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Acqua minerale e consumo responsabile: una piccola guida Persona che versa dell'acqua minerale in un bicchiere - Credit: iStock
GREEN 15 luglio 2021

Acqua minerale e consumo responsabile: una piccola guida

di Maura Corrado

Gli italiani sono i maggiori consumatori al mondo di acqua minerale in bottiglia, con 200 litri pro-capite consumati in un anno, contro una media europea di 118 litri.

L’Italia è inoltre il secondo Paese dell’Unione Europea per consumo di acqua potabile, con 153 metri cubi annui pro-capite, due volte in più della media europea.

 

Ci supera solo la Grecia, con 179 metri cubi annui pro-capite. È quanto emerge dal libro bianco “Valore Acqua 2021”, realizzato da The European HouseAmbrosetti, presentato lo scorso 22 marzo in occasione della Giornata mondiale dell’acqua. Inoltre, l’acqua minerale rappresenta nel nostro Paese il 76,2% del consumo di tutte le bevande analcoliche, la percentuale più alta all’interno dell’Unione Europea, che invece riporta un valore medio pari al 45,8%. Il budget annuale di una famiglia di tre persone, per il consumo di acqua minerale, si aggira sui 130 euro.

Le conseguenze del consumo di acqua in bottiglie monouso

L’enorme consumo di acqua minerale, in bottiglie di plastica monouso, ha degli effetti non trascurabili sulla sostenibilità ambientale. In Italia, nel 2018, sono state consumate circa otto miliardi di bottiglie di plastica (di cui solo un terzo riciclabili), circa il 17% del totale europeo, la cui produzione ha generato oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2 (l’anidride carbonica, lo ricordiamo, è tra i principali gas serra). Uno scenario giudicato sorprendente se si considera l’effettiva buona qualità dell’acqua di rete pubblica in Italia.

 

L’84,8% della risorsa idrica prelevata, infatti, proviene da falde sotterranee (+20 punti percentuali rispetto alla media europea), naturalmente protette, di qualità e che richiedono limitati processi di trattamento. Inoltre, nonostante un buon livello di soddisfazione verso il servizio idrico pubblico (87% delle famiglie italiane si dichiara soddisfatto della qualità del servizio), la fiducia dei cittadini nella qualità dell’acqua di rete resta bassa: solo il 29% delle famiglie italiane si fida a bere acqua del rubinetto. Il dato è rimasto invariato rispetto alla rilevazione effettuata nell’anno precedente.

Acqua minerale: i rischi di contaminazione

Anche l’acqua minerale in bottiglia, però, può subire contaminazioni o decadimenti di qualità dopo il processo di produzione e imbottigliamento. Durante il trasporto e lo stoccaggio, le confezioni di acqua possono essere soggette a periodi di esposizione, più o meno lunghi, a fonti di luce e/o di calore, che rappresentano il rischio principale. L’esposizione al calore delle bottiglie in polietilene tereftalato può infatti provocare il rilascio di sostanze come antimonio o bisfenolo A. Altre sostanze nocive che possono essere presenti nell’acqua imbottigliata sono formaldeide e acetaldeide, responsabili dell’odioso “sapore di plastica” che qualche volta avvertiamo bevendo, soprattutto in estate. Lo stesso acquirente, con le sue abitudini, può apportare delle modifiche alla qualità dell’acqua minerale in bottiglia. Gran parte dei consumatori, come rilevato da UniCoop Firenze, non riserva in casa degli spazi appositi per la conservazione dell’acqua. Spesso siamo noi, dunque, a lasciare per ore le bottiglie al sole, ignari dei rischi di contaminazione da microplastiche.

La produzione di plastica

Un altro elemento su cui riflettere è la produzione di rifiuti. Le bottiglie in Pet sono in buona parte progettate e commercializzate per essere utilizzate una volta sola. Riutilizzarle più volte, inoltre, non è consigliabile neanche dal punto di vista igienico, a causa del rischio di contaminazione microbiologica. Quindi, le bottiglie finiscono tra i rifiuti. La forte propensione degli italiani al consumo di acqua minerale in bottiglia è la causa principale che spinge il nostro Paese tra i primi posti in Europa in termini di produzione pro-capite di rifiuti in plastica. Con 35,1 Kg medi l’anno, il cittadino Italiano stacca di quasi 4 kg la media europea (31,3 kg /anno).

 

Di questi 35 kg totali, circa 5-6 Kg (il 14-16% del totale) sono generati dalle bottiglie di acqua minerale consumate durante l’anno. Delle 2,1 milioni di tonnellate di rifiuto di plastica complessivamente prodotto in Italia, circa 1,2 milioni di tonnellate attraversano un processo di raccolta differenziata. Della quota di plastica correttamente differenziata, però, circa la metà viene comunque destinata alla termo-valorizzazione, per via della bassa qualità del materiale potenzialmente ottenibile dal riciclo. La sezione plastica, tra tutte le sezioni di rifiuto domestico, è quella che ha la più bassa quota di riciclo effettivo

Fare acquisti consapevoli

In sintesi, ad oggi viene riciclato il Pet corrispondente solo a una bottiglia ogni quattro consumate. Le altre tre vengono incenerite, interrate o disperse nell’ambiente. Un dato che fa subito venire in mente le immagini di molte spiagge, sia nei Paesi sviluppati che in via di sviluppo, invase da bottiglie di plastica vuote. La situazione sta comunque cambiando, seppur lentamente. Sono sempre più numerosi, infatti, i marchi di acque minerali che imbottigliano il prodotto in confezioni realizzate con una minore percentuale di plastica o con plastica riciclata e/o con plastica riciclabile al 100%. Queste informazioni sono il più delle volte chiaramente leggibili sulle confezioni di acqua minerale. Un consumatore informato e consapevole può dunque scegliere di premiare, con i propri acquisti, le aziende più virtuose sotto il profilo della sostenibilità ambientale.

Attenzione al marketing

In base a un sondaggio condotto da Cittadinanza Attiva, è emerso che la principale motivazione legata al consumo di acqua minerale in bottiglia riguarda il gusto, oltre alla scarsa fiducia nella qualità dell’acqua di rubinetto. Un’ulteriore spinta nei consumi arriva poi dal marketing. Qualche volta, però, bisogna fare attenzione. È il caso, ad esempio, delle acque funzionali, cioè di quelle acque arricchite con sostanze come vitamine, sali minerali, collagene e acido ialuronico. Promettono effetti benefici su salute e bellezza e costano di più rispetto alla “normaleacqua in bottiglia. In molti casi, in realtà, ricorrere ad alimenti ricchi di sostanze funzionali o agli integratori rimane la scelta migliore, sia per ottenere risultati apprezzabili che per risparmiare soldi, nel lungo periodo.

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