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Quanto e quando è importante il voto di laurea

Un gruppo di studenti che lanciano il cappello dopo la laurea- Credit: iStock

COSTUME E SOCIETÀ06 novembre 2020

Quanto e quando è importante il voto di laurea

di Melissa Viri

Si tratta di una delle domande che gli studenti universitari si pongono durante il percorso di studi

Quanto sarà importante il voto di laurea per entrare nel mondo del lavoro? Il punteggio ottenuto farà la differenza solo all'inizio o condizionerà la mia carriere anche a lungo termine? Non è facile rispondere, ma nel nostro articolo forniremo alcune chiavi di lettura, utili per capire quando e quanto sia importante il voto di laurea.

Quanto è importante il voto di laurea?

Inutile nasconderlo: il voto di laurea rappresenta un biglietto da visita importante e quindi, almeno nella prima fase del processo di selezione, per un responsabile del personale può fare la differenza tra un candidato e l'altro.

 

Oggi le aziende sono molto esigenti e l'offerta di neolaureati è alta, quindi è normale dare la precedenza ai soggetti con un curriculum che, almeno ad una prima analisi, risulti più interessante di altri.

In quale fase del percorso lavorativo è più importante il voto di laurea?

Per ottenere i primi colloqui di lavoro, pertanto, il voto di laurea mantiene grande importanza. In questa fase le aziende non hanno altri elementi su cui basare la convocazione: non si può valutare l'esperienza "sul campo" di un neolaureato, nè il suo percorso professionale all'interno di altre realtà lavorative che possa portare un valore aggiunto.

 

Pertanto come primo criterio oggettivo si valuta il biglietto da visita del candidato, di cui il voto di laurea rappresenta una parte fondamentale, insieme ad età, conoscenza di una o più lingue straniere ed eventuali esperienze lavorative pregresse. Questa è la fase in cui il voto di laurea conta di più.

Il mix di caratteristiche che le aziende ricercano

Un buon voto di laurea quindi, è sempre molto apprezzato dalle aziende che tuttavia, a seconda del settore di appartenenza, lo valutano insieme ad altre competenze tecniche e personali prima di selezionare il candidato ideale. Un'azienda che opera in ambito internazionale, per esempio, attribuirà grande valore alla conoscenza delle lingue straniere e potrebbe preferire un neolaureato con un voto più basso ma con competenze linguistiche elevate. Anche l'età anagrafica ha la sua importanza: molte società oggi preferiscono scegliere un laureato ventitreenne che ha ottenuto una votazione di 102, piuttosto che un un ventisettenne da 110 e lode.

 

Il nostro consiglio è cercare di costruirvi fin dall'inizio una carriera universitaria che possa offrire ad un datore di lavoro il migliore mix attualmente richiesto: un buon voto di laurea, un'età inferiore ai 25 anni, ottime competenze linguistiche, se possibile rafforzate da una esperienza all'estero.