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La storia dei gladiatori Elmo da gladiatore a Roma - Credit: iStock
COSTUME E SOCIETÀ 21 settembre 2020

La storia dei gladiatori

di Melissa Viri

Parlare di Roma e non dei gladiatori è praticamente impossibile: scopriamo di più su questa figure

I gladiatori erano un elemento molto importante nella vita delle città romane e dei Romani stessi.

 

La storiografia classica ci ha tramandato un certo stereotipo del gladiatore, probabilmente perché molto influenzato dalla religione cristiana che, durante la fase del tardo impero, fece in modo di diradare prima e poi far scomparire quasi del tutto questa vera e propria arte sportiva.

 

Ma chi erano realmente i gladiatori? Che cosa facevano e come combattevano? Perché erano ritenuti tanto importanti nell'antica Roma? Ecco alcune delle domande a cui si potrà dare una risposta leggendo questo articolo.

Origini

La provenienza dell'uso dei gladiatori è molto incerta; sicuramente i Romani importarono questo genere di spettacoli ma le fonti storiche sono indecise ad attribuire l'esatta origine di questi combattimenti che per alcuni è Etrusca e per altri è Greca.

 

In entrambe le versioni c'è della verità: pare infatti che già Tarquinio il Superbo organizzasse degli scontri tra schiavi come che anche in Grecia fossero comuni questi tipi di combattimenti durante i giochi funebri (famosi quelli di Achille in onore di Patroclo); la presenza di piccole arene nella Magna Grecia comproverebbe tale tesi.

 

I gladiatori comunque hanno accompagnato tutta la vita romana e il primo vero documento sulla loro esistenza è del 105 a.C.

quando il console Publio Rutilio chiese e ottenne dalla scuola di Capua, la più antica e famosa per secoli, i suoi gladiatori al fine di addestrare meglio al combattimento "corpo a corpo" i suoi legionari.

Chi erano i Gladiatori

Chiunque poteva essere un gladiatore, anche se di norma i prigionieri di guerra, gli schiavi e i condannati a morte (esattamente in questo preciso ordine) erano gli "attori" maggiormente utilizzati.

 

Anche i liberti, o "uomini liberi" potevano diventare gladiatori, sia per la fama che per poter ripagare dei debiti; questi erano infatti presi in carico dal "lanistae" che pagava i creditori rientrando delle somme facendo combattere "l'auctorates" durante i "munera gladiatoria", i giochi gladiatori.

 

Rarissimi erano invece i "cives romanus" che intraprendevano questa strada in quanto il gladiatore era idolatrato dalle folle ma, anche se il magister o l'imperatore lo scioglievano dal patto con il lanistae consegnandogli il "rudis", non avrebbe più potuto concorrere alla vita politica o sociale romana.

Come combattevano

Il termine gladiatore deriva da "gladius (colui che porta il gladio, famosa spada corta del legionario)" ma questa non era sola arma a disposizione in quanto l'equipaggiamento variava a seconda della classe di appartenenza: "Reziari, Secutores, Mirmilloni, Traci, Dimachaeri"; solo i "Secutores, i Mirmilloni e i Dimachaeri" avevano infatti il gladio come arma di offesa mentre i "Reziari" avevano una rete da pesca e un tridente ed i "Traci" avevano in dotazione una "sica (spada a lama ricurva inclinata di 45°)".

 

Per equilibrare gli scontri normalmente le coppie erano "Reziari contro Secutores" e "Mirmilloni contro Traci o Dimachaeri".

 

Al contrario di quello che si pensa normalmente i combattimenti finivano per la maggior parte delle volte con la grazia dello sconfitto che avveniva tramite manifestazione del "Magister o dell'Imperator" del "pollice versus" ossia "del pollice verso il basso a significare il reiserimento della spada nel fodero".

 

Questo avveniva sia per un motivo economico (l'organizzatore doveva risarcire il "lanis") ma anche per il fatto che l'arte gladiatoria era vista come un vero e proprio sport professionistico, con i suoi idoli e beniamini, che come tale generava una movimentazione di denaro non indifferente.

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