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Pandemic fatigue, cos'è e come affrontarla

Donna stressata con mascherina nera- Credit: iStock

COSTUME E SOCIETÀ30 novembre 2020

Pandemic fatigue, cos'è e come affrontarla

di Melissa Viri

L'epidemia da Covid-19 ha messo a dura prova la salute e l'economia mondiale

Un aspetto spesso trascurato però riguarda l'impatto del virus sulla salute mentale dei cittadini. La pandemic fatigue è una nuova sindrome che mette a dura prova non solo il benessere del singolo ma anche la salute pubblica.

Cos'è la pandemic fatigue?

Secondo Hans Kluge, direttore della sezione europea dell'OMS, il 60% della popolazione mondiale soffre di pandemic fatigue. Il protrarsi del lockdown, il bombardamento mediatico, le limitazioni alla libertà personale hanno generato questo nuovo disturbo che consiste in una progressiva demotivazione nei confronti delle misure preventive per il Covid-19.

 

Se in un primo momento ogni individuo si è sentito parte attiva della lotta al virus, l'arrivo della seconda ondata dopo la libertà estiva, ha creato una stanchezza insormontabile. L'organismo, messo a dura prova dallo stress, aumenta la produzione di due ormoni, il cortisolo e la melatonina. La combinazione tra i due genera una spossatezza continua, una mancanza di energia e di appesantimento fisico.

 

Indossare la mascherina, lavarsi le mani e rispettare il distanziamento sono le tre regole basilari per contrastare l'epidemia. Chi soffre di pandemic fatigue non riesce più a trovare un senso a queste limitazioni. La sensazione è quella di trovarsi di fronte a sacrifici immotivati e troppo pesanti da sopportare.

 

Il risultato è il non riuscire più a vedere oltre, a sperare. Queste sensazioni provocano a loro volta una progressiva assuefazione allo status quo, rendendo superfluo l'utilizzo di qualsiasi dispositivo di protezione. Non solo: maggiori sono le restrizioni, più grande è il desiderio di ribellarsi e di riconquistare l'autonomia perduta.

Le strategie per combattere la pandemic fatigue

Lo stress da pandemia deve essere combattuto in modo intelligente e pratico. La prima cosa da fare, a livello pubblico, è quello di contenere il contagio permettendo alle persone di continuare a vivere le propria vita, nei limiti del possibile. La chiave di volta è rendere tutti partecipi dell'importanza dell'impegno individuale nel raggiungimento del benessere collettivo.

 

Il desiderio di aiutare gli altri può rappresentare uno stimolo fortissimo che permette al singolo di fuggire dall'eccesso di stress e spossatezza. Da parte sua invece chi ne soffre deve poter trovare una sua dimensione e un equilibrio anche all'interno della pandemia, dedicando ampi spazi all'esercizio fisico e limitando il più possibile il flusso di notizie non filtrate e spesso non veritiere che arrivano dai social.