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Città etiope del caffè: ecco qual è Una tazzina di caffè con chicchi di caffè - Credit: iStock
COSTUME E SOCIETÀ 21 novembre 2021

Città etiope del caffè: ecco qual è

di Melissa Viri

La città etiope del caffè, Harar.

Il caffè, probabilmente assieme al tè, è la bevanda più amata al mondo, col suo aroma inconfondibile e il suo gusto deciso ed energizzante: ne esistono moltissime tipologie e ogni Paese ha il suo caffè tradizionale.

In Etiopia c'è una città legata a doppio filo al caffè e si tratta di Harar: situata a ben 500 km dalla capitale Adis Abeba, è una città santa per l'Islam e custodisce sul suo territorio centinaia di moschee e luoghi sacri, alcuni dei quali risalenti anche al X secolo.

Il pregiato caffè etiope di Harar

Harar è una cittadina dell'Etiopia Orientale, sita su un monte a 1885 mt di altezza, nota sin dall'antichità: nell'800 la città veniva raggiunta dai viaggiatori di tutto il mondo per via del suo emporio, dove era possibile trovare il pregiatissimo caffè Harar, coltivato sugli altipiani circostanti la città.

Questa tipologia di caffè è stata per molto tempo una fonte di reddito per l'Etiopia e gli stessi sultani puntavano sulla commercializzazione di questo prezioso prodotto.

Ad Harar l'essiccazione delle bacche di caffè avviene al caldo sole etiope: vengono o staccate dalla pianta oppure lasciate sull'albero a essiccare.

Questa fase è fondamentale per dare al cremoso caffè di Harar quell'aroma particolare con sentori fermentati e legnosi: non c'è motivo migliore per visitare questa città etiope, dichiarata peraltro Patrimonio dell'UNESCO.

Harar: cosa vedere

Harar è un vero gioiello, cinto da mura alte ben 5 mt sulle quali si aprono sei porte di ingresso: all'interno si rivela un labirintico dedalo di vicoli sui quali si affacciano case colorate.

Il cuore pulsante di Harar è il Gidir Market, il mercato dove tra spezie e prodotti locali spicca il caffè che ha reso celebre questa pittoresca cittadina.

Da non perdere poi la Tomba dell'Emiro Nur, un edificio essenziale e sobrio impreziosito però da una bella cupola verde e la Casa di Rimbaud dove il famoso poeta francese soggiornò: non tutti lo sanno ma Rimbaud ad Harar si mantenne commerciando caffè ma anche sete, gomma, avorio, oro, profumi e cotonine.

Presso lo "Sheriff Harar City Museum" è possibile invece conoscere meglio le tribù locali dell'Etiopia, dagli Oromo agli Afar, ma anche ammirare testi sacri islamici, copti e musulmani.

Ad Harar viene portato avanti il rito dei "Custodi delle Iene", ossia dare da mangiare alle iene stesse, appena fuori dalle mura della città e direttamente dalle mani: questi animali sono infatti considerati, nella tradizione etiope, assai benefici.

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