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A che cosa serve l’IoT e quali sono i principali campi di applicazione Smart house concept - Credit: iStock
GREEN 7 maggio 2021

A che cosa serve l’IoT e quali sono i principali campi di applicazione

di Maura Corrado

Oggetti sempre connessi in grado di migliorare la qualità della vita del singolo e della comunità

Ecco dati ed esempi concreti di Internet of Things (IoT). Case, oggetti, città, persone… Con l’avvento di Internet tutto diventa smart, grazie all’Internet of Things (IoT o “internet delle cose”).

Cosa si intende esattamente con questa espressione?

> > > Scopri di più sull'Internet Of Things su Macchine Volanti!

Come funziona l’Internet of Things

L’internet delle cose è quell’insieme di tecnologie che consente agli oggetti (orologi, elettrodomestici, ecc.) di “dialogare” con altri oggetti e di interagire con gli esseri umani. Il funzionamento dell’IoT è più semplice da comprendere attraverso esempi concreti. L’Internet of Things è il frigorifero che ordina il latte quando si accorge che è finito. Oppure sei tu che programmi l’accensione del riscaldamento a casa, mentre sei ancora in ufficio, semplicemente attraverso una app. L’IoT, in sintesi, è una grande rete che consente di unire il mondo reale e il mondo virtuale. 

Nascita ed evoluzione dell’IoT

L’idea alla base dell’IoT ha trovato la sua prima concreta applicazione nel 1982, quando alcuni ricercatori della Carnegie Mellon University applicarono ed integrarono dei sensori e una connessione in rete a un distributore di bibite. Nel 1994, in un articolo pubblicato da Reza Raji sulla rivista tecnica dell’Institute of Electrical and Electronics Engineers, si parlò per la prima volta della possibilità di integrare in rete oggetti, controllare a distanza elettrodomestici, impianti industriali e utilizzare sistemi di monitoraggio dei consumi attraverso apparecchi e infrastrutture.

 

L’IoT consente dunque di collegare a Internet qualunque tipo di oggetto, sfruttando principalmente l’evoluzione della tecnologia RFID (radio-frequency identification) e di altre applicazioni (come i QR code). Queste tecnologie consentono di attribuire una “identità elettronica” agli oggetti del mondo che ci circonda e agevolano la loro gestione da parte dei computer. L’obiettivo più ampio è trasferire informazioni (che messe insieme danno vita ai cosiddetti big data) per partecipare alla creazione di processi digitalizzati e intelligenti. Processi che conducono a decisioni concrete in grado di migliorare la qualità della vita del singolo e della comunità.

L’internet delle cose oggi

L’IoT trova applicazione in un numero crescente di settori: domotica, automotive e trasporto pubblico, fitness e wellness, sanità, agricoltura, pubblica sicurezza, pagamenti digitali, ecc. Tornando all’esempio del frigorifero che ordina il latte, s’intende per domotica l’insieme di sistemi e dispositivi che consentono di migliorare il comfort e l’efficienza della casa attraverso funzionalità “intelligenti” integrate e cablate nell’impianto elettrico. Gli impianti e i dispositivi connessi (climatizzatore, riscaldamento, irrigazione del giardino, ecc.) sono gestibili attraverso una o più app e/o da un unico display touch screen. La presenza di sensori e la connessione h24 consentono numerosi vantaggi.

 

Ad esempio, i termostati intelligenti sono in grado di memorizzare orari, abitudini ed esigenze di chi vive in casa, scegliendo in autonomia la temperatura adatta per ogni momento della giornata. Un meccanismo che può far risparmiare fino al 20% nei consumi di energia elettrica, oltre al piacere di farci trovare la casa calda o fresca quando serve.

Automotive e sanità

L’automotive, al momento, è il settore con gli sviluppi più interessanti e sorprendenti di questo insieme di tecnologie: dal veicolo elettrico che può essere gestito, per ora solo in parte, attraverso lo smartphone, alle automobili a guida autonoma o addirittura volanti, che dovrebbero trovare larga diffusione già a partire dalla fine di questo decennio. Non è da meno il settore sanitario. Basti pensare ai robot chirurgo e alle ambulanze connesse alla rete 5G, quindi sempre in collegamento con il centro di gestione delle emergenze e con i medici dell’ospedale: in alcune strutture italiane sono già una realtà. 

Fitness tracker e smart speaker

Per sperimentare in prima persona l’IoT, comunque, non è necessario avere una casa all’avanguardia o volare alto con la fantasia. È sufficiente avere al polso un fitness tracker da poche decine di euro: si tratta di quegli orologi o braccialetti smart che indicano quante calorie bruci ogni giorno, quanti passi hai percorso, quante ore hai dormito, ecc. Per non parlare del boom degli smart speaker (come Amazon Echo e Google Nest), gli assistenti vocali a cui possiamo impartire un numero crescente di comandi: fornire informazioni sul meteo, riprodurre brani musicali, preparare la lista della spesa, ecc.

Le vendite di oggetti IoT in Italia

In base ai dati forniti dall’Osservatorio Internet of Things, tra il 2020 e il 2021 il mercato italiano ha retto l’onda d’urto della pandemia, segnando solo una flessione del 3% rispetto agli anni precedenti. Il dato è in linea con l’andamento registrato in altri Paesi occidentali (che oscilla fra il -5% e il +8%). Il valore di mercato complessivamente generato è pari a sei miliardi di euro. Sono 93 milioni le connessioni IoT attive oggi in Italia, di cui 34 milioni di connessioni cellulari (+10%) e 59 abilitate da altre tecnologie (+15%). Tra queste, emergono le reti Low Power Wide Area (LPWA), che raggiungono per la prima volta un milione di connessioni (+100%).

Contatori smart per gas ed elettricità

Il primo segmento di mercato è costituito da due dispositivi fondamentali in ambito domestico: i contatori intelligenti per gas ed elettricità, oggi chiamati smart meter. Seguono le smart car, con 17,3 milioni di veicoli connessi (il 45% del parco circolante in Italia) e gli impianti per smart building, legati soprattutto alla videosorveglianza e alla gestione dei consumi di energia all’interno degli edifici. Il settore con la crescita più significativa è l’agricoltura (140 milioni di euro, +17%), trainata da soluzioni per il monitoraggio e la gestione di mezzi e attrezzature agricole, macchinari connessi e robot per le attività in campo.

 

Cresce anche la logistica (610 milioni di euro, +4%), con soluzioni IoT impiegate nella gestione delle flotte aziendali, antifurti satellitari e quasi due milioni di mezzi per il trasporto merci connessi tramite Sim. In positivo, infine, anche gli investimenti IoT per le smart cities (560 milioni di euro, +8%), con un aumento dei progetti avviati da Comuni e Regioni e i primi esempi di successo nelle collaborazioni tra pubblico e privato.

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