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Come ridurre lo spreco di plastica in poche mosse

Simbolo del riciclo fatto con la plastica- Credit: iStock

PLASTICA04 febbraio 2022

Come ridurre lo spreco di plastica in poche mosse

di Melissa Viri

Un bene prezioso, ma molto inquinante.

Che senso ha acquistare un oggetto con lo scopo di buttarlo via? Qualunque tipo di merce ha un valore determinato da tutti i suoi componenti: imballaggio, contenuto ed eventuali accessori. Ovviamente tutte queste cose hanno un costo di produzione che viene poi calcolato per fissare il prezzo di vendita. Il concetto di usa e getta va completamente ribaltato valorizzando la lunga vita dei prodotti, esattamente come si faceva in passato. Non occorre andare troppo indietro nel tempo: nessuno 20 anni fa immaginava che una comunissima tuta da lavoro potesse essere usa e getta. Gli indumenti venivano rattoppati e riparati facendoli tornare come nuovi e dando una nuova vita a ciò che oggi diventa subito scarto. Compare un oggetto che può durare anni e gettarlo al primo utilizzo non ha alcun senso.

 

 

I contenitori e le bottiglie di plastica

La pratica dell'usa e getta esprime tutta la sua pericolosità nell'idea del contenitore inutile. Eppure scatole e bottiglie in plastica possono essere riutilizzate moltissime volte. È sufficiente lavare sotto l'acqua corrente, magari con un sapone ecologico per piatti e risciacquare. Inoltre un valido suggerimento potrebbe essere quello di preferire bottiglie e contenitori in vetro, che peraltro offrono ottime garanzie dal punto di vista dell'igiene. Il vuoto a rendere permette di riciclare le bottiglie senza danneggiare l'ambiente. Un altro consiglio è l'utilizzo dell'acqua del rubinetto che nella stragrande maggioranza dei paesi è buonissima e sicura.

 

 

I sacchetti

Prima di andare al supermercato si dovrebbe pensare al trasporto della spesa. Il sacchetto in plastica è del tutto inutile perché può essere sostituito da una comunissima borsa da spesa in tessuto. Questo banale accorgimento, se fosse seguito da tutti, risparmierebbe moltissimi quintali di plastica in giro per il pianeta che troppo spesso finiscono a terra, nei fiumi e nei mari, con relativo inquinamento del suolo, delle acque e contaminazione dei pesci, entrando dunque nella catena alimentare.

 

 

Le confezioni

Per limitare l'utilizzo della plastica la migliore soluzione è essere un consumatore consapevole. Già in fase di acquisto si dovrebbe preferire il prodotto che presenta un confezionamento ottimale. Per esempio la frutta e la verdura andrebbero comprate sfuse e posizionate in casa in un cesto da portata. Oltre ad inquinare meno si ha la certezza di un cibo genuino che non è stato all'interno di involucri che potenzialmente potrebbero anche comprometterne le qualità. La stessa attenzione andrebbe riservata agli articoli non alimentari, evitando la merce con imballaggi inutili che poi si dovrebbero comunque smaltire incrementando senza motivo la produzione domestica di rifiuti in plastica.

 

 

Plastica: quali tipi si possono riciclare e come riconoscerli

La plastica e il suo smaltimento è un problema globale e la raccolta differenziata domestica sicuramente, se ben fatta, può aiutare l'ambiente in modo considerevole. In primis però bisogna pulire gli involucri che si vogliono smaltire nella spazzatura e andranno in ogni caso ben differenziati. Perché non tutti gli utensili o contenitori realizzati in materiale plastico si possono riciclare e buttare nello stesso contenitore: ecco come fare per dare una mano concreta all'ambiente e a noi stessi semplicemente buttando nel modo corretto i rifiuti plastici.

 

 

Raccolta della plastica: cosa va buttato qui

Non tutti i tipi di plastica sono uguali e non tutti si possono riciclare e gettare nella specifica raccolta. Senza addentrarci nelle varie sigle che identificano le tipologie di polimero plastico, ecco una lista dei principali scarti da buttare nella raccolta della plastica domestica.

• Le bottiglie di acqua e delle bibite e il loro imballaggio esterno;

• i flaconi dei detersivi, anche con lo spruzzino;

• le vaschette per alimenti, quelle dei salumi confezionati, della carne e della verdura;

• i flaconi dei cosmetici e degli shampoo, bagnoschiuma, ecc;

• i barattoli dello yogurt;

• le vaschette del gelato in polistirolo;

• i sacchetti degli snack, delle merendine e delle patatine, ecc.

 

 

Cosa non buttare nella plastica

Nella raccolta della plastica non vanno gettati tutti gli oggetti, le confezioni, gli involucri perché, come detto, le plastiche non sono tutte uguali. Ecco qui cosa è bene evitare di gettare nel cassonetto della plastica:

• gli utensili da cucina;

• le bacinelle;

• le penne, gli evidenziatori e i pennarelli;

• la cancelleria e i righelli, le squadre, i temperini;

• le canne per l'irrigazione del giardino;

• i giocattoli;

• gli strumenti elettrici come le tastiere dei computer, i mouse, ecc.;

• gli arredi come le sedie da interno o da giardino;

• i piatti e le posate di plastica usa e getta, ecc.

Questi sono solo alcuni degli oggetti da non gettare nella raccolta della plastica perché realizzati in polimeri specifici e chiamati in generale "plastica dura". Se si hanno dubbi è necessario sempre basarsi sulle direttive comunali in merito alla raccolta differenziata.

 

 

Plastica: le sigle per riciclare correttamente

Come detto ogni tipo di plastica è diverso ed ecco la lista delle sigle che identificano i vari oggetti di uso quotidiano. Se una confezione, un prodotto, un sacchetto ha una di queste diciture lo si potrà gettare nella raccolta della plastica domestica.

• PET, è la plastica più comune e la si utilizza per realizzare le bottiglie per le bibite e l'acqua;

• HDPE, usata anche per i flaconi di detersivo, per gli innaffiatoi e altro;

• PVC o V, utilizzata per le bottiglie di cosmetici in genere, per le vaschette degli alimenti, ecc.;

• LDPE, per sacchetti di plastica, per flaconi e altro;

• PP, si usa per le bottiglie non trasparenti, per i contenitori richiudibili, ecc.;

• PS, si utilizza per la realizzazione del polistirolo.

 

 

Come riciclare la plastica in casa

L'inquinamento causato dalla plastica nell'ambiente è un grave problema da risolvere. La responsabilità non è nel materiale specifico ma nell'utilizzo che ne viene fatto, specialmente quando si tratta di oggetti considerati usa e getta. Una buona pratica orientata alla sostenibilità ambientale è quella di riciclare la plastica in casa dando nuova vita agli oggetti anziché gettarli nella spazzatura. Ecco 5 idee creative di riciclo della plastica.
 

 

 

L'orto domestico

Non hai un terreno per piantare erbe aromatiche e verdure di stagione? Grazie alla pratica del riuso puoi creare uno spazio verde sul tuo balcone sfruttando proprio la plastica che finirebbe nel cestino dell'immondizia. Prendi le bottiglie e le bottigliette usate, tagliale con le forbici e pratica dei forellini sul fondo per l'espulsione dell'acqua in eccesso. Inserisci il terriccio e semina le tue piantine.

 

 

Giochi per bambini

I flaconi del sapone, dei prodotti cosmetici, dello shampoo e del balsamo possono diventare veri e propri giocattoli con cui far divertire i bambini. Con un tocco di creatività puoi trasformare questi oggetti in plastica in birilli per il bowling ma non c'è limite alla fantasia e puoi sempre inventare qualcosa di originale. Il suggerimento è coinvolgere direttamente i figli, rendendoli partecipi e consapevoli, cogliendo l'occasione per parlare dell'inquinamento e delle soluzioni da adottare per il futuro.

 

 

Utilissimi portaoggetti


Trasforma la tua scrivania e rendila più colorata, ravvivandola con i portapenne in plastica ricavati da oggetti che avresti buttato via. Potrai mettere in ordine le gomme, le penne, il temperamatite, gli evidenziatori e tutti gli accessori per scrivere e disegnare. I barattoli in plastica potranno diventare perfino il contenitore per gli ori, per i braccialetti, per gli orologi e per le collane, magari ricoprendoli con un grazioso pezzo di juta o con del feltro.

 

Contenitori multiuso

Riutilizzare i flaconcini in plastica è molto facile perché si prestano ottimamente a un'infinità d impieghi. Con un minimo di estro diventeranno contenitori multiuso, un bellissimo portaspazzolino per il bagno o un portasapone. Devi partire per un viaggio e non sai dove mettere il quantitativo minimo di shampoo per i pochi giorni di vacanza? Utilizza i vecchi flaconi, risciacquali bene, riempili e mettili in valigia.

 

 

Chi sono i maggiori produttori di plastica usa e getta

La plastica usa e getta è uno dei principali fattori dell'inquinamento ambientale e soprattutto dei mari. Ma chi sono i maggiori produttori di questi oggetti?
 

 

 

Plastica monouso: un problema globale
 

L'inquinamento da plastica sta soffocando il nostro pianeta e ha raggiunto ormai anche i luoghi dove la presenza umana è minima. Secondo uno studio recente sarebbero solo 20 grandi aziende a produrre oltre il 50% degli imballaggi di plastica monouso presenti al mondo. Si tratta spesso di prodotti dal tempo di utilizzo ridottissimo: imballaggi, confezioni per cibo d'asporto, bottiglie e altri prodotti che, una volta esaurita la loro utilità, finiscono in mare o nell'ambiente. La percentuale di plastica riciclata è in costante aumento, ma è ancora una frazione esigua rispetto a quella prodotta.

 

 


I maggiori produttori di plastica monouso


Fra i maggiori produttori al mondo di polimeri plastici destinati a diventare oggetti monouso vi sono Exxon Mobil e Dow, aziende petrolchimiche statunitensi, seguite da Sinopec, azienda statale cinese, e Indorama Ventures, con sede in Thailandia. Dietro il finanziamento di queste aziende ci sono le principali banche del mondo, fra cui Barclays e JPMorgan Chase, senza contare che buona parte di questi produttori sono di proprietà statale, soprattutto in Cina e in Arabia Saudita. Questi colossi continuano a lavorare indisturbati: la sensibilità ecologica è in costante aumento ma la percentuale di plastica avviata al riciclaggio è ancora minima. Nell'Unione Europea ha raggiunto il 30%, ma negli Stati Uniti, grandissimi produttori e consumatori di plastica monouso, non raggiunge neppure il 10%, mentre i grandi stati asiatici come India e Cina totalizzano percentuali ancora inferiori.
 

 

Polemiche relative allo studio


Lo studio che identifica i maggiori produttori di plastica usa e getta al mondo, a cura della Fondazione Mineroo, con sede in Australia, ha sollevato anche diverse polemiche. L'American Chemistry Council, che non a caso rappresenta molti dei grandi produttori di plastica, ha prodotto un altro studio secondo cui sostituire gli imballaggi in plastica con altri materiali aumenterebbe la produzione di gas serra. Va inoltre sottolineato che la Mineroo è finanziata da aziende che si occupano di estrazione mineraria del ferro, un altro settore industriale dalle ricadute ambientali non indifferenti. Le uniche soluzioni, per salvaguardare l'ambiente, rimangono utilizzare sempre meno plastiche monouso e avviarne al riciclaggio la quantità maggiore possibile.