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Bioarchitettura: che cos’è e alcuni esempi in Italia

Bosco Verticale Milano- Credit: iStock

GREEN03 luglio 2021

Bioarchitettura: che cos’è e alcuni esempi in Italia

di Maura Corrado

;Nella bioarchitettura le esigenze abitative e lavorative dell’uomo vanno a braccetto con la tutela della natura.

La bioarchitettura è una disciplina che applica le nozioni relative alla salute dell'uomo e al rispetto dell'ambiente nello studio e nella realizzazione degli edifici, privilegiando l'utilizzo di materiali non inquinanti e di tecniche che consentano di ottenere un risparmio energetico a lungo termine.

 

 

Evoluzione del concetto di bioarchitettura

I primi studi relativi alla bioarchitettura risalgono agli anni ‘70, rappresentando fin da subito un approccio innovativo all’edilizia e all’urbanistica. In Italia il movimento legato alla bioarchitettura è nato nel 1987 a Bolzano. Il presupposto di questo approccio è un’attenta valutazione dell’impatto ambientale del modello edilizio. Un modello, fino a pochi decenni fa, aggressivo e con effetti dannosi nel tempo. Attraverso i principi della bioarchitettura è possibile ripensare gli edifici – sia nuovi che già esistenti - in modo funzionale, affinché le nostre attività abitative, lavorative e sociali non interferiscano negativamente con la natura ma, al contrario, possano svolgersi in armonia con essa.

 

 

I sei principi della bioarchitettura

Come viene realizzato un edificio, quando parliamo di bioarchitettura? Ecco i principi guida:

  1. Orientamento – Un assorbimento ottimale dei raggi solari da parte dell’edificio è fondamentale per evitare inutili dispendi di energia legati alla climatizzazione. Il giusto orientamento delle strutture favorisce anche l’ingresso della luce naturale all’interno dell’abitazione, rendendo gli interni più luminosi, con una conseguente minore necessità d’illuminazione artificiale.

  2. Ventilazione, raffrescamento e deumidificazione – I sistemi di ventilazione passiva (ad esempio i tetti ventilati in legno) contribuiscono a mantenere gli ambienti più salubri, termicamente regolati e asciutti, anche durante le estati più torride.

  3. Isolamento termico – La riscoperta dei materiali naturali e delle tecniche tradizionali dà il proprio contributo a un efficace isolamento termico degli edifici.

  4. Protezione e recupero delle precipitazioni – In un clima sempre più tropicale, a causa dei cambiamenti climatici, le precipitazioni torrenziali diventano un elemento non più occasionale. I sistemi di protezione degli edifici da queste condizioni meteorologiche e il riuso delle acque piovane sono due principi che fanno parte della buona architettura, prima ancora che della bioarchitettura.

  5. Abbattimento delle dispersioni termiche – Finestre, porte, tetti e pavimenti sono i principali nemici della termoregolazione degli edifici. Ecco perché la bioedilizia si concentra su questi “punti deboli” dell’involucro per minimizzare le dispersioni termiche.

  6. Captazione solare – Il sole è uno dei migliori alleati della bioedilizia. L’illuminazione non è il suo unico contributo all’edilizia sostenibile. Le serre bioclimatiche, ad esempio, sono strutture captanti che raccolgono e diffondono il suo calore.

Le ristrutturazioni sostenibili

In Italia sono presenti diversi esempi di edifici costruiti adottando i principi della bioarchitettura: dall’impiego di materiali e tecniche a km zero all’utilizzo delle fonti rinnovabili (soprattutto pannelli fotovoltaici) per l’autoproduzione dell’energia elettrica. Va detto, però, che grazie agli interventi di “ristrutturazione sostenibile” coperti dagli incentivi fiscali (superbonus 110%, ecobonus, ecc.), molti edifici costruiti in maniera tradizionale, anche se esteticamente anonimi, sono diventati – o diventeranno – sempre più sostenibili. Basti pensare alla posa di pannelli solari, alla realizzazione del cappotto termico, alla sostituzione degli infissi o all’installazione di impianti di climatizzazione a basso consumo energetico.

 

 

Bioarchitettura in Italia: Milano

Molti tra gli esempi più imponenti di bioarchitettura si trovano nella città di Milano. A partire dal Bosco Verticale: due grattacieli sui quali hanno trovato posto oltre 800 alberi che regolano il microclima: tengono a bada l’umidità, producono ossigeno, limitano la presenza di anidride carbonica. A pochi anni dalla sua costruzione, il Bosco Verticale ha dato vita a un habitat colonizzato da numerose specie di animali, tra cui circa 1.600 esemplari di uccelli e farfalle.

Spicca, poi, il nuovo campus dell’Università Bocconi. Il campus è stato progettato secondo criteri di biocompatibilità ed eco-sostenibilità, primo nel suo genere in Italia. Si tratta di una struttura orientata alla sicurezza, ad uno sfruttamento ottimale della luce solare, alla riduzione dell’inquinamento acustico e alla riduzione dei rifiuti prodotti. Gli elevati standard ambientali del nuovo campus Bocconi sono stati ottenuti attraverso: l’impiego di materiali edili di ultima generazione al fine di garantire elevate prestazioni energetiche; lo sviluppo di un sistema di teleriscaldamento e tele-raffreddamento, basato sull’utilizzo dell’acqua della falda acquifera milanese e del Ticinello; l’installazione di 1,2 megawatt di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici, al fine di autosostenere i consumi energetici.

 

 

QT8 e K19

Restiamo a Milano. Forse non tutti sanno che le abitazione del quartiere QT8, anche se nato prima dell’avvento della bioarchitettura, ne segue alcuni principi: edifici costruiti in base all’orientamento del sole, molto verde, riciclo (si pensi al Monte Stella). I punti più importanti (banche, ufficio postale, ecc.) si trovano agli incroci. Decisamente più moderni, invece, sono gli edifici a energia quasi zero K19, in zona Porta Venezia. L’uso della geotermia per riscaldamento e raffrescamento e lo studio maniacale di tutti i dettagli dell’involucro hanno portato a una realizzazione estremamente efficiente, in cui si fondono architettura e tecnologia. L’intervento di ristrutturazione è caratterizzato dal susseguirsi di volte a botte di altezze differenti che costituivano la copertura di una precedente autorimessa. Gli spazi interni sono molto luminosi, grazie alla presenza di grandi finestre zenitali. I materiali, infine, sono rigorosamente italiani: tra questi spicca la preziosa pietra piasentina del Friuli.

 

 

Nel resto d’Italia

Nelle città italiane più piccole si fanno notare soprattutto gli esempi di scuole ispirate ai principi della bioarchitettura e del risparmio energetico. Come l’asilo nido “La Balena”, a Guastalla, nei pressi di Reggio Emilia. Si tratta di un edificio in legno, antisismico e a basso impatto ambientale, in grado di autoprodurre energia elettrica e acqua calda, di riutilizzare l’acqua piovana e realizzato con materiali naturali e di riciclo. Un edificio che si integra perfettamente nel contesto naturale circostante. Stesso discorso per la scuola materna di Pieve di Coriano, in provincia di Mantova. È una scuola ecologica, bioclimatica e antisismica, con l’impiego di mattoni isolanti in laterizio e un sistema in legno massello. Il risultato è una struttura con una perfetta ventilazione naturale e un netto taglio del fabbisogno energetico.