TimGate
header.weather.state

Oggi 19 agosto 2022 - Aggiornato alle 00:05

 /    /    /  storia del jazz
La storia del Jazz

Sassofono- Credit: iStock

COSTUME E SOCIETÀ21 luglio 2020

La storia del Jazz

di Melissa Viri

A New Orleans risuonano ancora le note del jazz negli storici locali di "Maple Leaf Bar" e di "Preservation Hall"

È infatti qui, sulle rive del Mississippi, che è nato questo genere musicale che ha in Duke Ellington, Miles Davis e in Louis Armstrong i suoi esponenti leggendari.

 

Le origini di questo genere musicale sono legate agli schiavi neri, che giunsero in America per lavorare nelle piantagioni: per superare le fatiche e le angherie, cantavano e queste work songs furono la base di un nuovo genere musicale che conquisterà con i suoi ritmi tutto il mondo.

Il jazz nasce a New Orleans

Il Jazz è nato tra l'800 e il '900: il termine deriva dal francese jaser che significa letteralmente baccano, far rumore. Questo genere musicale è un mix tra work songs, gospel a carattere religioso e il blues con le sue note malinconiche: si caratterizza per i suoi ritmi, l'improvvisazione che segue istinto e sentimento, i virtuosismi del solista, l'uso di strumenti a fiato e gli scat, ovvero sillabe senza senso che però imitano i suoni degli strumenti musicali.

 

La culla del jazz è New Orleans, città natale di Louis Armstrong dove fu pubblicato nel 1917 il primo disco della Original Dixieland Jazz Band.

 

Intorno agli anni 20 molti musicisti si spostarono nel nord degli U.S.A., in particolare a Chicago dove nacque una scuola dalla quale uscirono musicisti come Beiderbecke e Trumbauer.

 

Si narra che questa migrazione sia legata alla chiusura del quartiere a luci rosse Storyville, nei cui locali venivano suonate le prime note jazz e motivo per il quale all'inizio questa musica non aveva una reputazione eccellente.

L'evoluzione del jazz

Con la Grande Depressione del 1929, il jazz si evolve in swing, in un ritmo più veloce e ballabile, animando soprattutto quei locali che vendevano in nero alcolici durante il proibizionismo. Il ritmo si fa sempre più frenetico, irregolare e addirittura meno orecchiabile con il BeBop, nome che rimanda a ritornelli ripetuti continuamente: viene suonato da giovani jazzisti soprattutto nei locali di Harlem a New York e tra questi non si può non citare Charlie Parker e "Dizzy" Gillespie.

 

Tra gli anni 40 e 70 nascono il Cool Jazz, più melodico e rilassato, l'Hard Bop indirizzato a un pubblico di nicchia e il Soul Jazz, le cui note si riavvicinano molto al blues.

 

La rottura con gli schemi tradizionali si ha durante i tempi di rivolte sociali con a capo Martin Luther King e Malcom X: è in questi tempi che nasce il free jazz, fatto da improvvisazioni collettive a carattere politico.