole 24 Ore, si parla di 30 mila aziende coinvolte per quanto riguarda il settore privato.

Le imprese che, invece, contano meno di 50 dipendenti potranno decidere volontariamente se redigere o meno il rapporto.

 

Gli obiettivi

Gli obiettivi che il sistema di certificazione della parità di genere persegue sono vari. Essi sono orientati a diminuire il divario tra sessi nell’ambito lavorativo, uno dei più colpiti da questa piaga che, in varia misura, affligge tutto il mondo.

 

Con gli annessi meccanismi di incentivi per le aziende virtuose si mira, infatti, come riporta ItaliaDomani, il portale governativo del PNRR, a consentire opportunità di crescita per le donne, fare in modo che si arrivi a parità di retribuzione, stimolare le aziende ad adottare politiche di gestione per il divario tra sessi e fornire maggiore protezione nel campo della maternità.

Per questo motivo la certificazione di genere è stata inserita dal Governo tra le misure del Pnrr sulle politiche per il lavoro, precisamente nella missione 5 su “Inclusione e coesione”, che potrà contare su 10 milioni di euro di fondi destinati.

A che punto siamo

Ricapitolando l’evoluzione della misura relativa alla certificazione di parità di genere, una prima tappa importante è stata il 5 novembre 2021, quando è stata promulgata la legge 165. Poi abbiamo il 3 dicembre, quando la stessa norma è entrata in vigore. Entro dicembre 2022 sarà effettivamente operativa la certificazione della parità di genere.

L’obiettivo, come riporta sempre ItaliaDomani, è che entro giugno 2026 ci saranno almeno 800 piccole e medie imprese certificate e mille aziende che ricevono le agevolazioni.

Lo stesso portale prevede che fino al 2026 aumenteranno ancora, fino a 10 milioni di euro, gli investimenti per fornire sovvenzioni alle aziende e migliorare le condizioni delle donne sul posto di lavoro.