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Allevamenti intensivi polli, conigli, maiali: inquinamento Allevamento intensivo di polli - Credit: iStock
GREEN 4 novembre 2020

Allevamenti intensivi polli, conigli, maiali: inquinamento

di Melissa Viri

Non si parla spesso del connubio tra allevamenti intensivi di animali e inquinamento ambientale

In un periodo nel quale si cerca di sensibilizzare gli abitanti della Terra verso approcci meno invasivi e inquinanti, il tema allevamenti intensivi dovrebbe avere una certa rilevanza.

Se in passato gli allevamenti producevano una piccola quantità di scarti, la quale veniva ulteriormente impiegata sotto forma di concime, oggi la situazione è decisamente cambiata.

Allevamenti intensivi di polli, conigli e maiali: una vera e propria industria

In passato gli allevamenti di animali collaboravano con l'agricoltura, purtroppo adesso non è più così. La situazione attuale vede vere e proprie industrie che sfruttano gli animali, ottimizzando la produzione di carni e derivati, e riducendo quanto più possibile le superfici, i farmaci e le attrezzature. La carne di maiale o di pollo che acquistiamo al supermercato deriva al 90% da allevamenti intensivi.

 

Gli animali destinati al macello non vivono all'aria aperta, come avveniva in passato, quando il pastore faceva pascolare il bestiame. Oggi tutti gli allevamenti di tipo intensivo sono ricchi di capannoni privi anche della luce solare diretta. Acquistando grandi quantità di carne contribuiamo anche noi a queste torture.

Alimentazione onnivora o vegetariana?

Per limitare l'incremento degli allevamenti intensivi, la maggior parte della popolazione mondiale dovrebbe iniziare una dieta di tipo vegetariano. Modificare il proprio stile di vita e le abitudini alimentari non sempre è facile, ma dovremmo tutti almeno ridurre gli sprechi alimentari, principalmente riguardo il consumo di carne e derivati. Un aspetto non sempre evidenziato del cattivo funzionamento degli allevamenti intensivi di animali riguardo lo smaltimento dei rifiuti.

 

Parlando di liquami, questi stanno gradualmente inquinando le falde acquifere di tutto il mondo per colpa della presenza eccessiva di metalli pesanti, antibiotici e ormoni assunti precedentemente dagli animali dell'allevamento. Alcuni dati tecnici analizzati negli ultimi anni hanno permesso di scoprire come un chilogrammo di carne destinata alla vendita per il successivo consumo da parte degli esseri umani, richiede in media oltre duemila litri di acqua. Oltre all'inquinamento delle falde, gli allevamenti intensivi sono diretti responsabili dell'emissione di gas nocivi che successivamente ritornano alla terra attraverso le piogge acide.

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