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Quali sono gli articoli della Costituzione che sanciscono la parità di genere

Ragazza al pc- Credit: iStock

GENDER GAP19 dicembre 2021

Quali sono gli articoli della Costituzione che sanciscono la parità di genere

di Daniela Melis

Vediamo quali sono gli articoli della Costituzione sulla parità di genere.

La parità di genere e le discussioni che si fanno sempre più rumorose attorno ad essa non è un capriccio dei giorni moderni. È un’esigenza e deve essere anche una priorità di una società umana, ancora di più se si tratta di una società evoluta.

Tanto è vero che già nel 1947 la nostra Assemblea Costituente, che ha redatto la Costituzione della Repubblica Italiana, inseriva al suo interno degli articoli che sanciscono la parità di genere.

E non essendoci alcuna legge superiore alla Costituzione nell’ordinamento giuridico italiano, risulta chiaro quanto questi articoli siano fondamentali. Soprattutto oggi che c’è sempre più consapevolezza sul gender gap.

La Costituzione

La Costituzione della Repubblica Italiana è entrata in vigore il 1° gennaio del 1948. Da allora non smette di essere la legge fondamentale dello Stato Italiano. Non solo perché così è previsto dalla gerarchia delle fonti del diritto, ma anche per il suo essere giusta, compromissoria, laica e rispettosa dei diritti di ognuno. Oltre che avanzata per i suoi tempi.

Si compone di 139 articoli e di 18 disposizioni transitorie e finali. La Costituzione raccoglie in sé una grande lezione. Nasce infatti dopo l’era fascista, dopo la Seconda Guerra Mondiale. E al suo interno sono contenute quindi disposizioni che guidano verso un non ritorno all’era fascista, ai suoi tratti autoritari e ai suoi scarsi diritti verso le persone.

Art. 3: tutti i cittadini sono uguali

Il primo degli articoli della Costituzione che sanciscono la parità di genere è il famoso articolo 3 della Costituzione italiana. Si tratta di una norma fondamentale, inserita all’interno dei principi generali della Costituzione.

Esso, infatti, specifica che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali”.

Anche se non fa riferimento diretto al gender gap, la norma pone un principio fondamentale, ossia l’uguaglianza di tutti i cittadini. Il riferimento è in primo luogo al “sesso”. Obiettivo della Costituzione era, tra gli altri, che sparisse ogni disparità tra uomo e donna.

Art. 29: il matrimonio

L’articolo 29 della Costituzione disciplina il matrimonio. Recita così: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è fondato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”.

La Costituzione non specifica la natura della coppia. Solo una mala interpretazione intende quel naturale in modo discriminatorio.

Ad ogni modo la norma in qualche modo sancisce la parità di genere individuando l’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi in riferimento, nel caso che a noi interessa, a una coppia eterosessuale. Nel matrimonio etero non deve esserci subalternità tra uomo e donna.

Art. 37: il lavoro

Un altro articolo della Costituzione che sancisce la parità di genere è il 37: “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”. La norma prosegue specificando che alla madre va garantita la protezione relativa alla maternità.

L’art. 37 risulta essere significativo in relazione al salario, che, ad oggi, continua a essere uno dei fattori che più influisce sul gender gap.

Nonostante la Costituente avesse cercato di colmare un divario, a quel tempo molto profondo, tra uomo e donna da un punto di vista lavorativo, la società pochi passi ha fatto relativamente all’uguale retribuzione tra uomo e donna per medesime mansioni.

Art. 51: la politica

La nostra Costituzione anticipò i tempi. Nel momento in cui veniva redatta alla donna non era consentito molto spazio in vari campi della vita sociale. Oltre al lavoro, tra questi c’è la politica.

Motivo per cui l’articolo 51 della Costituzione sancisce la parità di genere normando quanto segue: “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza. A tal fine con appositi provvedimenti la Repubblica promuove la parità tra donne e uomini”.

Un articolo fondamentale che non lascia spazio a interpretazioni: non c’è differenza tra donne e uomini. La differenza e quindi la disparità, infatti, nasce solo nel momento in cui le prime vengono trattare in maniera differente e soccombente rispetto ai secondi.