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Da cosa deriva la parola “avocado”

Avocado sul tagliere- Credit: iStock

COSTUME E SOCIETÀ17 novembre 2020

Da cosa deriva la parola “avocado”

di Melissa Viri

L’avocado è una lauracea arborea scientifcamente conosciuta con il nome di Persea americana

È il frutto di un albero di rapido sviluppo e di notevoli dimensioni che cresce spontaneamente lungo i fiumi dell’America centro-meridionale, dal Messico fino al Brasile.

 

Ora viene coltivato nelle regioni a climi tropicali e subtropicali, per via dei suoi frutti che sono delle drupe a forma di pera, con la buccia verde e un grosso nocciolo centrale. Il frutto di avocado è un super food che fa bene alla salute, non stupisce quindi che i botanici abbiano deciso di conferirgli il nome di Persea gratissima. Ma da cosa deriva la parola avocado?

Etimologia della parola avocado

La parola avocado deriva da Ahuacatl, vocabolo della lingua nahuati parlata dagli Aztechi che significa "testicolo". Gli indigeni messicani scelsero un nome che evocasse la forma del frutto stesso, che ricorda appunto le fattezze dell’attributo anatomico maschile.

 

Sempre per via della sua morfologia, l’ahuacatl era considerato un potente afrodisiaco per gli uomini e un frutto propiziatorio per la fertilità, al punto che, durante la raccolta, tutte le vergini venivano tenute in casa per proteggerle dagli esuberanti agricoltori. Fu poi ribattezzato aguacate dal navigatore spagnolo Juan de la Cosa, che lo "scoprì" nel XVI secolo.

La pera dell’alligatore

Venuti a conoscenza dell’etimologia della parola ahuacatl, i coltivatori californiani non ne furono entusiasti, così, il 23 ottobre del 1915, dopo un acceso dibattito, l’associazione dei coltivatori di avocado della California decise di sostituire il vocabolo azteco con quello inglese Avocado, che era più facile da pronunciare ed era già stato usato nel 1696 dal medico Sir Hans Sloane.

 

Allo stesso tempo, proibì l’uso del termine spregiativo "pera dell’alligatore" (alligator pear), fino ad allora utilizzato dagli agricoltori californiani a causa della buccia squamosa che ricorda, nel colore e nella texture, la pelle dei famosi coccodrilli statunitensi.

L’avocado a tavola

In America si fa un grande uso di questo frutto che si aggiunge alle minestre, si usa per preparare il guacamole, celebre salsa di origine messicana, o si serve indifferentemente come ortaggio, frutta o dolce. I frutti dell’avocado si possono trovare facilmente anche in Italia, sui banconi del supermercato, del fruttivendolo o al mercato.

 

La polpa, giallognola, morbida e burrosa, è ricca di grassi monoinsaturi e di proteine, che sono presenti in percentuale maggiore rispetto a qualunque altro frutto. Il frutto di avocado fornisce, ogni 100 grammi, 160 kcal, ma nonostante ciò vanta proprietà dimagranti che lo rendono particolarmente indicato per chi è in sovrappeso.