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Chi ha inventato la scuola Classe di una scuola senza studenti - Credit: iStock
COSTUME E SOCIETÀ 21 ottobre 2020

Chi ha inventato la scuola

di Melissa Viri

La scuola è l’istituzione cui è affidato il compito di promuovere la formazione delle nuove generazioni

Lo fa attraverso l’istruzione, cioè la conoscenza di una cultura o di determinate discipline, e l’educazione, ovvero la capacità di vivere in comunità e di comprendere e sviluppare progressivamente le proprie inclinazioni e caratteristiche.

 

Con il termine "scuola" gli antichi greci e romani identificavano il tempo libero dagli affari, nel quale si potevano esercitare le attività dello spirito, e indicava anche l’edificio dove veniva esercitata questa attività.

Ma chi l’ha inventata? In queste poche righe vi raccontiamo la storia della scuola, dai Sumeri ai giorni nostri.

Chi ha inventato la scuola

A ideare la scuola furono i Sumeri, inventori della scrittura, nel IV millennio a.C. con lo scopo di formare i futuri scribi, sacerdoti, medici, funzionari e insegnanti. Si chiamava edubba, cioè "casa delle tavolette", e non era gratuita, perciò potevano permettersela solo i ricchi.

 

Nelle edubba, che erano precluse alle femmine, l’istruzione era sia teorica che pratica, la disciplina molto severa e le punizioni anche corporali. Al modello sumerico si ispirò in seguito la scuola Egiziana (2000 a.C.), il cui scopo era quello di formare i nuovi scribi e i futuri amministratori dello Stato e che era aperta anche ai più umili.

La scuola ai tempi degli antichi greci e romani

Presso i Greci e i Romani, l’insegnamento era generalmente affidato all’iniziativa privata. I genitori che potevano permetterselo mandavano i loro figli a scuola da un maestro col quale pattuivano un compenso modesto, ma vi erano anche maestri illustri che pretendevano somme molto elevate per un insegnamento ad alto livello che oggi definiremmo universitario.

 

Durante l’età imperiale, furono istituite a Roma scuole di retorica finanziate dallo Stato e, a differenza di quanto accadeva in altre civiltà, erano aperte anche alle ragazze. Le lezioni però si tenevano ancora in edifici scolastici di fortuna e occasionali.

Dagli edifici scolastici di fortuna alla scuola moderna

Per tutto il medioevo, conventi e monasteri furono di fatto le uniche "istituzioni scolastiche" rimaste attive. Ebbero però grande importanza perché non solo salvarono il patrimonio della cultura antica, ma istituzionalizzarono gli studi in una forma che avrebbe retto per molti secoli.

 

Nel XVIII secolo la scuola assunse tale importanza che in Francia cominciò a farsi strada l’idea che dovesse essere obbligatoria, aperta a maschi e femmine e finanziata direttamente dallo Stato, il che avvenne dopo la Rivoluzione francese, mentre nel resto d’Europa si dovette aspettare fino al XIX secolo.

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