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Che cos'è il verde stabilizzato?

Un salotto con la parete fatta da piante- Credit: iStock

VIVERE GREEN23 giugno 2022

Che cos'è il verde stabilizzato?

di Maura Corrado

Una soluzione innovativa ed ecologica per case e uffici.

Il verde stabilizzato è un insieme di prodotti naturali – piante, fiori, arbusti, muschi e licheni -sottoposti ad un processo, detto di stabilizzazione. Attraverso la stabilizzazione le piante mantengono la loro freschezza e bellezza nel corso del tempo, senza alcun bisogno di ricevere acqua, terra, concime o luce solare.

 

Le piante e i fiori, dopo essere stati raccolti, vengono innanzitutto liberati da eventuali insetti nocivi e parassiti, per poi essere sottoposti al processo di stabilizzazione vero e proprio. Il verde stabilizzato è sempre più diffuso per dare un tocco green ai posti che frequentiamo abitualmente, come negozi, uffici, ristoranti, banche e studi medici. Negli ultimi anni il verde stabilizzato ha progressivamente rivoluzionato il mondo dell’interior design, andando a sostituire, in molti casi, piante e fiori in plastica o in tessuto. 

 

 

Una scelta d’impatto

Arredare gli interni della propria struttura con soluzioni di verde stabilizzato offre numerosi vantaggi. Rappresentano un ottimo investimento sia in termini estetici, in quanto garantiscono una bellezza senza tempo. Il verde stabilizzato offre immagine e sostanza al tempo stesso. Una scelta 100% green per l’arredamento significa, infatti, un ridotto impatto ambientale: in molti casi, le piante stabilizzate sono totalmente ecosostenibili.

 

Senza dimenticare l’impatto positivo su salute e benessere dovuto all’integrazione, nell’ambiente domestico o di lavoro, di uno o più elementi naturali e rilassanti. Un ulteriore vantaggio è costituito dalla riduzione del rumore ambientale. La funzione fonoassorbente è di grande importanza per tutti gli ambienti con elevati valori di riverbero come ristoranti, centri commerciali e uffici.

 

 

Dalla raccolta alla stabilizzazione

Per ottenere un risultato impeccabile, le piante vengono raccolte quando sono nel loro massimo momento di bellezza, ma comunque rispettando i periodi di rinnovamento naturale. Come già detto, le piante, prima di essere stabilizzate, vengono controllate una per una e pulite da eventuali parassiti nocivi. Il processo di stabilizzazione ha una durata che può variare da una settimana a venti giorni, in base alla grandezza dei prodotti da stabilizzare. Questo procedimento è stato scoperto e brevettato negli anni Ottanta da un’azienda francese.

 

 

I dettagli del processo di stabilizzazione

Come avviene, nel dettaglio, il processo di stabilizzazione? Dopo una scrupolosa selezione da parte degli operatori, le piante passano nella camera di stabilizzazione, dove viene ricreato un microclima nel quale coesiste un perfetto equilibrio tra umidità e luce. Le piante vengono immerse dai piedi, che sono ancora freschi, all’interno di vasche che contengono una soluzione.

 

Questa miscela è brevettata ed è composta da: acqua, glicerina vegetale, sostanze nutritive e coloranti alimentari. La miscela, a stabilizzazione ultimata, andrà a sostituire la linfa della pianta ed è 100% biodegradabile. Ciascun ingrediente concorre al benessere della pianta da stabilizzare: la glicerina aiuta a trattenere l’acqua, i coloranti donano il colore e i nutrienti aiuteranno la pianta a mantenersi nutrita durante l’intero processo.

 

 

Alcune differenze

Inoltre, bisogna tenere in considerazione che ogni specie vegetale ha le sue specifiche esigenze: oltre al tempo necessario, variano anche la temperatura di immersione, i nutrienti utilizzati e il periodo di raccolta. Il procedimento appena descritto è quello indicato per il fogliame. Invece, per quanto riguarda i fiori, si parla di stabilizzazione per doppia immersione.

 

Questa tecnica è composta, come indica il nome, da due immersioni: la prima in soluzione alcolica pura per 24 ore, in modo da disidratare il fiore, che deve essere freschissimo per una buona riuscita. Questa prima immersione farà perdere il colore originale, ma lascerà intatta la forma. La seconda immersione avverrà in una miscela di alcol, glicerina e coloranti alimentari: i primi due elementi, combinati insieme, reidrateranno il fiore. Il processo di stabilizzazione può durare 5-6 giorni.

 

La linfa della pianta evapora lentamente e viene sostituita dalla nuova miscela stabilizzata, che si dirama in tutto l’apparato fogliare. Infine, le piante vengono risciacquate e poste ad essiccare per una decina di giorni. Successivamente, piante e fiori vengono controllati, puliti, confezionati ed immessi sul mercato, pronti per i vari utilizzi.

 

 

Stabilizzazione e preservazione

Non meno importante, bisogna poi distinguere tra stabilizzazione e preservazione. Pur essendo entrambe, tecnicamente, procedimenti di conservazione, la stabilizzazione viene utilizzata su piante vive, per mantenere inalterata la freschezza. La preservazione, invece, serve a reidratare la pianta: per questo, viene utilizzata su piante essiccate, come muschi e licheni. Tra le due tecniche, è la stabilizzazione a risultare più affidabile nel tempo.

 

 

Manutenzione e durata del verde stabilizzato

I fattori che possono incidere sulla durata del ciclo di vita di una pianta, una volta stabilizzata, sono numerosi. Ad esempio: caratteristiche della pianta scelta, esposizione atmosferica, umidità ed eventuali manipolazioni. Di solito acqua, luce diretta e fonti di calore sono i tre elementi principali che più tendono ad accorciare la vita della pianta.

 

In condizioni ottimali, il verde stabilizzato può arrivare anche a dieci anni di vita. Una pianta stabilizzata non ha bisogno di particolare manutenzione, ma per allungarne la durata bisogna rispettare alcune regole, ricordando che si tratta di prodotti 100% naturali: evitare di innaffiare la pianta; utilizzare il verde stabilizzato esclusivamente per l’arredamento d’interni; non esporre la pianta direttamente ai raggi del sole; tenerla lontana dalle fonti di calore; posizionarla in un ambiente in cui il tasso di umidità non sia inferiore al 40-50% e non superiore al 70%.

 

Per incollare il verde stabilizzato alla superficie scelta (ad esempio una parete), gli esperti consigliano di utilizzare del silicone neutro trasparente.

 

 

Altre informazioni utili

Il verde stabilizzato svolge una funzione prettamente estetica e di arredamento in quanto, non effettuando la fotosintesi clorofilliana, non contribuisce all’assorbimento dell’anidride carbonica né alla produzione di ossigeno e, cosa ancora più importante, non contribuisce alla purificazione dell’aria presente negli ambienti chiusi. Ciononostante, le piante stabilizzate sono sicuramente molto gradevoli alla vista.

 

Volume e dimensioni di una pianta stabilizzata non variano con il tempo. In ambito domestico, con un po’ di fantasia, è possibile ricorrere al verde stabilizzato per dare nuova vita ad interi ambienti o a singoli complementi d’arredo, come quadri, mensole, lampade, specchi ed orologi.