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Qual è stato il primo prodotto di bellezza?

Prodotti cosmetici e fiori- Credit: iStock

COSTUME E SOCIETÀ30 novembre 2020

Qual è stato il primo prodotto di bellezza?

di Melissa Viri

Osservando le pitture murali egizie, si può notare l'importanza del make-up in questa civiltà

Il profilo nero degli occhi, ben marcato, testimonia l'uso cosmetologico di pigmento scuro, che possedeva valore ritualistico. Le neomamme, infatti, pur di allontanare le negatività dai propri pargoli, solevano tingergli gli occhi. Negli adulti, l'uso del kohl, che era costituito da malachite, antimonio, galena e grassi, abbelliva i volti, intensificava lo sguardo e preservava la salute oculare. Nulla di strano, soprattutto se si considera che si tratta dell'antenato dei moderni eyeliner.

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Kajal, il trucco indiano più amato

Fratello dell'antico kohl è l'indiano kajal, pigmento che dona all'occhio un carattere seducente e tenebroso. Il kajal si presenta in paste dense e nere, sia lucide che opache, che vengono stese sulla rima palpebrale con l'ausilio di un bastoncino. L'applicazione è in genere scorrevole, ma il primo approccio è quasi sempre impreciso. Volendo ovviare a tale problematica, l'industria cosmetica ha creato diverse varianti "occidentalizzate", che si distinguono per la cremosità e si abbinano a pennelli sottilissimi. In alcuni casi, addirittura, si presentano sotto forma di semplici matite nere, dotate di piccole spugnette che facilitano l'ottenimento dell'iconica sbavatura.

Kohl, kollurion e surma, preparati antibatterici e cosmetici tossici

Ci sono varie ragioni per le quali gli egizi usavano il kohl, una di queste è il potenziale antibatterico. La zona perioculare veniva infatti schermata proprio dall'impasto, che proteggeva le palpebre da patogeni e raggi solari. Tale efficacia fu molto apprezzata da greci e romani, che crearono unguenti simili e li chiamarono "kollurion" (da cui deriva "collirio"). Anche la società pakistana ha beneficiato del kohl, conosciuto come "surma", tuttavia si tratta di un prodotto che in passato conteneva solfuro di piombo, sostanza notoriamente tossica.

Gli albori dello smokey-eye

Gli attuali kajal in commercio, sono prodotti sicuri, studiati per minimizzare i tempi dedicati alla beauty routine. Basta infatti un semplice tocco ed un aspetto casual diventa intrigante, rock, gotico, sexy e profondo. Si tratta di preparati che possono mimare lo smokey-eye, senza richiedere tuttavia l'intervento di truccatori esperti e palette da capogiro. Le paste morbide, donano l'ambita sbavatura ma, dopo qualche ora dall'applicazione, tendono a depositarsi sulle pieghe della pelle. Le versioni più compatte, invece, incorniciano perfettamente l'occhio e ne delineano le sinuosità, assicurando sfumature leggere.