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Come si formano i pianeti

Pianeti del sistema solare- Credit: iStock

GREEN26 marzo 2021

Come si formano i pianeti

di Melissa Viri

La tematica pianeti è in parte oscura, anche se alcuni studi hanno fatto luce sulla nascita di essi

Si parla tanto dell'origine dell'Universo, del Big Bang oppure della nascita delle stelle, materie queste che affascinano anche i più profani e non solo i ricercatori. La tematica pianeti invece è ancora in parte oscura, anche se ultimamente alcuni studi hanno fatto luce sulla nascita di questi corpi celesti tanto lontani e per questo così misteriosi.

I pianeti e la loro nascita

Il Sistema Solare è un luogo decisamente affollato: vi si trovano corpi celesti formati da ghiaccio e roccia come le comete e gli asteroidi, i pianeti e i relativi satelliti. I pianeti del Sistema Solare sono 9, ruotano attorno al sole ognuno attorno alla sua orbita e ruotano contemporaneamente su se stessi. Si distinguono in terrestri e gassosi: tra i primi ci sono la Terra, Mercurio che è il più vicino al Sole, Venere e il "pianeta rosso" Marte.

 

Sono gassosi invece Nettuno, Urano, Giove (tanto grande da poter contenere la Terra 1300 volte) e Saturno, famoso per i suoi anelli. Oggi si conosce molto di ciascun pianeta e si cerca di scoprire sempre qualcosa in più, come avviene ad esempio con Marte, ma molti dubbi esistono circa la nascita dei pianeti. Si pensa che la loro origine sia nei microscopici granelli di polvere e nei gas che si trovano nel disco protoplanetario, derivanti dalla nascita di una protostella. Man mano che la forza gravitazionale di questa protostella aumenta, questo disco aumenta la sua rotazione.

Come si sviluppa un pianeta

Con l'accellerazione del disco protoplanetario, questo si appiattisce e le particelle tendono ad agglomerarsi tra loro creando masse, seppur di piccole dimensioni. La domanda a cui molti studiosi hanno provato a dare una risposta è come questi agglomerati abbiano raggiunto dimensioni più grandi. Ebbene i ricercatori dell'università tedesca di Duisburg Essen hanno provato a dare una risposta, eseguendo un esperimento nella Drop Tower a Brema dove, tramite la creazione di un vuoto d'aria, si simula una microgravità simile a quella presente nell'Universo.

 

Gli studiosi tedeschi dunque hanno appurato come la l'elettricità elettrostatica che si crea quando le microparticelle sfregano tra di loro nel disco protoplanetario, non faccia altro che scatenare la produzione di cariche elettriche e il conseguente accrescimento dei primordiali pianeti. I pianeti terrestri sarebbero dunque nati dai frammenti rocciosi molto vicini alla protostella, mentre i pianeti gassosi si sono formati dai gas assai distanti dal cuore della stessa protostella.