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Chi si occupa della pulizia di casa? Il lavoro domestico e il gender gap Concetto di uguaglianza di genere e discriminazione - Credit: iStock
GENDER GAP 20 settembre 2021

Chi si occupa della pulizia di casa? Il lavoro domestico e il gender gap

di Daniela Melis

Prendersi cura della casa e dei figli è un vero e proprio lavoro che ricade ancora unicamente sulle donne.

Non è un vero lavoro, ma alla fine lo diventa.

Da tempo si cerca di disciplinare il ruolo delle casalinghe. Ancora, invece, si parla poco di come venire incontro a chi si occupa del lavoro domestico. Uno sforzo che ricade principalmente sulle donne, con più o meno differenza nei singoli Stati o a seconda delle culture. Un carico di compiti da svolgere che per le donne diventa un lavoro a tempo pieno, tanto da dover rinunciare alla carriera. O un secondo lavoro, per quelle che invece hanno un’occupazione. Ed è così che il lavoro domestico diventa un altro dei fattori che aumenta il gender gap.

 

 

Cosa comporta il lavoro domestico

Cura dei figli o degli anziani, spesa, pulizie, preparazione dei pasti: son tutte attività che in varia misura ricadono sulle donne, con tutte le conseguenze del caso. Varie statistiche a livello nazionale e mondiale hanno messo in evidenza un altro fattore fondamentale: con la pandemia la maggior parte di questi compiti è ricaduta ancora una volta sulle spalle delle donne. Questo ha comportato in molti casi anche la necessità di abbandonare il proprio lavoro per poter seguire la famiglia, in un momento in cui i figli erano a casa. Un problema che in Italia era già evidente prima dell’arrivo del Covid-19. Rilevazioni Istat dei primi del 2020, infatti, mettevano in evidenza come l’11 per cento delle madri italiane dichiarava di non aver mai lavorato a causa della necessità di dedicarsi alla cura dei figli. La media europea, nello stesso periodo, era del 3,7 per cento.

 

 

Lavoro domestico e gender gap: i numeri

Una delle ultime ricerche sulle differenze di genere, il Gender Equality Index dell’Istituto Europeo per l’uguaglianza di genere, mette in evidenza lo sbilancio tra il lavoro domestico femminile e quello maschile. Secondo questa ricerca, l’81 per cento delle italiane svolge ogni giorno le faccende di casa: pulire, stirare, accudire i bambini, cucinare. Per gli uomini, invece, la percentuale scende al 18 per cento. In Europa, invece, la media degli uomini che svolgono queste attività è del 34 per cento. Un numero completamente diverso da quello italiano. Di certo non risolve i problemi generali di gender gap, ma mostra come da qualche parte questo divario si stia colmando anche grazie al fatto che i maschi si occupino della casa.

 

 

Le ore di lavoro per le donne

Con le percentuali che mostrano il legame tra lavoro domestico e gender gap, è facile intuire che le donne lavorano più degli uomini. Questo accade proprio perché, a causa di un retaggio antico, oltre al loro lavoro, quando ce l’hanno, le donne devono provvedere anche alla casa. In questo modo si addossano la maggior parte dei compiti dell’intera famiglia. Secondo uno studio della London School of Economics and Political Science commissionato dal Parlamento Europeo, infatti, gli uomini lavorano 41 ore a settimana. Le donne, invece, 34. A queste, però, vanno aggiunte quelle ore in cui ci si occupa della casa: si arriva così a un totale di 64 ore di lavoro settimanale per le donne contro le 53 per gli uomini.

 

 

Studi lunghi per nessuna soluzione: lavoro domestico e gender gap nelle analisi

Non è con la pandemia che ci si è resi conto di quanto il lavoro domestico gravi sulle donne. E, quindi, sui bilanci del gender gap. Il divario era evidente già negli scorsi anni. Adesso i dati mostrano chiaramente che da quel male si è andati peggiorando. Vari studi pre-pandemia, infatti, dimostravano già che le donne avevano due volte il peso del lavoro domestico rispetto agli uomini. Questo vale soprattutto per quanto riguarda bucato e cucina. Pulizia e spesa, invece, son compiti che gli uomini svolgono con più naturalezza. Questo significa, ad ogni modo, che le donne hanno sulle loro spalle il 75 per cento del totale del lavoro domestico.

 

 

Lavoro domestico e gender gap: le soluzioni oltre i dati

Si parla poco di come far gravare meno il lavoro domestico sulle donne in generale. E, quindi, su come diminuire il gender gap. Alcune soluzioni, tuttavia, son state adottate in Stati illuminati come la Svezia, dove il divario di genere è infatti bassissimo. Dal 2007 è attiva nel Paese una politica fiscale che taglia i costi di colf e servizi esterni, come lavanderia e pulizia della casa. È lo Stato stesso a pagare la metà di queste spese, la cui riduzione è applicata direttamente in fattura dal fornitore di servizio. Laddove una cultura retrograda limita le donne, possono arrivare soluzioni piccole ma importanti. Come questa, che in Svezia ha cambiato la vita a milioni di donne.

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