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Certificati bianchi: cosa sono i titoli di efficienza energetica

Pannelli fotovoltaici visti dall'alto- Credit: iStock

ENERGIA16 maggio 2022

Certificati bianchi: cosa sono i titoli di efficienza energetica

di Maura Corrado

L’obiettivo da conseguire per il 2022 è 0,75 milioni di certificati.

I certificati bianchi, conosciuti anche come Titoli di Efficienza Energetica (TEE), sono un’agevolazione sul risparmio energetico prevista dallo Stato. Questi titoli possono essere trasformati in denaro, a fronte della realizzazione di un intervento di efficienza energetica.

 

 

L’emissione dei certificati bianchi 

I certificati bianchi sono il principale meccanismo di incentivazione dell'efficienza energetica nel settore industriale, delle infrastrutture a rete, dei servizi e dei trasporti, ma riguardano anche interventi realizzati nel settore civile e misure comportamentali. Vengono emessi dal Gestore del Mercato Elettrico (GME), con l'approvazione del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), sulla base delle certificazioni dei risparmi conseguiti.

Un certificato equivale al risparmio di 1 tonnellata equivalente di petrolio (TEP), che è l’unità convenzionale di misura adottata comunemente nei bilanci energetici per esprimere tutte le fonti di energia, tenendo conto del loro potere calorifico. I certificati bianchi possono essere scambiati e valorizzati sulla piattaforma di mercato gestita dal GME o attraverso contrattazioni bilaterali.

A tal fine, tutti i soggetti ammessi al meccanismo sono inseriti nel Registro Elettronico dei Titoli di Efficienza Energetica del GME.

 

 

La normativa 

I certificati bianchi sono incentivi introdotti in ambito europeo per raggiungere gli obiettivi fissati nel pacchetto “clima-energia 20-20-20”. Questo pacchetto, successivo alla firma del Protocollo di Kyoto, ha lo scopo di: elevare al 20% la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili; accrescere del 20% il risparmio energetico; diminuire del 20% le emissioni di CO2.

In Italia il meccanismo dei certificati bianchi è stato invece introdotto con il Decreto ministeriale del 20 luglio 2004, entrato in vigore nel 2005. Ad oggi rappresenta il principale strumento di promozione dell’efficienza energetica presente in Italia. La normativa è stata successivamente aggiornata con i decreti dell’11 gennaio 2017 e dell’8 maggio 2018. 

 

 

I successivi aggiornamenti

Con il decreto del 30 aprile 2019 è stata invece approvata la guida operativa per promuovere l'individuazione, la definizione e la presentazione di progetti nell’ambito del meccanismo dei certificati bianchi.

La guida, elaborata dal Gestore dei Servizi Energetici, riporta le informazioni utili per la predisposizione e la presentazione delle richieste di accesso agli incentivi, nonché indicazioni sulle potenzialità di risparmio energetico che derivano dall’applicazione delle migliori tecnologie disponibili nei principali settori produttivi. Il decreto, inoltre, aggiorna la tabella con le tipologie progettuali ammissibili.

Con il decreto del 9 maggio 2019, infine, è stata approvata la guida operativa per l’emissione dei TEE non derivanti da progetti di efficienza energetica. Lo schema dei certificati bianchi ha consentito complessivamente di risparmiare – tra il 2005 e il 2020 - oltre 28 milioni di Tep, risultando di gran lunga il più longevo e produttivo incentivo per l’efficienza energetica in Italia. Attualmente è in vigore un nuovo decreto, con gli obiettivi di risparmio energetico da raggiungere negli anni che vanno dal 2021 al 2024.

 

 

Le tipologie di certificati bianchi 

I certificati bianchi riguardano quattro tipologie di interventi: risparmio di gas naturale; risparmio di energia elettrica; risparmio di altri combustibili per autotrazione (trasporti); risparmio di altri combustibili non per autotrazione. Tale risparmio, come già detto, si misura in TEP, che corrisponde alla quantità di energia rilasciata dalla combustione di una tonnellata di petrolio grezzo.

Il sistema attualmente in vigore prevede un contributo economico per la realizzazione degli interventi appena elencati. Il punto centrale del meccanismo è che i distributori di energia elettrica e gas naturale, con più di 50.000 clienti finali, sono obbligati a raggiungere degli obiettivi prefissati.

I soggetti obbligati possono raggiungere l'obiettivo in due modi: realizzando direttamente o attraverso società controllate o controllanti, interventi di efficienza energetica; acquistando titoli dagli altri soggetti ammessi al meccanismo, cioè da altri distributori, ESCO certificate o utenti finali pubblici o privati che hanno nominato un esperto in gestione dell’energia (EGE) certificato o che sono in possesso di un sistema di gestione dell'energia certificato (ISO 50001). 

 

 

Esempi di interventi ammissibili

Ecco alcuni esempi di progetti ammessi per il rilascio dei certificati bianchi: installazione di impianti per la produzione di energia termica; installazione di sistemi power quality; recupero energetico nei sistemi di rigassificazione del gas naturale liquefatto (GNL); efficientamento delle reti di teleriscaldamento e/o tele-raffrescamento esistenti; acquisto di flotte di mezzi di trasporto a trazione elettrica, gas naturale, GPL, ibride o a idrogeno; installazione di caldaie e generatori di aria calda; interventi di isolamento termico; adozione di sistemi di analisi dei dati sui consumi di singoli impianti; adozione di iniziative finalizzate all'utilizzo di veicoli a basse emissioni.

Lo schema copre tutti i settori: industria, agricoltura, terziario, pubblica amministrazione, residenziale. L’elenco completo con tutti gli interventi realizzabili è consultabile sul sito del GSE. I progetti si suddividono in standardizzati e a consuntivo.

I certificati bianchi vengono rilasciati per un tempo che varia da tre anni (misure comportamentali) a dieci anni (interventi più complessi), in funzione del risparmio energetico effettivamente conseguito e opportunamente misurato. Il valore economico dei titoli viene poi definito nelle sessioni di scambio sul mercato.

 

 

I dati 2021 e 2022

Nel 2021 i certificati bianchi hanno confermato la loro caratteristica di strumento ideale per raggiungere risultati di efficienza energetica ad un basso rapporto costo-efficacia, in particolare nel settore industriale.

È quanto emerge dal “Rapporto annuale certificati bianchi 2021”, pubblicato nelle scorse settimane dal GSE. A fronte di 1.170.640 TEE riconosciuti dal Gestore nel 2021, l’86% ha interessato proprio il settore industriale. Per quanto riguarda, invece, il primo bimestre 2022, sono state presentate 285 pratiche. 

 

 

Certificati bianchi e altri incentivi

I certificati bianchi non sono cumulabili con altri incentivi a carico delle tariffe dell’energia elettrica e del gas, né con altri incentivi statali destinati agli stessi progetti. Sono invece cumulabili, nel rispetto delle normative vigenti e nei limiti previsti dalla normativa europea, con finanziamenti locali, regionali e comunitari. Sono inoltre cumulabili con l’accesso a fondi di garanzia e di rotazione, contributi in conto interesse e detassazione del reddito d’impresa riguardante l’acquisto di macchinari e attrezzature. In questo caso il numero di titoli spettanti è ridotto al 50%.