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Chi sono i migranti climatici

Migranti su un barcone- Credit: iStock

CAMBIAMENTO CLIMATICO24 maggio 2022

Chi sono i migranti climatici

di Melissa Viri

Il cambiamento climatico è uno dei motivi che spingi le persone a migrare.

I motivi che costringonono le persone a migrare in paesi diversi da quello d'origine sono i più disparati e uno di questi ha a che fare con i cambiamenti climatici e i disastri ambientali. Tanto che si può parlare a tutti gli effetti di migranti climatici. Ecco chi sono e cosa li spinge a lasciare la propria terra.

 

 

Cosa si intende per migrante climatico

Prendiamo un caso eclatante come l'innalzamento del mare che sta interessando gli atolli del Pacifico. In Micronesia circa centomila persone vivono sulle isole formate dagli atolli corallini, che rischiano di essere sommersi dalle acque per effetto del rapido innalzamento dei mari. Volenti o nolenti, queste popolazioni saranno costrette a espatriare come migranti climatici.

 

 

Rifugiato ambientale: una definizione

Non si deve pensare però che il fenomeno della migrazione climatica sia soltanto l'effetto dei recenti cambiamenti climatici. Tanto è vero che il termine di "rifugiato ambientale" è stato coniato mezzo secolo fa per indicare chi è costretto a espatriare a causa di improvvisi mutamenti delle condizioni ambientali. È il caso per esempio di chi emigra in seguito a importanti siccità e devastanti inondazioni.

 

 

Cosa incide oltre ai cambiamenti ambientali

Il fenomeno dei rifugiati ambientali è complesso perché spesso ai cambiamenti climatici si aggiungono altri fattori che incidono sulla migrazione di massa. Per esempio, gli abitanti delle piccole isole del Pacifico stanno perdendo terreno per via dell'innalzamento dei mare, ma al tempo stesso devono fronteggiare la perdita di produttività dovuta alla salinizzazione del terreno.

 

 

Africa

Altro caso emblematico è quello che riguarda gli abitanti dell'Africa sahariana, che devono vedersela con la crescita dei deserti e al contempo sono responsabili di una cattiva gestione delle risorse naturali. Senza contare che in alcune zone dell'Africa la scarsità di risorse naturali sta portando a tensioni etniche che spingono all'emigrazione: difficile stabilire se in questo caso chi espatria sia un migrante politico o un migrante climatico.

 

 

Perché la migrazione climatica è un fenomeno in crescita

Ogni anno si verificano più di 300mila disastri naturali, perlopiù legati al riscaldamento globale. Si stima che entro la fine di questo secolo l'innalzamento dei mari potrebbe colpire il 40% della popolazione asiatica. In Europa aumenteranno inondazioni, alluvioni e tempeste, mentre il Nord Africa è tormentato dalla scarsità d'acqua e dal degrado dei suoli. Ecco perché nei prossimi decenni i migranti climatici sono destinati ad aumentare. Le previsioni non sono rosee, tanto è vero che un insigne studioso di biodiversità sostiene che entro il 2050 si potrebbero raggiungere i 200 milioni di rifugiati ambientali.