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Cibi sostenibili, quali sono e quali no

Persona che raccoglie i pomodori- Credit: iStock

GREEN15 settembre 2021

Cibi sostenibili, quali sono e quali no

di Melissa Viri

Greenpeace ha stilato una sorta di decalogo per definire un'alimentazione consapevole

Un'alimentazione sostenibile si basa sul consumo di cibo sano a livello nutrizionale, per la cui produzione sono state impiegate scarse risorse idriche e basse emissioni di carbonio. Quella che può essere ribattezzata anche come alimentazione green prevede il rispetto assoluto nei confronti degli ecosistemi naturali e della biodiversità. A questo proposito, non c'è da meravigliarsi se lo slogan utilizzato dai convinti sostenitori del cibo sostenibile sia qualcosa del tipo "nutrire il pianeta, senza mangiarlo". Negli ultimi anni la questione economica ha assunto un'importanza sempre maggiore, anche alla luce della pandemia di Covid-19 e il suo impatto su gran parte del pianeta, e i costi legati alla produzione del cibo non sono ormai più sostenibili.

I cibi sostenibili

Quali sono i cibi sostenibili? Greenpeace, nota organizzazione non governativa pacifista e ambientalista, ha stilato una sorta di decalogo per definire un'alimentazione consapevole e rispettosa del pianeta. Innanzitutto, è indispensabile mangiare frutta e verdura di stagione, così da evitare l'acquisto di prodotti che provengono da nazioni lontane, che hanno un notevole impatto sull'ambiente a causa del trasporto. Sì anche alla frutta e verdura biologica, in modo da liberarsi dai residui di pesticidi a tavola, sostanze che oltre a nuocere alla salute dell'uomo avvelena la natura.

 

Esiste la carne sostenibile? Sì, a patto che provenga da allevamenti ecologici e si conoscano di persona i produttori locali. Bisogna poi diffidare dall'etichetta che riporta la dicitura "Prodotto italiano, allevato in Italia", in quanto nel nostro Paese non c'è ancora l'obbligo di specificare il metodo di allevamento sull'etichetta, informazione indispensabile per ottenere delle garanzie precise su come l'animale è stato allevato. Per entrare in contatto con gli allevatori della zona, il decalogo di Greenpeace consiglia di rivolgersi ai GAS (Gruppi di Acquisto Solidale). Lo stesso discorso vale per il pesce: no a quello pescato in modo distruttivo o allevato, sì in invece al pesce che proviene dalla pesca effettuata con metodi artigianali.

I cibi non sostenibili

Tra i cibi non sostenibili rientrano tutti gli alimenti venduti sotto costo, prodotti cioè usando fertilizzanti erbicidi e pesticidi in grandi dosi. Un grosso no anche ai prodotti esotici come banane, ananas, quinoa e avocado, che vengono fatti rientrare nelle cosiddette mode insostenibili. Semaforo rosso, infine, per i cibi processati (o cibo industriale): non solo ha un basso apporto nutrizionale, ma non è amico né della salute delle persone né dell'ambiente. Ecco perché rimane sempre valido il proverbio "non mangiare nulla che tua nonna non riconoscerebbe come cibo".