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Bici elettriche e codice della strada: cosa dice la legge italiana

Ragazza con una bici elettrica- Credit: iStock

GREEN24 maggio 2021

Bici elettriche e codice della strada: cosa dice la legge italiana

di Maura Corrado

Definizioni tecniche, norme quotidiane di comportamento e ;novità normative: ecco cosa c’è da sapere

Le bici elettriche sono sempre più diffuse in Italia. Tuttavia, prima di mettersi alla guida, è bene conoscere quali sono le regole da rispettare, per non correre il rischio di causare incidenti o incorrere in sanzioni.

L’articolo 50 del Codice della Strada

L’articolo 50 del Codice della Strada equipara innanzitutto la bicicletta a pedalata assistita alla bici tradizionale. L’articolo, infatti, recita: “I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo. Sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 kw, la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”.

E-bike o ciclomotore?

Se stai per acquistare una bici elettrica, dunque, evita di cadere in confusione. Rientra nella definizione di bici elettrica solo la bicicletta a pedalata assistita. Già la direttiva europea 2002/24 forniva la stessa definizione di e-bike - gli EPAC (Electric Pedal Assisted Cycle) o pedelec – oggi contenuta nel nostro Codice della Strada. Quindi non sono necessarie l’omologazione e la targa, secondo lo standard europeo EN 15194. Discorso diverso per le bici elettriche a funzionamento autonomo. Questa categoria di veicoli dispone infatti di un acceleratore che attiva il motore a prescindere dall’azione della pedalata e sviluppano una potenza superiore a 0,25 kW. Possono raggiungere una velocità massima di 45 km/h: sono quindi equiparabili ai veicoli a motore, cioè agli scooter.

 

Per questo il Codice della Strada le include nella categoria dei ciclomotori, per prevenire i rischi di incidenti. Per poter utilizzare le bici elettriche a funzionamento autonomo bisogna dunque munirsi di casco, targa, patentino, assicurazione RC moto, documenti, specchietto retrovisore e fari di posizione. In caso contrario, la circolazione è ammessa solo all’interno di strade private, parchi e giardini privati, fiere di settore, ecc.

Bici elettriche modificate

Modificare il limite dei 25 km/h nelle e-bike, per poter sfrecciare in strada a velocità superiore, è piuttosto semplice. In commercio sono anche disponibili degli apparecchi che facilitano l’operazione. Tuttavia, il fatto che sia semplice modificare il motore non significa che sia anche legale. Chi utilizza una bici elettrica modificata, senza dunque rispettare i limiti di potenza e velocità imposti dal Codice della Strada, rischia la confisca del veicolo. In caso di incidente, non ha diritto ad alcun risarcimento, ma è obbligato a risarcire di tasca propria chi è stato danneggiato.

 

Non solo. Chi utilizza una bici elettrica modificata è soggetto anche alle seguenti sanzioni pecuniarie:

  1. se si circola senza targa la sanzione è pari a 79 euro;

  2. se si viaggia senza certificato di immatricolazione e circolazione, la sanzione sale a 158 euro;

  3. la mancata copertura assicurativa viene punita con 868 euro;

  4. per la guida senza patente la sanzione è di 5.110 euro.

In tutti i casi sopra citati, inoltre, è previsto il fermo amministrativo per tre mesi.

Le strade ciclabili

Le norme di comportamento per la circolazione delle biciclette sono disciplinate da diversi articoli del Codice della Strada. Le bici elettriche possono circolare sulle piste ciclabili e, se non sono presenti piste ciclabili, sulla carreggiata stradale, ma non sui marciapiedi. A proposito di strade ciclabili, con la riforma del Codice della Strada sono state introdotte nuove tipologie di strade e corsie, in aggiunta alle tradizionali piste. L’art. 2, ad esempio, individua una nuova tipologia di strada: la Strada Urbana Ciclabile. Si tratta di “una strada urbana ad unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica verticale ed orizzontale, con priorità per i velocipedi”. Compete ai singoli Comuni, con un’apposita ordinanza, individuare dove introdurre questa innovazione e apporre la relativa segnaletica. L’articolo 3, invece, introduce e disciplina le corsie ciclabili e le corsie ciclabili con doppio senso ciclabile.

Le regole da seguire in città

Nella circolazione quotidiana, ecco come devono comportarsi i possessori di e-bike. È vietato pedalare contromano ed è assolutamente vietato usare lo smartphone mentre si è alla guida della bicicletta. Per attraversare la strada, se la bici può essere di intralcio o pericolo per i pedoni e per la circolazione in generale, bisogna scendere e trasportare il veicolo a mano, passando sulle strisce pedonali. Quando si pedala in compagnia, sia sulle piste ciclabili che sulla carreggiata stradale, è obbligatorio procedere in fila indiana. Solo i bambini con meno di dieci anni, se pedalano sulla loro bici, possono procedere affiancati (sempre sulla destra) dall’adulto che li accompagna. Non è obbligatorio l’uso del casco.

Obblighi e divieti

Se si circola di sera oppure fuori dai centri abitati, è obbligatorio usare il giubbotto catarifrangente e le luci di segnalazione sia sul davanti che sul retro della bici elettrica. Non è possibile farsi trainare, né portare rimorchi o carichi pericolosi per la stabilità del veicolo. Per trasportare i bambini, gli adulti devono dotarsi di seggiolini specifici per età e peso, da sistemare secondo istruzioni precise sul davanti o sul retro del posto conducente. Con le novità introdotte nei mesi scorsi dal Codice della Strada, è prevista una più stringente disciplina del sorpasso delle biciclette da parte dei veicoli a motore.

 

Questi ultimi, infatti, dovranno mantenere una distanza minima di sicurezza durante la manovra: un metro e mezzo. In corrispondenza dei semafori, infine, sono in arrivo le linee di arresto avanzate per i velocipedi, anche dette C.A., acronimo di “Casa Avanzata”. Si tratta di una linea di stop riservata alle biciclette. Questa soluzione, già attiva da anni all’estero, consente ai ciclisti di attendere il verde in una posizione più avanzata - quindi con una maggiore visibilità - rispetto agli altri veicoli (auto e moto). In questo modo i ciclisti potranno partire e svoltare per primi.