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Acqua frizzante a rischio? Ecco perché

Versare acqua gassata in una bottiglia- Credit: iStock

AMBIENTE17 agosto 2022

Acqua frizzante a rischio? Ecco perché

di Melissa Viri

La causa è dovuta alla carenza di anidride carbonica.

Gli italiani sono tra i primi consumatori al mondo di acqua frizzante ma ora potrebbero avere dei problemi in quanto sta diventando una "merce rara". Il motivo è da ricercare, come ha evidenziato il presidente dell’azienda produttrice Sant’Anna, nella mancanza dell’anidride carbonica, essenziale per la preparazione dell’acqua frizzante.

 

 

L’anidride carbonica è quasi introvabile

Il problema della mancanza di Co2 da utilizzare per fini alimentari non è una novità, e si era già manifestato in maniera abbastanza preoccupante alla fine dello scorso anno, specialmente per quanto riguarda le forniture provenienti dal Regno Unito ma ora la situazione si è ulteriormente aggravata tanto da costringere un’azienda come la Sant’Anna a fermare le linee di produzione,

 

 

L'allarme

L’allarme per questa situazione è stato lanciato da Alberto Bertone che ha ribadito come la Co2 sia diventata rarissima. I produttori asseriscono che la sua produzione è divenuta non conveniente e quindi c’è stato lo stop agli impianti. Una piccola fornitura è in arrivo dall’Olanda, ma secondo il presidente di Sant’Anna servirà soltanto a tamponare per qualche giorno le difficoltà. Questa tegola arriva proprio in un momento nel quale si devono fare i conti con la siccità che sta imperversando non soltanto in Italia ma in tutti i paesi europei e quindi le aziende come Sant’Anna sono costrette a cercare altre sorgenti per continuare a fornire i loro prodotti alla grande distribuzione.

 

 

La situazione nei supermercati

I supermercati e la grande distribuzione dal canto loro non intendono riconoscere gli aumenti di costi ai quali sono soggetti le aziende di imbottigliamento, che vanno dall’aumento dell’energia elettrica a quello delle materie prime, come appunto l’anidride carbonica, aumenti che sono arrivati ad essere tra il 130% ed il 150% rispetto ai prezzi dello scorso anno. Inoltre le aziende della grande distribuzione sono arrabbiante in quanto il ciclo produttivo di Sant’Anna e di altre aziende del settore, non riesce a soddisfare le richieste specialmente di acqua frizzante ma anche di bibite gasate, che nel periodo estivo vedono un forte aumento dei consumi da parte di italiani e stranieri.

 

 

Settore dolciario

Lo stesso problema della mancanza di Co2 riguarda anche un altro ramo di produzione, quello del settore dolciario, che si va ad aggiungere a quelli ormai noti della carenza di personale e dei rincari che sono in corso per quanto riguarda le materie prime. Alberto Bertone ha paragonato questa situazione difficile a quella del dopoguerra quando le criticità degli approvvigionamenti erano all’ordine del giorno in tutti i settori.