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Sicurezza sul lavoro, il 28 aprile la giornata mondiale

Due lavoratori su un cantiere- Credit: Pexels

COSTUME E SOCIETÀ27 aprile 2022

Sicurezza sul lavoro, il 28 aprile la giornata mondiale

di Melissa Viri

Un'operazione che vuole far riflettere le persone su un argomento importantissimo e per richiamare l’attenzione verso le numerose morti sul lavoro.

Il 28 aprile si celebra a livello mondiale la "Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro", voluta dall’ILO con lo scopo di promuovere la prevenzione degli infortuni ed anche quella contro le malattie professionali, cioè legate alle condizioni od agli ambienti in cui si opera.

Una ricorrenza annuale

Questa giornata fu istituita nel 2003 dall’ILO, Organizzazione Internazionale del Lavoro, e da quell’anno viene celebrata sempre il 28 aprile.

Lo scopo, visti i numerosi interventi legislativi che sono stati effettuati in tutti gli stati del mondo nella seconda metà del secolo scorso, è quello di non abbassare la guardia e promuovere ancora di più la cultura della sicurezza tra i cittadini.

Un ruolo fondamentale in questo contesto è anche quello della contrattazione collettiva che, insieme alla giurisprudenza e alle leggi hanno contribuito al miglioramento delle condizioni di lavoro e di sicurezza, facendo particolare attenzione sia allo sviluppo tecnologico che è avvenuto nei vari settori che ai cambiamenti che ci sono stati sia del punto di vista sociale che da quello economico.

Nel mondo del lavoro un punto importante è stato rappresentato da quella che è conosciuta da tutti come "Legge Biagi", il decreto legislativo n. 276/2003, che ha introdotto, a favore sia dei cosiddetti lavoratori a progetto che di quelli parasubordinati, un sistema che ne tutela la sicurezza.

Un altro documento importante è il decreto legislativo n.81/2008, che è uno dei fondamenti nel settore della sicurezza sui luoghi di lavoro e tutela della salute dei lavoratori.

La situazione più recente

Analizzando la situazione più recente, grazie ai dati che sono stati resi noti dall’Inail, si evidenzia che nel 2020 i dati registrati relativi agli infortuni sul lavoro, hanno risentito molto degli effetti della pandemia, con circa ¼ delle denunce e 1/3 delle morti sul lavoro, sono dovute al covid che viene catalogato tra gli infortuni sul lavoro, se l’infezione è stata procurata sul luogo di lavoro.

A causa della diminuzione delle ore lavorate le denunce di infortunio che sono state effettuate nei primi 9 mesi del 2020, sono calate del 21,6%, mentre alla riapertura quasi totale avvenuta negli ultimi 3 mesi dello stesso anno, ha fatto seguito un aumento delle denunce di infortunio di circa il 9,1%, parametrato sugli stessi dati del 2019.

Guardando alle varie professioni, le categorie che sono state maggiormente coinvolte dai contagi del covid sono state, con il 41,3% quella dei "tecnici della salute", con 3 casi su quattro di tecnici donna e con l’84% che hanno riguardato gli infermieri.

A seguire, con il 21,5% gli operatori socio sanitari, ed anche in questo caso la grande maggioranza, l’81,5 % è rappresentato da donne, i medici con l’11%.