TimGate
header.weather.state

Oggi 21 maggio 2022 - Aggiornato alle 14:00

 /    /    /  Congedo paternità in Italia, perché siamo ancora lontani dalla parità di genere
Congedo paternità in Italia, perché siamo ancora lontani dalla parità di genere

Padre e figlia- Credit: iStock

GENDER GAP28 gennaio 2022

Congedo paternità in Italia, perché siamo ancora lontani dalla parità di genere

di Daniela Melis

A volte son stati definiti “perdenti”, altre volte non hanno nemmeno usufruito dei loro diritti di genitori.

Eppure i padri che, per qualche giorno (almeno secondo quanto previsto finora in Italia), restano a casa con i figli appena nati fanno del bene a se stessi e agli altri. In primo luogo ai figli e alla famiglia in generale, ma anche alla società.

Consentendo, infatti, alla moglie e madre di lavorare e mandare avanti la propria carriera, si fa del bene alle tasche e alla salute psicofisica del nucleo familiare e, in generale, a quelle sociali.

L’Italia, anche se passi avanti son stati fatti per quanto riguarda il congedo paternità, è ancora molto indietro. Soprattutto rispetto a Stati come Finlandia e Germania, che garantiscono quasi pari diritti di paternità e maternità.

Storia del congedo di paternità in Italia

È il 2012 quando la legge 92 del 28 giugno istituisce il congedo obbligatorio e quello facoltativo, alternativo al congedo di maternità della madre, fruibili dal padre lavoratore dipendente, anche adottivo e affidatario, entro il quinto mese di vita del figlio.

Se all’inizio si era partiti da un congedo di due giorni, con la legge di bilancio 2017, il congedo obbligatorio è passato a quattro giorni, passato poi a cinque con la legge di bilancio 2019 e a sette con quella 2020.

Un ulteriore passo avanti, come spiega lo stesso sito dell’INPS, è stato fatto con la legge di bilancio 2021, con la quale i giorni di congedo di paternità obbligatori diventano dieci. La tutela è stata ampliata prevedendo la fruizione del congedo anche in caso di morte perinatale del figlio.

Le novità 2022

Queste premesse portano alle novità previste per il 2022. Con la legge di bilancio, il cui disegno è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 ottobre scorso, il congedo di paternità obbligatorio diventa infatti strutturale.

I dieci giorni di “paternità”, inoltre, potrebbero allungarsi e diventare tre mesi. Per questo risultato, tuttavia, si dovrà aspettare il Family Act. Sta di fatto che la Ministra delle Pari Opportunità, Elena Bonetti, ha dichiarato di star puntando a questo obiettivo.

Per sapere, invece, se anche quest’anno -come già accaduto in passato- al padre spetterà il congedo facoltativo di un giorno, in alternativa alla madre, bisognerà aspettare il testo della manovra finanziaria.

Possono fare domanda di congedo tutti i padri lavoratori dipendenti privati, anche adottivi e affidatari, entro il quinto mese di nascita del figlio. Per quelli pubblici, invece, bisognerà aspettare l’approvazione della norma da parte del Ministro per la Pubblica Amministrazione.

La Finlandia e la Danimarca

L’Italia, nonostante i vari piccoli passi avanti degli ultimi anni, è ancora molto lontana dagli standard di alcuni Paesi Europei, in particolare quelli del Nord.

Basti pensare al caso della Finlandia. Guidato da qualche tempo dal premier donna Sanna Marin, la legge prevede qui un congedo pari a 164 giorni lavorativi per ogni genitore. C’è, inoltre, la possibilità di cedere all’altro genitore 69 giorni del proprio congedo. A un genitore single, invece, spettano tutti i 14 mesi.

Anche la Danimarca non è da meno. Qui, infatti, son previste 52 settimane di congedo parentale pagato. Di queste, 32 possono essere richieste da uno o dall’altro genitore anche in contemporanea.

Le performance degli altri Stati europei

Ci sono altri Paesi Europei che garantiscono un ottimo congedo di paternità. Tra questi spicca la Germania, che prevede 1095 giorni, con parte dello stipendio garantito, per entrambi i genitori. Per la Spagna madre e padre hanno rispettivamente 112 giorni liberi pagati al 100 per cento.

Un po’ meno bene va la Francia, che ha tuttavia portato il congedo di paternità a 25 giorni di cui quattro obbligatori.

Ci sono poi, tra i meno virtuosi, Belgio (15 giorni entro quattro mesi dalla nascita del figlio), Svizzera (14 giorni entro sei mesi, pagati del 10 per cento in meno rispetto allo stipendio) e Regno Unito con dieci giorni. Qui, tuttavia, il padre può prendere giorni da quelli della madre.

Congedo paternità: perché in Italia siamo ancora lontani dalla parità di genere

È evidente, confrontando i dati europei con quelli italiani, che il congedo paternità in Italia impallidisca. Oggi, infatti, l’Italia risulta essere fanalino di coda in Europa per quanto riguarda il congedo paternità. Tuttavia, se il Family Act verrà adottato così come indicato, l’Italia potrebbe superare Francia, Belgio, Regno Unito e altri Stati europei.

Obiettivo, per quanto lo stesso Ministero delle Pari Opportunità parli di un aumento graduale del congedo, è parificare la responsabilità maschile a quella femminile. Ad oggi, tuttavia, dieci giorni di congedo non cambiano nella sostanza la condizione della donna.

Con quattro mesi di maternità previsti, infatti, la donna in Italia continua a essere l’unico soggetto della famiglia a farsi carico del benessere dei bambini nei suoi primissimi mesi di vita.