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Bioedilizia: come sfruttare le proprietà della canapa Illustrazione di una casetta in sughero - Credit: iStock
GREEN 2 settembre 2021

Bioedilizia: come sfruttare le proprietà della canapa

di Maura Corrado

Resistente, traspirante, carbon negative...Questa pianta vanta proprietà benefiche anche nel campo dell’edilizia

È un momento d’oro per la canapa. L’offerta e la vendita di prodotti ricavati dalla Cannabis sativa - pianta officinale il cui utilizzo risale ai tempi della preistoria - negli ultimi anni ha registrato un vero e proprio boom.

In campo alimentare, ad esempio, sono sempre più numerosi i prodotti realizzati con semi o farina di canapa: dai biscotti alla pasta, dalle salse ai dessert. Stesso discorso per i cosmetici a base di Cbd oil, cioè l’olio di cannabidiolo, estratto dalla cannabis che vanta diversi benefici per la salute e la bellezza. Questa fibra, poi, trova impiego in numerosi altri settori (abbigliamento e tessuti per la casa, automotive, produzione di bioplastiche, ecc.), tra cui la bioedilizia.

Coltivazione e benefici della canapa nell’edilizia green

La recente riscoperta della canapa ha riguardato, come appena accennato, anche la bioedilizia. Nuovi studi scientifici evidenziano le sue qualità, sia in termini di resistenza delle fibre che in quanto ad ecosostenibilità. La canapa è eco-friendly fin dalla sua coltivazione. Oltre ad essere semplice (cresce senza dover usare fertilizzanti, pesticidi o erbicidi) e soggetta ad attacchi piuttosto rari da parte dei parassiti, prevede un basso consumo di acqua. La sua coltivazione è in rapida diffusione in tutta Europa, Italia compresa. La canapa possiede ottime qualità, tra cui: capacità di traspirazione; assorbimento dell’umidità; ottima resistenza; basso grado di combustione; resistenza a muffe, insetti e batteri; efficacia come materiale antisismico. Dopo la sua lavorazione, la canapa risulta un materiale eccellente per la sostituzione di prodotti quali il legno, il vetro e gli inerti. ;

Pianta carbon negative

Si tratta, infine, di una fibra molto versatile, con cui si possono realizzare svariati prodotti, tra cui mattoni, cappotti, isolanti e intonaci. In termini di sostenibilità ambientale, spicca una particolare capacità della canapa: quella di sintetizzare il carbonio e di ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. La canapa è in grado di “sequestrare” fino a dieci tonnellate di carbonio nel terreno. Quindi è una pianta carbon negative: assorbe più carbonio di quanto ne emetta in atmosfera durante il suo ciclo di vita. Anche per questo, dovrebbe diventare protagonista del Green New Deal europeo, cioè della transizione ecologica in atto anche in Italia.

Le proprietà isolanti

La canapa è un materiale estremamente valido per l’isolamento termico degli edifici. Il suo utilizzo permette di renderli più confortevoli e vivibili, caratteristiche da apprezzare soprattutto durante la stagione estiva, quando il termometro può raggiungere picchi di temperatura anche molto elevati. Poter godere, grazie alla canapa, di maggiore comfort tra le pareti domestiche consente di usare con moderazione il climatizzatore, favorendo così il risparmio di energia elettrica, la cui produzione, come è risaputo, nel nostro Paese è ancora largamente dipendente da fonti fossili e dunque inquinanti. Inoltre è possibile ottenere un risparmio nei costi in bolletta, con un significativo beneficio nell’economia domestica. ;

Lo studio Enea

Più nello specifico, uno studio condotto dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha evidenziato che è possibile sostituire gli isolanti tradizionali o inorganici inseriti nelle pareti, come polistirene, fibra di vetro o di roccia, con le fibre di canapa. Un edificio in laterizio può così attenuare il flusso termico – cioè la quantità di calore che passa attraverso un materiale in un dato momento - di circa il 30% e di ridurre la trasmittanza termica della parete del 20% (la trasmittanza è la facilità con cui un materiale si lascia attraversare dal calore). Dallo studio è emersa anche una buona permeabilità al vapore acqueo, che consente così di evitare la formazione di condensa. Non è tutto. Trattando le fibre di questa pianta con specifiche sostanze naturali, idrorepellenti e antimuffa, aumentano notevolmente sia la traspirazione che la resistenza ai batteri della parete in cui essa viene inserita come isolante, nonché la resistenza alle fiamme che, come sappiamo, è una delle paure più comuni nelle case in legno, tipico prodotto della bioedilizia.

Tra presente e futuro

Anche per i trattamenti antisismici l’ENEA sta studiando dei pannelli in fibra di canapa che, grazie alle sue proprietà elastiche, consentono di contenere i crolli, fornendo resistenza alle pareti. Con una semplice lavorazione delle sue fibre, la canapa può essere impiegata anche nella realizzazione di mattoni, blocchi e pannelli, utilizzabili per gli usi più svariati, per nuove e vecchie costruzioni. Si possono produrre anche intonaci, massetti e cappotti. Aspetto non meno importante, si tratta di un materiale estremamente economico e fa risparmiare anche per il minor fabbisogno di acqua rispetto al cemento. Inoltre, della canapa da costruzione si può usare tutta la pianta, dal fusto al fiore. Dallo stelo si ricavano sia la fibra della canapa che il canapulo, che è la parte legnosa. Si possono realizzare rivestimenti come CalceCanapa, in cui la calce miscelata alla canapa guadagna in proprietà isolanti, acustiche e termiche, ma al contempo traspiranti. Ottenere dei materiali strutturali con il cemento di canapa ha l’ulteriore vantaggio di una maggiore leggerezza. Inoltre le costruzioni in calce e canapa non subiscono l’ossidazione da parte di agenti esterni e hanno una durata illimitata.

Case prefabbricate in canapa

Non mancano, infine, le prime case ecologiche prefabbricate utilizzando - in tutto o in parte - la canapa. Tra i primi modelli realizzati a livello internazionale, c’è la “Hemp House” realizzata dall’azienda olandese Dun Agro. Il cemento con cui è stata costruita la casa prefabbricata è stato ottenuto fondendo canapa, acqua e colla. La miscela così ottenuta è stata versata in uno stampo a forma di fondamenta della casa. Ci sono voluti tre mesi di attesa prima che lo stampo fosse completamente asciutto. Una volta completato il processo, la casa prefabbricata in canapa è stata trasportata e "piantata". Questo processo può essere replicato ovunque. Il mercato per questo tipo di case è ancora all'inizio, ma Dun Agro ritiene che sia fattibile produrre e vendere, ogni anno, almeno 500 di questi edifici.

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