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Campioncini e mini-size: qual è l'impatto ambientale?

Prodotti di bellezza in piccolo formato- Credit: iStock

IMPATTO AMBIENTALE08 agosto 2022

Campioncini e mini-size: qual è l'impatto ambientale?

di Maura Corrado

Il più delle volte, purtroppo, finiscono in discarica. Ecco le alternative.

Campioncini e mini-size di prodotti per la bellezza e l’igiene personale sono da sempre, per molte persone e in particolare per le donne, una vera e propria passione. 

 

 

Differenza tra campioncini e mini-size

In sintesi, si tratta di due formati di cosmetici che le aziende del settore beauty offrono in omaggio alle consumatrici che effettuano acquisti oltre una certa soglia o, più in generale, alle clienti più affezionate. A chiunque sarà capitato, almeno una volta nella vita, di ricevere un campioncino: in profumeria, in fiera, al centro commerciale, ecc. Passiamo alle differenze. Il campioncino contiene solo una minima quantità di prodotto – ad esempio di un detergente viso o di una crema antirughe - utile per una o al massimo due applicazioni. Leggermente più grandi, invece, sono i formati mini-size (che spesso coincidono con i prodotti travel size), che consentono di testare il prodotto anche per una settimana. In questo caso, oltre alle classiche creme, si va dai mini tubetti di dentifricio alle fialette di profumo un po’ più lunghe. I cosmetici mini-size non sempre sono un omaggio gratuito: a volte sono in vendita come gli altri prodotti, anche se a prezzi più bassi. 

 

 

I vantaggi 

Se campioncini e mini-size piacciono così tanto (non mancano, infatti, i collezionisti e i siti web dedicati) c’è più di un motivo. La miniatura omaggio, infatti, ci consente di testare un nuovo prodotto – che magari ci ha incuriosito con la sua pubblicità accattivante – senza dover comprare subito il formato standard. O ancora, possiamo comunque usare – anche se per pochi giorni - quella crema anti-età che ha per noi un costo proibitivo. Per non parlare del minimo ingombro. Possiamo infilare senza problemi campioncini e mini-size sia nel trolley per il weekend che nella borsa per la palestra. Come è facile intuire, però, si tratta di vantaggi di breve durata. Per verificare l’efficacia anti-rughe di una crema, ad esempio, è necessario applicare tutti i giorni lo stesso prodotto per almeno tre-quattro settimane. Più utile, invece, è il campioncino di un fondotinta: possiamo subito capire se quella tonalità è adatta al nostro incarnato.

 

 

L’impatto ambientale dei campioncini 

La vera criticità legata alla diffusione di campioncini e mini-size è proprio l’impatto ambientale. Il problema è rappresentato in primis dai formati. Infatti i macchinari per lo smistamento dei rifiuti da riciclare sono studiati per i formati più grandi, come quello delle bottiglie di plastica che utilizziamo abitualmente. Ecco perché i tappi extra small, i minuscoli contagocce e i flaconi dei cosmetici in versione mini o travel, all’atto pratico, risultano impossibili da riciclare. Non aiuta, purtroppo, il fatto che siano realizzati in plastica riciclabile o in alluminio.

 

La conseguenza è che, da un lato, i micro-contenitori finiscono per diventare parte degli scarti del processo di riciclo, mentre dall’altro potrebbero addirittura contaminare il processo, rendendo il materiale riciclato inutilizzabile. È noto, infatti, come meno del 10% della plastica riciclabile venga effettivamente riciclata. Secondo alcuni esperti, anche utilizzando macchinari specifici sarebbe quasi impossibile dare una seconda vita ai flaconi mini-size. I campioncini con il peggior impatto ambientale, infine, sono quelli il cui packaging è costituito da multimateriale che non può essere né separato né riciclato.

 

 

Non solo plastica

Si corrono due rischi: da un lato che il campioncino, una volta usato, finisca in discarica. Dall’altro, che non ci si ponga minimamente il problema del suo corretto smaltimento: “È una bustina di plastica così piccola, che sarà mai?”. Quindi lasciamo quel campioncino di crema solare lì, abbandonato in spiaggia: campioncino che poi finirà in mare contribuendo all’inquinamento marino. Se tutti ragionassero così, ogni anno milioni di campioncini farebbero questa fine e questo non ce lo possiamo più permettere. Il problema dei campioncini non è però è legato solo alla plastica come materiale. Metallo e vetro sono riciclabili all'infinito, ma per essere lavorati hanno bisogno di molta più energia, con spreco di combustibili e più emissioni di CO2. E, nel caso dei mini-size, resta comunque la questione delle dimensioni e della difficoltà nel riciclare ciò che è troppo piccolo.

 

 

Le alternative più sostenibili 

L’ideale sarebbe avere campioncini realizzati con un packaging totalmente biodegradabile, ma occorre ancora tempo affinché ciò sia possibile su larga scala. In questo momento di transizione, non mancano le alternative più sostenibili. È sufficiente ricordare, ad esempio, che all’interno di profumerie ed erboristerie è possibile utilizzare gli appositi tester gratuiti, al posto dei campioncini. Basta essere attenti nell’applicazione, sotto l’aspetto igienico-sanitario. Per utilizzare i prodotti preferiti fuori casa, poi, basta travasarli dal formato standard a piccoli contenitori da viaggio, lavabili e riutilizzabili. Inoltre, per quanto riguarda l’affinità di determinati colori di ombretti e rossetti, sono oggi disponibili diverse app, da scaricare gratuitamente sullo smartphone e semplici da usare, che consentono di effettuare in ogni momento prove e simulazioni. 

 

 

Un cambio di mentalità

Più in generale, anche nel campo della cosmetica, dobbiamo sforzarci nell’adottare un approccio diverso e più consapevole. Molti brand del settore beauty, ad esempio, offrono l’opzione refill, cioè i prodotti ricaricabili: una volta terminato il cosmetico, la confezione esterna non si butta e si riempie di nuovo in negozio, come facciamo con il sapone liquido. Sfruttando questa possibilità si possono risparmiare, nel lungo periodo, tonnellate di plastica e di emissioni di CO2. Dobbiamo acquistare un detergente viso o un dentifricio? Il prodotto ovviamente deve essere di qualità, ma con dei plus: una formulazione biodegradabile, ingredienti prodotti e lavorati in maniera sostenibile. Se poi la confezione, nelle dimensioni, è ridotta al minimo indispensabile ed è realizzata con materiali riciclati e facilmente riciclabili, ancora meglio. 

 

 

I cosmetici solidi 

La vera novità degli ultimi anni è rappresentata dai cosmetici solidi, che spesso hanno le dimensioni di una saponetta: quindi hanno la stessa praticità dei mini-size. I cosmetici solidi richiedono molta meno acqua per la loro produzione e spesso sono anche vegani. I cosmetici solidi, poi, vengono venduti all’interno di confezioni eco-friendly in cartone, alluminio o vetro, o addirittura senza packaging. Infine, hanno in genere prezzi accessibili.