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5 consigli per usufruire del food delivery in modo sostenibile Hamburger pronti per il delivery - Credit: iStock
GREEN 23 ottobre 2021

5 consigli per usufruire del food delivery in modo sostenibile

di Maura Corrado

Dalle app anti-spreco ad una corretta raccolta differenziata: bastano pochi accorgimenti per ridurre l’impatto ambientale.

Il food delivery – cioè la consegna a domicilio di piatti come sushi, pizza e hamburger – continua a crescere in Italia, anche nel 2021.

 

 

Il food delivery in Italia nel 2021

Lo confermano i dati relativi alla prima parte dell’anno, raccolti dall’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano e resi noti, nelle scorse settimane, in occasione del convegno “Food&Grocery: la pandemia rallenta, l’eCommerce cresce!”.

 

Il food delivery, superate le difficoltà di inizio 2020, causate dalla chiusura dei ristoranti durante il primo lockdown, continua a crescere con un ritmo sostenuto (+56%) e un giro d’affari che supera gli 1,4 miliardi di euro.

Il crescente sviluppo di questo settore è legato all’ampliamento dell’offerta, sia per l’aumento dei ristoranti che attivano (in modo diretto o intermediato) l’e-commerce, sia per la maggiore copertura territoriale del servizio, che ora raggiunge anche i comuni più piccoli.

 

Se, da un lato, ricevere direttamente a casa i piatti del nostro ristorante preferito rappresenta indubbiamente una comodità, dall’altro ciò potrebbe tradursi in spreco di cibo, produzione di rifiuti ed emissioni nocive legate alle consegne. Ecco, dunque, alcuni accorgimenti da adottare per alleggerire l’impatto ambientale.

 

>>> Approfondisci il tema del food delivery sostenibile sul magazine Le Macchine Volanti

 

  1. Attenzione ai dettagli

Gli oggetti monouso sono tra i responsabili dell’eccessiva produzione di rifiuti e - anche se è iniziata la transizione verso materiali più semplici da smaltire – spesso non sono riciclabili. Il primo consiglio, per contribuire a un food delivery più sostenibile, è dunque di prestare attenzione a tutti gli oggetti che faranno parte del nostro ordine.

 

Prima di completare ogni ordine, dunque, dovremmo sempre chiederci: ci servono davvero le posate usa-e-getta? E le bustine con i condimenti? Se la risposta è no, controlliamo di averlo indicato (con una spunta o, al contrario, lasciando vuota la casella) sulla piattaforma per il delivery. In molti casi, infatti, possiamo tranquillamente utilizzare le posate e i condimenti (olio, aceto, ecc.) che abbiamo già in casa.

 

Stesso discorso per l’acqua: quella del rubinetto è molto più sicura di quanto si pensi. È proprio necessario, dunque, ordinare l’acqua in bottiglia monouso?

 

 

  1. Mobilità

Come già accennato, una delle criticità del food delivery, in termini di sostenibilità ambientale, è rappresentata dalle emissioni inquinanti generate durante il trasporto.

 

Il secondo consiglio, dunque, è prediligere quei locali che per le consegne utilizzano mezzi a basso impatto ambientale come biciclette, monopattini, scooter elettrici o auto elettriche. In alternativa, si può scegliere di ordinare presso un locale più vicino alla propria abitazione, in modo da ridurre sia il tempo di percorrenza che le emissioni nocive.

 

Non tutti sanno, poi, che le principali piattaforme per il food delivery (Deliveroo, JustEat, ecc.) da qualche mese offrono anche il servizio pickup, cioè l’asporto. Dunque, si può ordinare per l’orario più comodo e poi recarsi sul posto (meglio se a piedi) per ritirare le pietanze.

 

 

  1. La raccolta differenziata

Impegnarsi a differenziare correttamente posate, imballaggi, sacchetti ed eventuali avanzi di cibo è un ulteriore passo in avanti verso un food delivery più sostenibile. Il cartone della pizza, ad esempio, se è pulito va nel cartone. Se è molto sporco di cibo, invece, deve essere gettato nell’umido o nell’indifferenziato (dipende dal Comune di residenza). I contenitori in polistirolo per gli hamburger vanno nella plastica, se poco sporchi, o nell’indifferenziato, se molto unti.

 

Le vaschette di alluminio, utilizzate soprattutto per il cibo orientale, vanno nella plastica, se poco sporche, o nell’indifferenziato, se sono presenti residui di cibo difficili da eliminare. Le vaschette in polistirolo per il gelato devono essere buttate nella plastica. Le vaschette in pet per il sushi, infine, vanno nella plastica, se pulite, o nell’indifferenziato, se molto sporche.

 

Per eliminare i residui e smaltire correttamente le vaschette, sia in plastica che in alluminio, il più delle volte è sufficiente sciacquarle con un po’ d’acqua.

 

 

  1. Le piattaforme “alternative”

Tutte le piattaforme stanno adottando delle misure – come sostituire gli imballaggi in plastica o polistirolo con packaging del tutto compostabili – per rendere più sostenibile il proprio servizio di delivery. Tuttavia alcune, tra quelle più recenti, si caratterizzano per avere la sostenibilità (in senso ampio) come parte del Dna aziendale.

 

È il caso, ad esempio, di Giusta, che applica ai ristoratori una commissione tra le più basse del mercato, il 15%. I rider sono tutti regolarmente assunti e l’app adotta un sistema intelligente per ottimizzare la consegna, con l'utilizzo on demand di scooter elettrici. Blok – Mercato Online è la prima startup, in Italia, che offre un servizio di spesa con consegna garantita entro dieci minuti dall’ordine. Il servizio si basa su una rete di magazzini di quartiere, con una squadra di rider e magazzinieri regolarmente assunti e una flotta di bici elettriche di proprietà per le consegne.

 

Il food delivery di Alfonsino, infine, è pensato soprattutto per le piccole città, spesso “trascurate” dai giganti del settore. Anche in questo caso i rider sono regolarmente assunti. L’azienda, infine, ha adottato 60mila api e offre la possibilità di adottare un alveare anche agli utenti dell’app, offrendo uno sconto del 10%.

 

 

  1. Le app antispreco

Oltre alle piattaforme per il food delivery, ci sono app con un obiettivo di sostenibilità ancora più specifico. È il caso, ad esempio, di Too good to go. Anche se non offre ancora il servizio di delivery ma solo quello di pickup (cioè il ritiro presso il locale), il funzionamento di Too good to go è piuttosto semplice.

 

Ristoranti, supermercati, pasticcerie e hotel mettono in vendita le Magic Box, “scatole magiche” che contengono al loro interno una selezione a sorpresa di piatti freschi rimasti invenduti a fine giornata, che non possono essere rimessi in vendita il giorno successivo. Gli utenti possono acquistarli a prezzi molto convenienti, contribuendo sia alla lotta agli sprechi che alla tutela dell’ambiente (ogni Magic Box, infatti, consente di evitare l’emissione di 2 kg di anidride carbonica).

 

È sufficiente geolocalizzarsi, ordinare la Magic Box, pagarla tramite app e ritirarla nella fascia oraria indicata per scoprire cosa c’è dentro.

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